Tinos è solo mia

Compro sempre i giornali di viaggio se in copertina vedo il nome di una qualsiasi isola greca. Ma stamattina, su DOVE, l’isola in questione era Tinos. Ho comprato il magazine ma mi sono sentita gelosa. Gelosa dell’isola di cui quasi nessuno ha mai scritto e di cui io mi sono innamorata l’estate scorsa.  E ne parla come di una perla (quale è), scelta privilegiata di artisti che cercano la qualità e la bellezza, lontano dal clamore. Tinos è questo, in effetti. Ma è come se non volessi che le riviste ne parlassero per difenderla da un turismo che difficilmente la capirebbe. “Dove” cita alcuni suoi paesini e ristoranti e locali perlopiù di fascia medio alta. Un bell’articolo, in cui il tema principale sono le ville in affitto. Non parla dei paesi gioiello di Tinos… come Agapi. Ma non sorvola su Volax e Pyrgos, per fortuna.

Di queste remote isole greche vorrei poter scrivere solo io, per preservarne l’autenticità. ..

Quello che ho provato, comunque, dopo la gelosia, è stata un’incontenibile voglia di trovarmi, OGGI, a Volax, in un appartamento che ho visto, di fianco alla Chiesa, e che sarà meta di una nuova vacanza.

Dell’appartamento lascio il link.

http://abnb.me/EVmg/gfQ7lFqf7C

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The tea [altre storie]

Sabato scorso, per l’usuale merenda con le amiche, abbiamo scelto un posticino delizioso in cui non ero mai stata (nonostante i secoli vissuti a Torino) . È una sala da tè in centro: THE TEA.

Il locale è minuscolo, ci sono 2 mini tavolini con sedie all’esterno (fanno molto Parigi, anche per le dimensioni) e, all’interno, un solo tavolino con 3 sedie. Ma appena simo entrate, non sapendo delle dimensioni, le due signore sedute ci hanno lasciato gentilmente il posto e ne siamo state felicissime.

Hanno tè di qualsiasi gusto, profumo, sapore, colore….infusi…accessori delicati….è una bomboniera.

I gentili sognori che ci hanno servite, credo siano i proprietari. Ti consiglianonil tempo di infusione e anche il gusto se sei indeciso! Nell’ora in cui siamo rimaste noi, sono entrati diversi stranieri, soprattitto francesi. Credo che il The tea sia segnlato sulla loro Guide de routard….che non se ne perde uno 😉

Un locale d’antan, che ha un po’ di Parigi e un po’ di Lisbona…

Consiglio di passare, almeno per un caffè !

I miei acquisti:

Le bustine monodose pera e cannella e l’infuso alla CREME BRULEE (si sente il profumo dallo schermo?).

(Ph. Elena Ivaldi)

TINOS

Tinos.

Ode ad Eolo.

E alla fede.

Nutro profonda ammirazione e comprensione per la fede altrui. A Tinos la si respira ad ogni passo, ad ogni sguardo. Tutto il giorno, tutti i giorni.

La scelta  quest’anno è caduta su Tinos perché volevamo vedere un’isola vicina ad Andros e, leggendo di Tinos, pensavo mi sarebbe piaciuta. Ma non credevo così tanto. L’isola è chiamata “la Lourdes greca” e c’è un motivo: nel 1822, ad una monaca di Tinos, apparve in sogno la Vergine che le indicò un’icona sepolta in un punto preciso. Cominciarono a scavare per cercarla e la trovarono proprio là, dispersa e sepolta da più di 800 anni. L’icona, riportata alla luce, iniziò subito a fare miracoli e, da allora, migliaia di fedeli da tutta la Grecia (e non solo), arrivano a Tinos ogni anno per la festa patronale ma anche durante tutto l’arco dell’anno, per chiedere grazie o ringraziare per preghiere esaudite. La Chiesa in cui fu trovata l’icona è ora un grande Santuario, meta, appunto, di pellegrinaggio. L’icona si trova in una cappella ed è quasi completamente coperta dai regali che le portano i fedeli (prettamente oro).

Il Santuario si trova in cima ad una salita che parte dalla piazza di Tinos town.

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Dalla piazza parte una passatoia per i fedeli in preghiera: ogni giorno si vede qualcuno che percorre la passatoia in ginocchio, sale i gradini della Chiesa e, sempre in ginocchio, si reca alla cappella dell’icona. E’ commovente.

Il nostro appartamento si trovava proprio a ridosso della salita, quindi ogni giorno incontravamo queste persone. Uno dei nostri balconi aveva la vista sul Santuario e le campane, che suonano sempre a festa, hanno accompagnato tutto il nostro soggiorno.

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Il 23 luglio, addirittura, essendo la data in cui la monaca ebbe in sogno la Vergine, per tutta la notte ci sono state preghiere che risuonavano e, alle 7 del mattino, oltre alle campane, anche una banda festosa è scesa dalla Chiesa al paese per dare inizio alla GIORNATA DI FESTA DELL’ISOLA che è culminata con i fuochi d’artificio sul mare, la sera.

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L’arrivo a Tinos, da Mykonos, è stato rigenerante. Un piccolo porticciolo, il padrone di casa che ci aspettava contento e poi la vista del nostro appartamento, in pieno centro ma in posizione ottimale, silenziosa e con vista, da una parte il santuario, dall’altra il mare blu cobalto.

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Il Tiniotissa studios è perfetto se si vuole soggiornare a Tinos town. La prima sera abbiamo cenato in una taverna molto carina, koutouki tis Elenis, in una viuzza perpendicolare alla “salita”. Abbiamo mangiato dentro per il troppo vento e, sia fuori che dentro, è caratteristica. Ottimo cibo e personale gentile.

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Abbiamo affittato una macchina al porto, da Avance sitou e abbiamo iniziato subito a perlustrare l’isola, che è un piccolo gioiello. Questa volta, alla spiaggia, abbiamo preferito le visite ai tanti paesini sparsi sull’isola. Innanzitutto per il vento: a Tinos è sempre presente e, certi giorni, davvero forte. Quindi stare in spiaggia può risultare sgradevole, mentre i paesi si trovano quasi tutti al centro e sono un po’ più riparati. E poi sono TANTI  e ognuno diverso dall’altro. Eccoli:

VOLAX

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E’ il paese produttore di cesti di vimini che si ritrovano in tutta l’isola ma non solo. Li creano all’interno di case-laboratori con le porte aperte e si può sostare e ammirare.

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Prima di visitare il paese, la fame ci ha condotti ad una taverna favolosa: O ROKOS. Un balcone sulla vallata di pietre tonde (come i trolls…).

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Bianca e azzurra, riparata da sole e vento, immersa nel silenzio. Quando siamo arrivati era vuota (erano circa le 14.30) e poi si è riempita. Abbiamo mangiato divinamente e speso pochissimo.

Il paesino è tutto bianco, sembra finto e profuma di origano. E’ molto piccino ma ci sono due taverne anche qui. Al fondo, un anfiteatro ancora in uso e un panorama molto particolare. Merita assolutamente una visita. Soprattutto per il surreale silenzio che regna tra i vicoli.

 

PYRGOS

In questo paesino ha sede la scuola di scultura del marmo. Di marmo sono anche lastricate le stradine, ed il bagliore che emanano con il sole è bellissimo. Molti giovani risiedono qui durante il periodo scolastico, cosa che non si direbbe poiché il paesino, oltre ad essere piuttosto isolato e lontano dalla chora, è piccino e non sembra abbia molto da offrire alla gioventù, sebbene a noi sia piaciuto molto.

In un paio di botteghe (che sembrano case) si possono acquistare manufatti in marmo molto belli.

Ci sono un paio di taverne, una bella chiesa e, appena fuori dal paese, un locale bellissimo in cui abbiamo fatto un piacevole aperitivo. Era aperto da 2 settimane e i proprietari, di Rodi, ci hanno detto che pensano di tenere aperto anche in inverno, proprio in previsione dell’affluenza giovanile. Il locale di certo si presta ed è di un gusto impeccabile.

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Da Pyrgos, con un brevissimo tragitto, si raggiunge la baia di PANORMOS.

Una tranquilla baia di pescatori che, a sinistra, ha una bella spiaggetta con qualche albero a fare ombra e a destra, il paese con bar e taverne . E’ particolare, mi ha ricordato molto Firopotamos a Milos. Da Pyrgos vale la pena percorrere quei 3 km che li separano, anche solo per un nescafè frappé e una passeggiata col rumore dell’acqua che si infrange sul molo.

AGAPI

Significa AMORE in greco e il paesino è effettivamente delizioso!! E’ stata una grande scoperta perché ci siamo andati un po’ per caso, non avendone sentito parlare prima. Ispirati un po’ dal nome, ci siamo andati una mattina, in tarda mattinata. Fino ad un certo punto, si percorre la stessa strada che porta da Tinos a Volax ma, per Agapi, si prosegue dritti al bivio di Skalados. La strada sale, ci sono sempre le indicazioni in cirillico e, ad un certo punto, ad una sorta di parcheggio, pare la strada finisca. Si lascia lì la macchina per inoltrarsi a piedi nel minuscolo paesino.

C’è una scuola, a inizio paese, e un bar con i soliti avventori greci che bevono il loro caffè e aspettano di salutare chi passa. Si cammina molto piacevolmente in questo dedalo di stradine bianche ordinatissime e molto fiorite, fino a che, sotto una piccola galleria, si scorge l’entrata di una taverna.

IMG_2579  20160724_210154 AGAPI TAVERNA

Il nostro bimbo, che aveva fame, ci si è infilato entusiasta, nonostante noi volessimo aspettare a pranzare. Ma, proprio così, abbiamo scoperto una delle nostre taverne preferite di questa estate!! H KAMARA TOU AGAPIOU. Gestita egregiamente da una famiglia con mamma e 2 figlie, tutto quel che cucinano arriva dal loro orto, addirittura il vino è di loro produzione. Sulla terrazza, all’ombra, Leonardo ha pranzato e noi ci siamo gustati un ottimo aperitivo in totale relax e ci siamo tornati la sera dopo per provare gli altri piatti che tanto ci ispiravano!!

Non parlano inglese ma sono gentilissime e ci si capisce. Ci sarei tornata altre dieci volte!!

STENI

Steni si trova poco prima di Volax, in un gruzzolo di paesi tutti vicini tra loro. Paesino fantasma, seppur piuttosto grande, in cui siamo però riusciti a trovare un anziano signore che ci ha avvicinati per raccontarci, in un misto di greco, inglese e francese, qualche particolarità del posto: per esempio, come il paese sia religiosamente diviso in 2, da una parte cristiano cattolico e dall’altra ortodosso. Pacificamente divisi, sia chiaro. Con le loro due Chiese.

Poco più avanti si trova MESI, molto simile per disposizione ed architettura. Altro silenziosissimo paesello in cui abbiamo preso un piacevole aperitivo in un bar /taverna lungo una stradina del centro. Sembra che in questi paesi non viva nessuno ma in realtà sono fra i più popolosi dopo Tinos town. Quello che comunque si respira, e credo appartenga proprio agli abitanti di quest’isola, è  serenità . Una pace rara, una vita in cui sembra che nessuno lavori, nessuno sia in alcun modo stressato o abbia bisogno di vacanza. E, di conseguenza, per chi in vacanza ci è, risulta estremamente piacevole e riappacificante.

Ci sono alcuni paesi che, per mancanza di tempo, non abbiamo visto, ma che ci hanno detto meritino. Noi ci siamo passati in macchina e li si vede dalla strada. Sono un po’ tutti simili da fuori, ma visitandoli, ognuno ha le proprie particolarità, quindi sicuramente anche ISTERNIA e KARDIANI, che noi ci siamo persi. Incluse le loro baie (che abbiamo visto poi dalla nave!)

SPIAGGE

Ce ne sono tantissime. Noi ne abbiamo viste veramente poche, in parte a causa del forte vento, in parte perché ci sono veramente tante cose da vedere a Tinos! Generalmente, abbiamo visitato le spiagge che si trovavano in prossimità dei paesi visitati, senza cercarne di nuove.


PANORMOS

Ne ho parlato citando la baia. La spiaggia è adiacente al paese, è pulita e alcuni alberi regalano un po’ di ombra. Il vento era abbastanza fastidioso ma l’acqua pulitissima. Ci sono alcune comode panchine ma la spiaggia non è in alcun modo attrezzata (docce o bagni).

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AGIOS ROMANOS

Ci siamo stati al ritorno da Panormos perché, nonostante il vento, la voglia di fare un bel bagno non manca, soprattutto sapendo che il mare è sempre bellissimo. La si trova facilmente perché lungo la strada principale che porta a chora, è indicata, a destra, la stradina che arriva alla spiaggia. E’ di sabbia fine e qualche albero procura ombra. La spiaggia era pressoché deserta e silenziosa. Non è isolata, ci sono casette alle sue spalle ma è molto tranquilla. Acqua freddina ma limpidissima.

La strada lungo il mare prosegue fino a KIONIA, località balneare piuttosto nota (ci sono molti appartamenti in affitto), con una spiaggia lunga, carina e attrezzata anche per giochi acquatici. Alle sue spalle numerose taverne e bar.

PACHIA AMMOS 

Una delusione. La strada per arrivare è piuttosto tortuosa e non è indicato che, per arrivare alla spiaggia, bisogna entrare nella zona del beach club (che inizialmente credevamo privato). Da lì, guardando la spiaggia dall’alto, non ci ha minimamente ispirati e abbiamo proseguito per

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AGIOS IOANNIS PORTO 

Si trova a ridosso di un gruppo di appartamenti a schiera in affitto, tutti colorati, molto belli da vedere e sicuramente suggestivi come posizione. Dopo le case si susseguono tre o quattro taverne in cui si può pranzare o prendere cibo da asporto. Una di queste fa servizio in spiaggia con le cameriere. La spiaggia è di sabbia fine (e se c’è vento è un disastro…), è attrezzata (6 euro per 2 lettini e ombrellone) e il mare è molto bello. Trovo che la zona sia carina anche per soggiornarci.

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KOLYMBITHRA 

E’ la rinomata spiaggia dei surfisti a nord dell’isola. Dall’alto, la vista è mozzafiato. La spiaggia è altrettanto bella ma il vento era veramente troppo forte per rimanere e, caso vuole, gli ombrelloni erano tutti occupati (non ci sono lettini ma ombrelloni liberi e un bel bar della spiaggia).

Così abbiamo scoperto, poche decine di metri più avanti, tornando alla strada,

APOTHIKES

Decisamente RIPARATA DAL VENTO, seppure a nord. Attrezzata (6 euro soliti), con bar della spiaggia e giovani, gentilissimi camerieri, bagni e docce. Il mare limpido, l’acqua freddina e ristoratrice!! Volevamo fermarci un’oretta ma ci saremo rimasti almeno 3 ore!

SANTA MARGARITA 

Ci si arriva con una bella strada, quasi completamente asfaltata, partendo dalla zona di Steni e Mesi. Noi ci siamo stati dopo aver visto i paesini. Purtroppo anche quel giorno il vento era abbastanza forte e la spiaggia non è riparata. La sabbia è fine e bellissima ma, ovviamente, vola ovunque. Giusto il tempo di un bel tuffo perché l’acqua merita ma la sabbia in faccia era davvero insostenibile. Peccato. Non è attrezzata e c’è poca ombra. Ricordate le riserve di acqua! Credo sia sempre semi deserta come l’abbiamo trovata noi: una meraviglia.

AGIOS FOKAS 

Vicinissima a Tinos town, è una lunga spiaggia di sabbia fine e tamerici sullo sfondo. Noi ci siamo solo passati, ma abbiamo visto che è piuttosto frequentata ed è attrezzata. Abbastanza riparata dal vento, essendo a sud. Molti boutique hotel si trovano a ridosso di questa spiaggia.

Ce ne sono tante altre, più o meno belle. Il problema è sempre e solo il vento che, quando tira forte, rende impossibile restare in spiaggia. Di sicuro il mare, anche grazie al vento, è sempre limpidissimo.

DA NON PERDERE

Il Monastero  Agias Pelagias di Kechrovouni. Ci viveva la suora che ebbe in sogno la Vergine. E’ tuttora residenza delle monache, che lo gestiscono e lo tengono benissimo. E’ molto bello, ha una splendida vista sul mare e merita una visita. E’ molto frequentato da comitive organizzate. Non so quanti conoscano la storia del posto, ma ha mantenuto una sua sacralità nonostante l’invasione turistica.

La signora all’ingresso non transige sulle regole di abbigliamento. Un po’ tanto restrittive, ma vi raccomando di non cercare di entrare con calzoncini corti e canottiere perché non ci riuscirete!! L’interno è come un paesino in miniatura: bianco candido, balconi pieni di floride piante e fiori colorati, stradine ordinate. Il 23 luglio, i fedeli partono a piedi da qui verso le 19 per arrivare fino a Tinos in pellegrinaggio al Santuario.

Ci si arriva comodamente: il primo tratto di strada è quello che porta a Steni ma c’è una deviazione a destra per Arnados. E’ comunque ben indicato. La sua vista da lontano è molto affascinante.

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Chiesa dell’Evanghelismos Theotoku, ovvero il Santuario simbolo di Tinos.

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E’ imponente, svetta in cima alla salita e lo si vede benissimo arrivando con la nave. E’ la loro LUCE. E’ la santità che regna sull’isola.

Luogo di preghiera e devozione, non si riesce a non emozionarsi al suo interno. E’ ovviamente curato e mantenuto come una reliquia. E’ molto grande  e ricco nella sua semplicità. L’icona ritrovata quasi non si vede, tanti sono i regali che la ricoprono, portati in dono dai fedeli. La festa di questa Chiesa è ovviamente il 15 Agosto e pare sia bellissima.

Le mille chiese : pare siano più di 700 le chiese sparse sull’isola. Ce ne sono ovunque, alcune abbarbicate in punti dove non credi sia possibile arrivare e sono tutte molto belle. In gran parte sono piccine e chiuse, ma è bello vederle sbucare qua e là, mentre si attraversa l’sola.

Le colombaie sono una caratteristica di Tinos. Ce ne sono un po’ in tutte le isole cicladi ma qui sono veramente tantissime . Sono anche molto belle e sono quasi ormai un elemento prettamente decorativo, più che riparo per i piccioni.

 

La cosa che meno mi ha colpita, a Tinos, sono le spiagge, seppur belle. Ma questo perché quest’isola ha tantissimo altro da vedere e scoprire. Di sicuro ha qualcosa di magico che aleggia nell’aria e di sicuro non è un’isola facile. Non saprei A CHI consigliarla, ma sono felice di averla scoperta e apprezzata. Se cercate un’isola dal ritmo lento, educata, vivace ma non invadente e ricca di sentimento, Tinos è quella giusta.

Buon viaggio!

(ph. Elena Ivaldi, Marco Manzini)

 

 

MYKONOS

 

Mykonos è sicuramente un’isola bellissima. Credo che splenda in tutto il suo fascino fuori stagione, quando i milioni di turisti che la popolano, ripartono e la lasciano lì, silenziosa, bianca, pura.

E’ un’isola che prima o poi avrei voluto vedere, quindi ho organizzato il viaggio di quest’anno con il volo su Mykonos, dormendo lì una notte all’andata e una al ritorno per poterla visitare un po’. All’andata abbiamo soggiornato al Magas hotel, a Mykonos town, appena fuori dal centro pedonale.

 

 

Gli hotel a Mykonos hanno prezzi folli, soprattutto se sono nella zona centralissima e pedonale, ma anche appena fuori non scherzano. Sono prezzi altissimi, rispetto agli hotel sulle isole meno conosciute o meno frequentate dal turismo di massa. Comunque il Magas è stata una buona soluzione come rapporto qualità\prezzo. Il problema di quest’isola (ma principalmente del centro nevralgico dell’isola) è il traffico (citando Jhonny Stecchino…). E’ folle, vanno tutti velocissimi e come pazzi e, soprattutto, non ci sono i marciapiedi. Quindi, se non hai anche tu un mezzo di trasporto e provi a passeggiare, ti trovi a schiacciarti contro i muretti, sviluppando vista e udito per non essere travolto. Con un passeggino è anche peggio. Dal Magas, il centro pedonale è vicino, quasi 10 minuti a piedi. Si arriva dal lato dei mulini e già da quel punto, si vede quanto Mykonos sia affascinante. I famosi mulini, mare blu e, sullo sfondo, little Venice incorniciata dalle onde.

 

Il primo giorno, abbiamo girato per i vicoli del centro, andando a casaccio, prendendo viuzze, salite, scalini, un Nescafè frappé…ti fai guidare da quelle stradine bianche ordinatissime, piene di bellissimi negozietti, incastonati come pietre, fra le mura di vie strettissime e molto suggestive.

DA VEDERE: la Chiesa Paraportiani, dedicata alla Maria Vergine. Assolutamente originale. Come ha detto mio figlio appena l’ha vista, “SEMBRA FATTA DI NEVE”. O di panna, direi io. Decisamente scenografica, si trova nel kastro, la parte alta della Chora e ci si arriva facilmente, seguendo le stradine che portano poi anche alla zona di little Venice (quartiere Alefkandra). Fotografatissima, noi siamo riusciti a vederla in un momento in cui non c’era nessuno. Dietro ha il mare blu e il contrasto è spettacolare.

Tutte le stradine portano al lungomare, al porticciolo da cui si arriva poi al porto vecchio (da cui partono i seabus per le spiagge) e a quello nuovo (dove attraccano i traghetti per le isole). Sul lungomare si susseguono taverne molto turistiche, seppur molto belle, ma decisamente più care rispetto alla media greca. Dopo esserci rinfrescati in hotel, siamo usciti per la cena e, di sera, le luci regalano ulteriore fascino alla chora. Abbiamo cenato in una taverna del centro che ci è parsa carina, Nikos.

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Non avevo notato subito quanto fosse grande perché altrimenti ne avrei scelta un’altra. Comunque i camerieri erano molto gentili e soprattutto un servizio velocissimo, cosa che non ci si spiega, vista la quantità di gente…..(saranno piatti pronti?). Abbiamo mangiato bene, ma sotto la media della genuinità e della freschezza delle taverne greche provate in questi anni. Sopra la media era solo il prezzo! Dopocena, abbiamo preso per caso una via che era un po’ la via della spiga milanese, per quanto riguarda i negozi. Ma alla cui fine c’è una deliziosa piazzetta coperta da una grossa bouganville

ed un localino molto bello con musica lounge\jazz in cui ci siamo bevuti una buona birra gelata.

Il giorno successivo avevamo il traghetto al pomeriggio, quindi, dopo colazione, abbiamo deciso di prendere il bus per la spiaggia. Non avendo tantissimo tempo, abbiamo scelto la zona di Platis Gialos. Al mattino, la prima parte di spiaggia era già strapiena, lettini vicini tra loro e affollatissimi, a ridosso delle taverne (molto belle) che affacciano sulla spiaggia. Camminando per una decina di minuti abbiamo raggiunto l’ultima spiaggetta di questo pezzo di litorale, ovvero Ag. Anna.

Abbiamo preso 2 lettini e ombrellone a 12 euro (che per Mykonos è POCHISSIMO),  nell’ultima parte di spiaggia attrezzata, davanti alla bella taverna in cui abbiamo pranzato (molto bene), Nikolas taverna.

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Siamo stati benissimo poiché c’era poca gente, non c’era musica e il mare era ovviamente uno spettacolo. Non ci sono molti lettini, quindi consiglio di andarci al mattino, per trovare posto. Male che vada, confina con un pezzo di spiaggia non attrezzata ma comunque bellissima. Nel primo pomeriggio siamo tornati all’hotel per farci portare al traghetto che ci avrebbe condotti alla splendida Tinos.

A Mykonos siamo poi ritornati che era ormai agosto, per prendere il volo di ritorno. Avevamo già deciso, avendo visto la parte più turistica all’andata, di provare a visitare l’interno dell’isola, in  particolare mi interessava Ano Mera. In molte isole, il paese con questo nome, ha qualcosa di particolare. In effetti, anche qui.

Questa volta abbiamo soggiornato all’Asimina rooms, a Tourlos, la zona del porto nuovo.

Purtroppo già prima di partire, al Magas non c’era più posto per il nostro ritorno sull’isola. Dico”purtroppo”  perché a Tourlos sei comodo solo se ti muovi con un mezzo proprio. I bus passano ma gli orari non sono sempre rispettati e da lì,andare a piedi in centro, è praticamente impossibile. Un  peccato per noi, perché l’hotel era davvero molto carino e l’accoglienza altrettanto.

Quindi, per Ano Mera, abbiamo dovuto prendere 2 bus: uno per la stazione dei bus al porto vecchio e uno da lì al piccolo borgo. Fortunatamente abbiamo preso 2 coincidenze! Ano Mera dista circa 8 km dalla Chora. Il paese stupisce più che altro perché, più che un paese, è una PIAZZA circondata da taverne e negozietti di souvenirs.

 

Qui regna il silenzio, cosa che a Mykonos stupisce non poco. E’  come una piccola oasi di pace in cui ristorarsi dal caos delle spiagge e dei vicoli della chora. Le taverne sono tutte molto  carine ma noi avevamo voglia di pita gyros e abbiamo scelto forse l’unica che lo facesse e che era anche la taverna che ci ispirava di più, per essere la più rustica: to xempourgo. Il proprietario, Markos, che sembra burbero, è invece molto gentile e si è sforzato tutto il tempo di parlarci in italiano mentre noi cercavamo il più possibile di usare le poche parole greche che conosciamo.

 

All’ingresso della piazza, c’è la famosa e molto bella Panagia Tourliani, Chiesa dedicata alla Santa protettrice dell’isola. L’ingresso dovrebbe essere a pagamento (1 euro) ma non essendoci nessuno all’ingresso, siamo entrati, mettendo poi l’offerta nella cassettina delle candele che ci ha gentilmente offerto la signora custode. La Chiesa ha un bellissimo cortile bianco  che dà un’aria di pace e serenità. Il piccolo interno è ricchissimo e tenuto molto bene.

 

Appena fuori dalla pizza, c’è la fermata del bus per ritornare alla chora.

Poco più avanti di Ano Mera c’è una spiaggia che pare sia una delle più belle dell’isola: Kalafatis. Il bus che da Mykonos Town va ad Ano Mera, prosegue poi per quella spiaggia.

L’ultimo giorno abbiamo girovagato ancora un po’ per il centro e abbiamo notato la differenza tra luglio e agosto quanto a numero di turisti. Abbiamo salutato le viuzze eleganti, i mulini, little Venice…

…e pranzato al porto, alla taverna Vegera. Abbiamo mangiato bene, erano molto gentili, veloci, abbiamo speso non poco ma in un posto come quello non puoi pretendere. E poi avevamo già capito che tipo di vacanza aspetti chi sceglie Mykonos. E la parola “risparmio” non è contemplata.

Se sei giovane, vuoi vivere la movida, ballare in spiaggia fino a tardi e godere comunque di un mare splendido e scorci da dipinto, allora è perfetta. Se, come noi, ami le isole greche per la loro AUTENTICITA’, per il sapore rustico, per il silenzio e i grilli, le spiagge incontaminate, la serenità e sentir parlare perlopiù la loro lingua, allora non è propriamente l’isola giusta. Visitata fuori stagione deve essere meravigliosa perché, anche quel poco di entroterra che abbiamo visto viaggiando con bus o taxi, era davvero affascinante. Ma in alta stagione, secondo me, non si può coglierne appieno la magia.

Il mio consiglio, se si vuole passare qualche giorno a Mykonos in qualsiasi periodo dell’anno, è comunque di affittare un mezzo. Dipendere dai bus e dai loro orari (per non parlare dei taxi, che sono pochissimi e quindi sempre occupati) è difficoltoso e fa perdere molto tempo. Soprattutto se si hanno bambini. E non sottovalutate la spesa: ci hanno detto che le spiagge generalmente non costano meno di 25 euro per 2 lettini e ombrellone ed arrivano fino a 40 . Contando che generalmente, sulle isole meno note, si pagano 6 euro per lo stesso servizio…..

Non so se ci torneremo mai, ma sono molto felice di averla scelta come isola di passaggio perché la bellezza c’è,  e per chi la sa vedere, è davvero TANTA.

Buon viaggio a chi sta partendo!!

(ph. Elena Ivaldi e Marco Manzini)

ps: Uno dei consigli che non abbiamo seguito per mancanza di tempo, è  la taverna MARIA’S nella Chora. Venendo dal porto vecchio, appena prima di inoltrarsi nel centro, sulla sinistra si entra in un vicoletto, subito dopo un hotel. Si vede l’insegna. Pare sia una taverna verace e molto valida. Consigliata da greci del posto.

Links:

http://magashotel-mykonos.com/

https://www.expedia.it/Mykonos-Island-Hotel-Asimina.h12654430.Informazioni-Hotel?rfrr=Redirect.From.www.expedia.com/Mykonos-Island-Hotels-Asimina.h12654430.Hotel-Information

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g2296448-d6864126-r403304601-To_Xempourgo-Ano_Mera_Mykonos_Cyclades_South_Aegean.html#REVIEWS

 

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g662620-d1507969-r402554353-Niko_s_Taverna-Mykonos_Town_Mykonos_Cyclades_South_Aegean.html#REVIEWS

 

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g662620-d8078852-r402552140-Vegera-Mykonos_Town_Mykonos_Cyclades_South_Aegean.html#REVIEWS

 

 

PAXOS PART II – Il ritorno

Tornare a Paxos è come tornare a casa. Una sensazione che ho iniziato a provare già dalla banchina del porto di Corfu, ansiosa di salire sul catamarano. All’arrivo ho avuto il magone per la felicità. Tutto era rimasto intatto e non vedevamo l’ora di esplorare tutto quello che ci eravamo persi l’anno prima. E questa seconda volta, a Paxos,  siamo rimasti ben 2 settimane.

L’appartamento era il LIMANI , sempre del complesso e dei proprietari della WHITEHOUSE che, conoscendoci dall’anno precedente, ci avevano riservato addirittura un prezzo di favore.

 

 

Dal Limani si gode una favolosa vista sulla baia di Lakka.

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E’ in posizione rialzata, ma in centro paese, a un passo dalle taverne e dalle spiagge. Metto il link a fine articolo.

Questa volta abbiamo rivisto tante cose già viste l’anno prima e abbiamo esplorato nuove spiagge, baie, taverne e panorami nuovi girando in scooter. Una delle spiagge che ci aveva tanto colpito ma non eravamo riusciti a trovare è GLYFADA. A Glyfada arrivi o via mare oppure da un sentiero che non si trova facilmente , in mezzo ad un desolato ma pittoresco paesino: Dendiàtika (dove tra l’altro ci sono isolate e affascinanti case in affitto!). Si percorre un sentiero piuttosto ombreggiato, nel verde, fino a che, questo è lo scorcio:

 

 

Alle sue spalle, un sentiero invita all’esplorazione e, poco distante, abbiamo trovato una villetta privata e chiusa che deve essere un idillio

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Questa spiaggia è quasi sempre deserta, ci è capitato di andarci ed essere soli per tutto il giorno. Altrimenti, di solito, frequentata da poche famigliole inglesi molto educate e rispettose.

L’acqua è cristallina, la spiaggia di ciottoli bianchi e il fondale si abbassa già dopo pochi metri. E’ circondata da ulivi e grilli ma non è per nulla attrezzata, quindi bisogna pensare alle riserve di acqua. In linea d’aria si trova, a pochi metri, la spiaggia di Monodendri e probabilmente la si raggiunge da un sentierino che costeggia le glyfada houses, ma non lo abbiamo provato. Queste case fanno parte di un complesso di proprietà inglese, molto bello, con tanto di taverna a cui si accede da Monodendri e di cui ho già parlato. Assolutamente necessaria la macchina.

 

ANTIPAXOS: l’isolotto di Antipaxos si raggiunge in barca con gite giornaliere che partono dal porto di Gaios. Ce ne sono diverse, per poter scegliere quando partire e quanto fermarsi. Inoltre ci sono 2 tipi di gita: con la barca più grande si può approfittare per circumnavigare Paxos. E’ un giro lungo, che però permette di vedere alcune spiagge raggiungibili solo via mare, come la GALAZIO BAY (con sosta per un tuffo),

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le grotte dall’acqua blu cobalto

 

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e l’arco di Trypitos.

 

Il ritorno fa il giro a est con altri bellissimi scorci. La prima volta abbiamo preso questa barca per vedere la costa di tutta l’isola. Quando ci siamo tornati, abbiamo preso la barca più piccola (alternata a motoscafi) che fa semplicemente la spola Gaios/Antipaxos. Le barche fanno tappa nelle 2 maggiori spiagge dell’isolotto (che misura solo 3 Kmq) e sono Vrika e Votoumi. Ma ce ne sono altre, molto meno frequentate, in cui si arriva noleggiando una barchetta a Lakka o a Gaios.

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Votoumi è un po’ più grande di Vrika e, risalendo una lunga scalinata, si raggiunge una taverna favolosa: Bellavista.

 

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La vista già di per sé appagherebbe, ma il punto forte è il cibo che è ottimo e fresco, calamari fritti da manuale, griglia, vino della casa…Non si può non prevedere un pranzo lassù.

 

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La spiaggia è caraibica. Non ha bisogno di descrizioni. Si può goderne e apprezzarla, nonostante l'”affollamento”. In luglio è minore ma anche in agosto si riesce a trovare posto per godersi quel mare fino a fine giornata, prendendo l’ultima barca che rientra.

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Taverne

Mangiare  a Paxos è un vero piacere. Volendo, avendo casa a Lakka, saremmo potuti rimanere lì per tutto il periodo senza mai andare nella stessa taverna. E sono tutte ottime. Piccine, generalmente a gestione familiare, e ognuna speciale per qualcosa.

Qualche chicca:

di fianco al cimitero di Magazia c’ è una taverna che in estate porta fuori tutti i tavoli, rimane vuota dentro e fa un polletto alla griglia strepitoso. Il proprietario è un personaggio. Tra ‘altro non ci siamo accorti subito che il muro che la costeggia fosse quello del cimitero….quindi, particolare…Sopra ai tavoli corrono le file di lampadine, non ci si può sbagliare. La si nota forse più la sera che di giorno.

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toilette donne
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toilette uomini

A Gaios, in uno dei mille vicoletti, c’è un risorantino che pare ricavato sotto una grotta e si mangia divinamente: Blu Grotto è il nome

 

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A Lakka il gyros più buono si mangia da Milo. Lui è il proprietario, non so come si chiami la taverna ma è molto piccolo, sulla banchina, più o meno di fronte all’Akis bar ( dove servono un moijto buonissimo).

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Akis bar

Le altre taverne sono tutte veramente degne di nota, peccato non ricordarsi i nomi…per ognuna noi abbiamo un riferimento di cibo, camerieri, proprietari, avvenimenti…e ce le ricordiamo così!

A Lakka non mancano i baretti per un ottimo caffè greco, tra l’altro sempre in ottima compagnia di avventori paxioti sempre felici di chiacchierare con gli italiani.

Anche Loggos pullula di posticini molto caratteristici in cui mangiare, soprattutto CENARE…più che altro perché, per il pranzo, spesso ci si trova in spiaggia ed è più comodo avere della frutta

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Loggos

 

o dello yogurt oppure, se non sono baie isolate, salire in paese per un’insalata greca, tenendosi “liberi” per una succulenta cenetta.

 

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Noi non ci torniamo dal 2010 ma ho continuato a leggere DI Paxos. E ho letto che negli ultimi anni sono sbocciati hotel e dimore di charme, posticini un po’ d’elite e nuovi locali. Mi auguro che l’anima che la contraddistingueva sia rimasta la stessa e che gli abitanti abbiano accolto il turismo senza lasciarsi cambiare.

L’ultimo anno abbiamo cambiato alloggio e siamo stati con la Routsis Holidays agli appartamenti YORGOS STUDIOS,

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sempre a Lakka, appena dietro il centro. Metto il link: sono comodissimi, con cortile e giardino privati. Ce ne sono alcuni al piano terra ed altri al primo piano di un secondo edificio. I proprietari dell’agenzia (Irini e suo papà) sono gentilissimi ed accomodanti. Irini parla molto bene italiano. Hanno anche appartamenti più grandi e spaziosi su tutta l’isola.

Spero di avervi incuriositi. Spero di aver reso l’idea di quanto sia speciale quest’isola. E’ piccina, anomala, non ha vere e proprie comode spiagge di sabbia. Ma è uno scrigno da aprire giorno dopo giorno, seguendo le frecce che più vi ispirano.

Affittate uno scooter o una macchina (purtroppo non ci sono molti parcheggi nei paesini ma non si fatica a trovare posto) e MUOVETEVI, GIRATE, non fermatevi al primo paese o spiaggia che vi piace. Esplorate i sentieri e sbucherete in posticini DA RICORDARE!!

BUON VIAGGIO!!!

ph. E.Ivaldi e M.Manzini

 

http://whitehouse-paxi.gr/index.php/en/villas-apartments-eg/limani-rooms-eg

http://www.routsis-holidays.com/web/index.php/art/134/0/641/Yorgos-Studios.html

ANDROS

Questo articolo lo scrivo a distanza di due settimane dal nostro ritorno dall’isola. Il corpo è qui, la mente ancora là. Sento i grilli, il vento, le voci.

Andros è DISARMANTE.

Questo aggettivo me lo sono segnato un giorno, cercando la strada per un posto che volevo assolutamente visitare, e descrive perfettamente il carattere dell’isola. Secondo me. Andros ti spinge con tutta la sua forza a volerla scoprire e poi si nasconde . Sembra scostante, scontrosa, riservata e poi si rivela accogliente, gioiosa e incredibilmente bella.

Bisogna solo INSISTERE.

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Il traghetto ci ha accompagnati ad Andros durante il tramonto. E il tramonto visto dal mare, circondati da isole, è incredibile. Siamo partiti da Rafina, uno dei porti di Atene: è piccino, partono navi per poche isole ma è carinissimo. Per chi ha tempo di aspettare, ci sono taverne davvero belle in cui pranzare/cenare nell’attesa del traghetto. Un porto tranquillo dall’atmosfera molto rilassata:

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Il viaggio verso l’isola ti immerge già nell’atmosfera da sogno a cui stai per approdare. Abbiamo attraccato al porticciolo di Gavrio (unico porto dell’isola) intorno alle 21.

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Gavrio è il porticciolo che ti aspetti. O meglio, è quello che io mi immaginavo e che speravo di trovare al mio arrivo. Lucine, tranquillità, taverne gremite e venticello. Un taxi ci ha portato a destinazione. Fa sorridere che, sulle isole, non siano indicate le vie, ma basta dire il NOME della casa in cui devi andare  e la conoscono tutti. La nostra era la bellissima Villa Anna Maria a Batsì.

Anna Maria, la proprietaria ci ha accolti a braccia aperte, come se già ci conoscessimo, ci ha aperto il nostro comodissimo appartamento e ci ha fatto intuire che sarebbe stato un soggiorno indimenticabile. La sera sessa abbiamo fatto due passi in paese, dovendo prendere il latte fresco per Leonardo. Le taverne brulicavano di gente allegra, si sentiva parlare SOLO greco e Batsì era tutta illuminata. E noi tre, felici.

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Parlerò di Andros ripercorrendo un po’ la vacanza, mostrandovela, spero, in tutto il suo splendore.

Andros è grande, è la seconda isola più grande delle cicladi, sono circa 40 km di isola in lunghezza, ma con soli 9000 abitanti. La parte sud è verde, lussurreggiante, “viva”,  mentre a nord si apre un panorama brullo, acerbo, roccioso ed estremamente affascinante. Io l’ho scelta principalmente perché sul web ho trovato pochissimo (quindi ero incuriosita), perché è un’isola frequentata soprattutto da greci (e inglesi, assidui ed educatissimi frequentatori delle isolette greche) e per il fascino di certe foto scovate qua e là. Esplorarla è stata una vera scoperta. Date le dimensioni dell’isola, è necessario affittare quantomeno uno scooter, anche se, vista la condizione di certe strade, credo che il mezzo migliore sia la macchina. Noi l’avevamo prenotata dal terzo giorno (consiglio di prenotarla da casa e con largo anticipo, almeno entro maggio. Ci sono pochi noleggiatori e non hanno molte macchine), quindi i primi 2 giorni l’abbiamo vissuta passeggiando o prendendo i RARI bus che la attraversano (cifre irrisorie per i biglietti).

Villa Anna Maria

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è a Batsì, a 200 metri dalla spiaggia centrale del paese e quindi anche a 2 passi da tutte le taverne. Inoltre, prendendo la strada che va verso Gavrio, a piedi in 2 minuti si raggiunge il supermercato fuori dal paese, che non brilla per simpatia delle commesse (cosa davvero strana in Grecia), ma dove si trova di tutto. Fa parte di una catena che ha una succursale anche ad Agios Petros, dove sono molto più gentili e, secondo me, anche più forniti. Proprio di fronte alla spiaggiona omonima.

Il primo giorno, abbiamo fatto colazione in centro (unica colazione fatta al bar, poiché a casa avevamo un portico meraviglioso tutto per noi e ogni giorno 1 oretta di colazione col sottofondo dei grilli, non ce la toglieva nessuno!!), al caffè Veranda

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con vista sulla spiaggia centrale

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Questa spiaggia è bella, è di sabbia e piccoli sassolini, è parzialmente attrezzata ma anche la parte libera può usufruire della doccia e dello spogliatoio, cosa comune in Grecia (meno in Italia: la Liguria, per fare un esempio, è ad anni luce da queste CORTESIE PER GLI OSPITI). E’ la pricipale di Batsì, mai affollata e decisamente vuota al mattino. L’acqua è bellissima, non è molto riparata dal vento ma in questa parte dell’isola, tutte le spiagge sono comunque consigliate quando il vento arriva da nord. I nostri primi 2 giorni sono stati ventosi, ma nulla rispetto a certi venti di cui ho letto: questo era un gradevolissimo venticello che aveva l’unica pecca di rendere l’acqua freddina, ma non ci ha mai fatto sentire il caldo. La mattina abbiamo visitato Batsì. Sul lungomare si aprono taverne, negozietti, localini e  poi diversi sentierini in pietra e scalinate,

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portano nei suoi bellissimi vicoli, dove si affacciano le case, molte in affitto, e altri piccoli bar. La mattinata di Batsì è immersa nel silenzio e lo resta fino al primo pomeriggio inoltrato. Gli unici rumori sono quelli dei furgoni delle consegne ai locali. Per il resto, un leggero vociare che non disturba i pescatori al molo

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e invita a sedersi su una delle molte panchine in riva al mare, semplicemente a godersi la pace e osservare il panorama. Volendo farci un bagnetto, abbiamo passeggiato, costeggiando il mare, verso l’uscita del paese a nord e ci siamo fermati alla spiaggetta di KOLONA.

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E’ una spiaggia attrezzata (2 lettini ed ombrellone € 6) con baretto e dehor (anche per pic nic), con un mare cristallino e abbastanza freddo ma piacevole. Oltretutto la passeggiata per raggiungerla è davvero bella e ha una bella visuale sulla baietta di Batsì.

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Per pranzo, passeggiando, ci siamo fatti attrarre da una taverna sul lungomare (le più belle e caratteristiche sono proprio su questo tratto di strada, prima di arrivare al centro del paese), DEEP BLUE, dove abbiamo brindato con la nostra compagna di viaggio

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e piatti a base di verdura, insalata greca inclusa.

Dopo il pisolino, abbiamo preso il bus per Gavrio, per visitare il porto della sera prima

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Gavrio è piccina, sul lungomare c’è abbondanza di bar, taverne e negozietti carini, anche nei vicoli. Da Gavrio passi per forza per raggiungere certe spiagge, poiché è l’unica strada possibile. È anche il paese in cui ci sono gli auto noleggi (uno è anche a Batsì). Si sviluppa tutto sul lungomare, mentre l’interno sembra quasi abbandonato, mantenendo un suo fascino. E’ tranquillo ma io non alloggerei qui. La stessa sera abbiamo cenato in una taverna che definirei, senza timore di esagerare, una delle migliori dell’isola: STAMATIS a Batsì, che presto recensirò su tripadvisor, dove, peraltro, ha già un punteggio molto alto. E’ forse la taverna più antica di Batsì e all’interno molte foto raccontano la sua storia. Noi abbiamo voluto cenare nei tavoli del vicolo ma ha anche una bellissima terrazza sul mare.

stamatis

Abbiamo inaugurato benissimo la nostra vacanza ( e poi ci siamo tornati) perché la cena era ottima, i proprietari e tutti i velocissimi camerieri sono super gentili ed è davvero TAVERNA:

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Il secondo giorno, ancora senza macchina, ci siamo visitati ancora un po’ Batsì, ma soprattutto rilassati nella sua atmosfera. Il paese è dominato da una bella, grande Chiesa bianca, dedicata a san Filippo. Un paio di frecce indicano la strada per arrivarci e la passeggiata è molto bella, tra il bianco delle scale e il verde delle piante

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e dal suo piazzale, la vista di Batsì è molto suggestiva

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A quell’ora la chiesa era chiusa ma, sbirciando da una porta laterale, Leonardo è entrato e un prete è uscito dalla sacrestia, ci ha regalato un Santino e mi ha fatto visitare una parte della Chiesa: magnifica, con dipinti blu acceso e oro, coloratissima. Non ho osato anche chiedere di fare foto. Già mi sembrava di aver incitato il bimbo a curiosare, quindi mi sono accontentata di riempirmi gli occhi, ringraziare e uscire. La Chiesa apre verso il tardo pomeriggio ma, nonostante me lo fossi ripromesso, non siamo più ritornati in orario di apertura.

Percorrendo il lungomare verso sud, una passeggiata costiera porta ad altre belle e perlopiù deserte calette, come la baia di Stivari, piccola spiaggetta di ciottoli. Sulla strada, in corrispondenza della spiaggia, c’è una taverna bellissima ( O Viomicanos), che per mancanza di tempo (anche se sembra impossibile in una vacanza di 2 settimane, ma vi assicuro che è così) non siamo riusciti a provare. Ma l’abbiamo “segnata” per il prossimo giro ad Andros. Pare inoltre che sia a conduzione familiare, come quasi tutte le taverne dell’isola, e che si mangi benissimo.

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Aneroussa beach, che si trova appena sotto all’omonimo hotel (bellissimo, dai colori pastello, appena ristrutturato e di proprietà di due architetti che hanno creato un gioiellino), ma la spiaggia è accessibile anche a chi non sia cliente ed è parzialmente attrezzata. A piedi, dal centro del paese, ci vuole una buona mezz’oretta ma la passeggiata è davvero piacevole e il mare ha dei colori pazzeschi.

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E poi c’è Agya Marina, in cui siamo stati il giorno successivo.

La spiaggia è di sabbia e ciottoli fini, mare spettacolare (come sempre), qualche alberello a creare ombra….

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…ma di veramente SPECIALE ha la taverna che vi si affaccia!!

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Si chiama col nome della spiaggia, ci lavora un’intera famiglia (la nonna anziana sta seduta al primo tavolino a salutare i clienti!) e cucinano divinamente!!!! Visto che ci siamo trovati lì all’ora di pranzo, ne abbiamo approfittato, anche sotto consiglio di un ragazzo del posto. Pubblico qualche foto dei piatti (dalle tipiche porzioni esagerate) anche se non rendono sicuramente l’idea della BONTA’, della delicatezza e della genuinità di quel cibo.

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Ci siamo alzati da tavola annebbiati dal vinello della casa e sazi come non mai, sognando un riposino al fresco, che era l’unica cosa che saremmo stati in grado di fare in quel momento! Consiglio una mattinata in spiaggia e il pranzo sul porticato allietato dalla brezza.

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Ad Agya Marina siamo arrivati in macchina. La mattina eravamo andati a Gavrio a ritirarla, o meglio, come dice Leonardo, siamo andati dal signore che ci ha PRESTATO la macchina nera. Tal macchina nera è il “cricchetto” con cui abbiamo visitato l’isola, un 4×4 con la potenza di una mountine bike che a malapena arrivava ai 54km/h e non credo Marco sia mai riuscito a mettere la quarta, se non per sfizio. Ho rimpianto la mia vespa che ha 37 anni, arriva a 80km/h e consuma la metà di quel SuzukiJimmydeimieistivaliperessergentile. Il signore ha voluto 45 euro al giorno per PRESTARCI la macchina nera !! Consiglio: prenotatela con molto anticipo e prendete la più economica perché, nonostante le strade siano spesso dissestate, una Matiz qualunque LE FA! E costa almeno 10 euro in meno al giorno.

Ma senza quella, va detto, non avremmo potuto esplorare l’isola e goderci panorami e scorci mozzafiato

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La sera, un buon caffè greco al caffè Skala a Batsì.

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Tappa successiva:  Andros Town, o Chora, il capoluogo.

Il paese (pur essendo il capoluogo, è piccolissimo e si conoscono tutti) è bellissimo. Fuori dal centro regna un po’ il caos, c’è traffico, le strade sono strette, pur essendo a senso alterno e tutti parcheggiano a caso (tra l’altro in Grecia io non ho mai visto UN VIGILE!). Quindi arrivare e parcheggiare (in un parcheggio vero) è stato un po’ “impegnativo”, ma alla fine abbiamo piazzato Jimmy proprio in corrispondenza della scalinata che scende in centro.

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Chora è stilosa, le case sono eleganti e decorate e tutte in colori pastello. La prima parte di strada che la attraversa è già pedonale, quindi tranquilla, con un viavai più di abitanti e lavoratori, che di turisti. Taverne, negozi (qui si trova tutto quello che non hanno gli altri paesini, come l’ottico o negozi specializzati). Questa via centrale lastricata porta alla piazzetta principale (plateia Kairi),

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in cui si trovano anche il museo archeologico e quello di arte moderna e ai cui lati si vedono le 2 spiagge del capoluogo: Nimborio

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e Paraporti.

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Un arco in piazzetta dà inizio alla parte più bella e silenziosa. Quella delle case veneziane: niente più negozi ma solo porte decorate, balconcini, gatti sui davanzali ….

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…fino alla famosa spianata del Marinaio Ignoto (plateia riva).

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Un ponte antico

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collega questa spianata al vecchio castello veneziano, oltre il quale si trova IL FARO, la cui immagine è stata determinante nella scelta della vacanza, quando la rosa di isole papabili era ridotta a 3. Ma il sospirato faro NON si vede dalla spianata. Come molto altro, ad Andros, è NASCOSTO!! Noi non abbiamo attraversato il ponticello, non so se si possa farlo, perché altrimenti il faro da là si vedrebbe. Invece no, troppo semplice. Lo abbiamo visto riprendendo la macchina e prendendo la direzione per la spiaggia di Nimborio, fermandoci dove parte una stradina che porta alla Chiesetta sul mare.

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Da lì il faro è apparso nel suo splendore.

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Magari non colpisce tutti, ma quella roccia che sale dal mare e il bianco del faro io li trovo molto suggestivi. Nel suo genere è unico. E vederlo finalmente dal vivo, dopo aver spulciato riviste e web, è stata una vera soddisfazione. Succede, a volte, di fissarsi su un’immagine vista su un libro e poi godersi l’attesa e la “suspense” appena prima di vederlo dal vivo. Un’altra occasione simile che ricordo bene è il Caravaggio esposto a Malta , a Valletta. Studiato per mesi a  scuola, avevo una tale aspettativa che in quella Chiesa ero in fibrillazione ad ogni passo che mi avvicinava al quadro.

Abbiamo pranzato con ottimo Gyros, souvlaki e birra in una piccola tavernetta con tavoli solo sulla via e vuota dentro (Firopoteio mi pare), sulla via pedonale, spendendo, in 3, ben 12 euro!! Dopodiché siamo ripartiti con lo scopo di arrivare ad ACHLA beach, poveri noi….

Achla è una di quelle spiagge da cartolina che prima di partire guardi e dici:”Qui proprio non posso NON andare”.

Da Chora, dopo 1 ora di tornanti in salita e cartina alla mano, fino ad arrivare praticamente in MONTAGNA (dove quasi abbiamo chiuso i finestrini, per quanto si era abbassata la temperatura),

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si intravede sulla destra, su un SASSO, scritta a mano, l’indicazione per la spiaggia. Poi la strada che parte da lì, converte la concezione di sterrato in “stradadipiacevolepercorrenza”. Ci abbiamo provato, eccome, con la caparbietà dei veri esploratori, ma Leonardo sobbalzava e aveva la nausea. Io temevo che Jimmy ci lasciasse, o perlomeno temevo di lasciare pezzi di Jimmy sulla strada per Achla e abbiamo fatto inversione. E’ indicato lo sterrato, è vero, ma non i crateri. Senza contare che ci saremmo dovuti fare 9 KM così e 9 km ad Andros corrispondono a 20 km su strade normali. La cosa pazzesca è che , prima del sasso-freccia, un cartello di legno sempre scritto a mano, indica “ONAR“. Onar io lo conoscevo e ne avevo letto parecchio: è un resort ambientalista spettacolare, praticamente affacciato su Achla beach. L’autista ti viene a prendere al porto e adesso capisco perché sconsiglino, sul loro sito, di affittare una macchina. Magari se fossimo stati soli, avremmo provato ad arrivarci, ma il timore per la macchina lo avevo. Comunque ora so che, prendendo una barchetta (che parte ogni ora) da Chora, in pochi minuti si raggiunge la meravigliosa spiaggia. Consigliata.

La nota positiva è che per arrivare lassù, abbiamo attraversato dei paesini davvero pittoreschi. In uno di questi, Apikia/Sariza, scorre una sorgente ottima ed imbottigliano l’acqua (Sariza, appunto) che trovate sulle tavole dell’isola ed è effettivamente l’unica acqua buona di Andros. Attraversandola si passa anche dalla fabbrica dove imbottigliano. Fuori dal paese c’è un’intrigante taverna isolata  in cui avrei volentieri mangiato, se fosse stata ora di pranzo.

Tornando indietro, siamo passati da Stenies, il paese degli armatori, per approdare alla spiaggia di Gialia. Questa spiaggia, pur avendo un mare meraviglioso, alle sue spalle ha un muro che davvero toglie poesia.

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Passeggiando oltre gli scogli, si vedeva la spiaggia in cui effettivamente volevamo andare e, riprendendo la macchina, abbiamo raggiunto il punto di accesso. Fortuna vuole che ci fossero 2 persone che salivano in quel momento: la spiaggia non è indicata. Bisogna varcare questo cancelletto

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e poi salire e ridiscendere circa 200 scalini sotto le piante (all’ombra), per arrivare alla Pisso Gialia beach.

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E ne vale la pena. Noi ci siamo arrivati che già era pomeriggio inoltrato, comunque ce la siamo goduta. E’ per metà attrezzata con ombrelloni e lettini (e beach bar con musica -nota negativa perché la musica era pure brutta-) e per metà libera e bellissima. Acqua limpida, sabbia morbida e rocce alle spalle. Noi ci siamo defilati e la musica si sentiva pochissimo. In spiaggia, nella parte libera, eravamo in 7. Siamo arrivati poi talmente tardi a casa che non abbiamo cenato e Leonardo, che si era addormentato lungo la strada ( che non è propriamente breve), non si è svegliato fino al mattino dopo !

Mattino in cui abbiamo deciso di vedere la spiaggia (famosa per essere la più lunga dell’isola) di Agios Petros. E’ attrezzata, praticamente tutta, anche se sembra che i gestori siano diversi poiché cambiano ombrelloni, bar, etc. La spiaggia è bella, costa come tutte le altre (€ 6 per 2 lettini e 1 ombrellone), ma per i clienti di un complesso di appartamenti (di cui non ricordo il nome) e della taverna Giannoulis, è GRATIS.

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La taverna è quella in cui noi pensavamo di mangiare, essendo, a quanto pare, la più vecchia dell’isola. L’avevamo vista passando in macchina ma senza farci caso, visto che ci sono taverne bellissime in ogni angolo! Invece era proprio lei.

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Quindi dopo un paio di bagnetti ci siamo mangiati una FOURTALIA (piatto tipico di Andros) memorabile

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(conto in 3: mi pare € 29 con vino rosé della casa, buonissimo). La taverna dà sulla strada ma, anche se è la strada principale, non è mai troppo trafficata e soprattutto non disturba il pranzo! Quindi la consiglio, solo che, anche questa volta, dopo pranzo stavamo abbandonando l’idea di vedere un’altra spiaggia in favore della fresca casetta. Senonché, dalla strada, abbiamo notato una caletta deserta e con un mare favoloso e ci siamo fermati

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Si trova tra la spiaggia di Chrissi Ammos e quella di Kypri, in corrispondenza dell’Hotel Perrakis, situato in alto sulla sinistra, andando verso Batsì. Siccome eravamo noi ed una famigliola inglese all’altro lato, era come essere soli e sembrava una spiaggia privata. La giornata l’abbiamo conclusa lì, dove il mare era anche più tiepido del solito. Ovviamente è una caletta libera, per nulla attrezzata, che gode di piccole zone d’ombra dovute alle rocce alle sue spalle.

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Altro giorno, altra spiaggia e scegliamo di provare Vitali.

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Va detto che la maggior parte delle spiagge si raggiunge attraversando l’isola da un lato all’altro. Il bello di queste spiagge è anche ARRIVARCI. Ovvero, tutta la strada che si percorre in mezzo.

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I paesaggi sono spesso da togliere il fiato, scorci a perdita d’occhio, strade che sembrano quelle disegnate sui fumetti, paesaggi da Grand Canyon e poi verde a perdita d’occhio. Quindi mai scoraggiarsi se i 12 km indicati sembrano 35, perché è vero che sono tortuosi, ma sono da cartolina.

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Ci siamo stati una domenica, ma non fa differenza: sulla nostra strada, avremo incrociato sì e no 3 macchine, e non tutte andavano nella nostra direzione…. Arrivare è semplice, passando da Gavrio, si segue per Gides inizialmente e poi, al bivio, giri per Ag. Kostantinos/Vitalio. Lungo la strada, appena prima dello sterrato, un cartello avvisa che si è sulla strada giusta

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Lo sterrato è praticabilissimo, anche da uno scooter e si arriva direttamente alla spiaggia con la macchina, passando davanti alla taverna in cui noi abbiamo poi pranzato. Vitali è attrezzata per metà spiaggia (allo stesso prezzo di tutte le altre) e si può usufruire delle toilettes della taverna

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che offre anche il servizio “bar” all’ombrellone, senza aumento di prezzo!!

La spiaggia è bellissima:

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l’acqua è trasparente  e anche quando i lettini si riempiono (sebbene quel giorno non si fossero riempiti), rimane spazio per tutti. E molto. Capita di essere a riva o in acqua soli, essendo molto ampia. La parte a destra (guardando il mare) è libera. La gente in spiaggia, particolarmente educata, rispettosa e non urlante. Paradisiaco.

Per cena siamo stati a Gavrio in un posto da dimenticare. Volevamo un gyros ma abbiamo sbagliato clamorosamente taverna. Ce ne siamo accorti non appena ci siamo seduti ma ormai era tardi. Per 2 gyros abbiamo aspettato 40 minuti: secondo me li avevano dimenticati ma nulla ce ne ha dato conferma, tanto meno le scuse dei proprietari/ camerieri. Nota positiva: 2 gyros e 4 mythos € 12.

Il lunedì siamo partiti alla volta di Korthi. Sulla strada iniziale per Chora, ad un certo punto, un bivio sulla destra indica (ebbene, sì), la strada. Quello che speravamo di vedere era il vecchio paesello rialzato, con le case costruite sui resti delle torri, ma non ci siamo riusciti. O meglio, lo abbiamo visto dal basso poiché salendo in macchina ti trovi ad attraversare 3 paesi (Korthi, Aidonia e Moussionas) senza capire quale sia uno e quale l’altro. Ormai avevamo capito la tattica dell’isola (per veri Sherlock Holmes) ma questa volta abbiamo desistito preferendo scendere verso la baia di Ormos che è stata invece una piacevole sorpresa.

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Siamo arrivati in mattinata (contando che le nostre sono sempre TARDE mattinate…) con una luce rarefatta, bellissima. Il paesello a me ricorda molto Radiator Springs alle origini, ovvero il paese protagonista del film CARS. Ormos ha un lungomare che pullula di taverne che vi si affacciano e molte hanno il dehor proprio sulla spiaggia,

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mentre all’interno, la via che la percorre è pedonale e piastrellata in lastroni chiari molto ordinati. Vi si affacciano minuscoli negozietti, un paio di antiche farmacie, qualche bar e 2 o 3 supermercatini incastrati in spazi minuscoli ma fornitissimi. Il personale dei negozi e dei bar è gentilissimo e soprattutto molto rilassato, aggettivo che è peculiarità di tutta la baia. All’inizio del paese c’è la famosa spiaggia dei surfisti, non particolarmente bella, ma pulita e non ricordo se attrezzata o meno. Il vento qui è sempre a loro favore. Noi abbiamo pranzato con frutta e focaccia al parco giochi, all’ombra, mentre Leonardo giocava, ma alcune taverne sono davvero bellissime ed è un peccato non provarle. Ci siamo poi però seduti all’ultimo bar prima della piazza a fine paese per un caffè ed era un bar con tutta l’atmosfera californiana da surfisti in pausa (caffè Centro)!

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Ragazzi gentilissimi, un Nescafè frappe buonobuono, musica soft in sottofondo e il pensiero proiettato alla spiaggia che ci aspettava: Grias to pidima. Dal lungomare, una freccia

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indica proprio la spiaggia e in 10 minuti di sterrato la si raggiunge comodamente. Un sentiero, parzialmente costeggiato da una staccionata di legno, conduce alla famosissima spiaggia denominata “salto della vecchia”, da un’antica leggenda isolana. All’ultima curva si intravede la roccia nel mare che la caratterizza ed effettivamente colpisce.

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La spiaggia credo non sia mai deserta ma il viavai dei turisti non la rende mai nemmeno affollata. Noi siamo riusciti a starci un’oretta o forse più e in parecchio spazio. Il mare è bello e la sabbia fine, anche sul fondale. Dopodiché abbiamo cercato di raggiungere Kochylou. Questo posto l’ho scoperto ad Andros town su una cartolina. Sembrava un posto d’altri tempi ed un commerciante mi aveva indicato come raggiungerlo. Ma siamo ad Andros e per quanto ti indichino, dio solo sa se troverai la strada….Di sicuro il modo più semplice per trovare questi posti immersi nel nulla è facendo trekking. I sentieri sono segnalatissimi e le strade per auto non sempre si avvicinano ai siti archeologici, alle Chiese nascoste….mentre a piedi è sicuro. E il trekking ad Andros, nonostante sia sotto il sole SEMPRE, deve essere un’esperienza bellissima. Questo mi spinge a tornare ad Andros: provare a ritrovare i posti che volevo vedere. Purtroppo a volte era anche tardi e non si riusciva a far tutto e un po’ ti passa la voglia di continuare a girare solo nella speranza di capitarci.

Comunque, arrivati alla fine della strada (con tanto di cartello di arrivo a Kochylou), il posto della cartolina non si vedeva da nessuna parte e nemmeno il sentiero. Né le rovine né la Chiesa bianca  e blu che ci sta sopra e che deve essere bellissima (Mi viene il dubbio di non saper leggere le cartine ma non lo ammetterò mai). Da qui, cercando di seguire le indicazioni IN GRECO di un novantenne di Kochylou, per arrivare ad una chiesa isolata su un altissimo promontorio, ci siamo ritrovati sulla strada per il Monastero Moni Panachrantou. Era il 27 luglio e in quel giorno cade proprio la festa isolana dedicata a quel Monastero. Che gioia. Era un mio sogno andarci per la festa ma sembrava lontanissimo, mentre, sbagliando strada, ci siamo ritrovati sulla sua via. Non SUL POSTO. Sulla via…………

Unico cartello che lo indica è a terra, caduto e rotto da tempi antichi, ma si vede e lo segui. Dopodiché, il nulla. Il nulla in mezzo ai bivi. E il serbatoio che piagnucolava. Ad un certo punto (punto di scoraggiamento), una macchina con 3 ragazzi greci, cerca lo stesso monastero. Escludendo la strada alle nostre spalle e quella da cui provenivano loro, decidiamo di prendere la terza, che scendeva! Sulla cartina sembra che salga, attenzione! E scendendo, ad un certo punto, il monastero APPARE IN TUTTA LA SUA GRANDEZZA e lascia a bocca aperta.

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E’ maestoso, è come si vede nelle foto ed emoziona. Credo che apra solo in occasione della festa quindi lo abbiamo visitato, c’era abbastanza gente (solo greci) e dentro è bellissimo.

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Era in atto una funzione e siamo entrati proprio durante la benedizione. All’uscita, offrivano un pane speziato e benedetto, tipico del posto.

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Ogni fatica di quel giorno era stata ripagata. Il ritorno ad Ormos, perlopiù in folle, ci ha fatti arrivare al benzinaio in tempo!! La vista da lassù era pazzesca.

veduta da panachrantou

Arrivare a Fellos beach, invece, è una passeggiata. Kato Fellos paese è indicato (nb. qui le frecce sono sempre scritte solo in greco: benedico i 3 anni di russo al liceo di cui ricordo solo come si legga il cirillico) e si arriva facilmente alla sua spiaggia. Arrivando si vedono dimore bellissime ed eleganti, segno della ricchezza del posto. La spiaggia è libera

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e la poca ombra è data da diverse tamerici sulla sabbia che fungono da ombrelloni. Chi prima arriva…… Noi avevamo una tamerice nostra ma quel giorno era stranamente caldo e poco ventilato quindi dopo qualche bagno, ci siamo rifugiati in una taverna di cui avevo letto e che dista 300 mt dalla spiaggia: To Steki Tou Andrea II.

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 Non posso lodare più di tanto la cucina solo perché abbiamo mangiato unicamente insalata greca, ma l’hamburger del bimbo era buonissimo e il ragazzo che ci ha serviti davvero gentile. Il posto è stato ricavato all’ombra di un frutteto e hanno anche un parco giochi per bimbi con mini fattoria. Prezzi nella media delle taverne.

Chrissi Ammos mi ha veramente stupita.

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Da un articolo letto a casa, avevo categoricamente escluso quella spiaggia. Era descritta come il ritrovo giovane e festante, bar sulla spiaggia, musica alta tutto il giorno, etc…a noi le spiagge piacciono perlopiù incontaminate. ma quel mattino, attratti dal colore della sabbia, abbiamo provato anche la Golden Beach. E’ vicinissima a Batsì e dopo la spiaggia Kypri, la si trova sulla sinistra, andando verso Gavrio. Al nostro arrivo (oltre le 10.30…) era quasi deserta.

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Poi si riempie, ogni giorno. Ci siamo messi all’estrema destra, al confine con la parte libera della spiaggia, dove la musica si sentiva ad un volume tutto sommato piacevole  (e la nota positiva è la musica di buon gusto. D’altronde se proprio ti dà fastidio la musica in spiaggia, lì non ci vai). La spiaggia di sabbia come farina, è dorata (appunto), l’acqua è limpida e rimane bassa per un lunghissimo tratto.

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Ci sono docce, bagni e spogliatoi. Il bar sulla spiaggia offre servizio camerieri senza sovrapprezzo e i prezzi sono onestissimi. Il costo per i lettini è lo stesso che altrove e per i bambini è una manna. Di conseguenza, anche per i genitori, che si rilassano guardando (senza preoccuparsi) i bimbi che giocano sul bagnasciuga. Sono passata dal non volerla visitare, alla modalità relax assoluto. E dopo esserci detti :”ma sì stiamo un paio d’ore e poi andiamo”, ci abbiamo passato l’intera giornata!

Il giorno dopo, per contrasto, siamo stati alla Zorkos beach. Ho letto di qualcuno che ha scritto quanto Zorkos sia simile ad Achla ma senza dover fare il Camel Trophy. Effettivamente, se Achla è più bella e più spettacolare di questa, deve veramente essere SPECIALE. Già Zorkos lo è. Intanto è a nord, dove il paesaggio è  generalmente roccioso ma qui si attraversano anche zone verdissime e molto affascinanti

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All’altezza di Makrotantalo, c’è una taverna immersa nel totale nulla, si chiama Kossis

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ed è consigliatissima dagli abitanti dell’isola. Di sera deve essere uno spettacolo. Questa spiaggia è stranamente indicata ma anche perché a ridosso hanno costruito un resort bellissimo

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e l’ultimo pezzo di strada, proprio grazie al resort, è anche stato migliorato. Devo dire che un po’ di timore che fosse come la strada per Achla, lo avevo. Invece andate tranquilli e godetevi tutto il percorso! Al punto estremo in altezza della strada, prima di scendere, LA SI VEDE.

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E’ proprio grande come sembra e c’è spazio per tutti. La parte di sinistra è attrezzata (al solito prezzo), la doccia è dietro alla taverna

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che affaccia sulla spiaggia e un mini van è il baretto posticcio che “sforna” ottimi freddocappuccino (qualche italiano potrebbe inorridire solo al nome, ma sono buonissimi e, soprattutto, una bevanda del genere, servita in spiaggia, in Italia, non costerebbe certo € 2,50….).

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Il mare qui è spettacolare. La spiaggia non si è mai riempita durante la giornata e noi ci siamo rimasti parecchio, pranzando con della frutta sotto l’ombrellone e passando la maggior parte del tempo in quell’acqua cristallina, godendoci ogni secondo, consapevoli che due giorni dopo ce ne saremmo andati da quella magnifica-quanto-difficile-isola.

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L’ultimo giorno, contro ogni aspettativa, siamo tornati a Chrissi Ammos. Ebbene sì. Nella spiaggia con musica. Ma l’idea del relax che quei lettini e quella sabbia ci avevano messo, era l’ideale per non pensare alle valigie del giorno dopo. Solo dopo una breve sosta alla spiaggia di Agios Kyprianos per 2 foto poiché è completamente esposta al sole e se non si ha un ombrellone, si rischia lo spiedo. Ma è molto poetica…

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Ci siamo rosolati per bene e poi siamo saliti da Kypri per visitare il Monastero di Zoodochou Pighis, il più grande dell’isola. All’inizio della strada, un cartello indicava le 17 come orario di chiusura; erano già le 18,30. Ma  siamo saliti lo stesso. La vista della baia di Kypri dall’alto è fantastica

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e il mare a quell’ora era argenteo. Ci siamo fermati ad un certo punto ad ascoltare il silenzio, con quella vista, immaginando invece il rumore di sottofondo che poteva esserci in spiaggia in quel momento, con i wind surf che sfrecciavano e gli ultimi ritardatari ancora sui lettini…E’ stata la migliore conclusione a questa vacanza. Un sogno.

Il monastero era chiuso ma il cancello era aperto.

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Sono scesa da sola (Leonardo dormiva in macchina) per fare un paio di foto. La custode, avendomi notata da dentro, mi ha aperto e mi ha chiesto (in greco) se volessi entrare. Accoglienza fuori misura da cui l’Italia avrebbe solo da imparare. Quindi mi sono visitata il monastero in forma privée. Non descrivo il privilegio. La signora ha preso le chiavi e mi ha portata alla cappelletta in cui si trovano  l’effige della Santa Vergine e la parete delle grazie ricevute.

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Poi mi ha fatto capire di prendere una bottiglietta vuota e riempirmela con l’acqua benedetta che sgorga dal rubinetto nel monastero e che proviene da una sorgente lì sul monte e così ho fatto.

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E poi mi ha regalato un’immaginetta e ho preso un paio di souvenirs per mamma e nonna, anche come ringraziamento per l’immensa cortesia. Un momento davvero speciale.

O, più semplicemente, un’ulteriore CONFERMA di quanto quest’ isola CUSTODISCA.

Dopo una lauta cena da Stamatis, siamo andati a letto dando l’arrivederci a Batsì. L’ultimo giorno ce lo siamo goduto comunque, avendo la nave nel tardo pomeriggio. Quindi colazione da Asterix, pranzo con un gyros favoloso a Batsì, annaffiato da Mythos e poi in macchina fino a Gavrio, dove l’abbiamo restituita. Un paio di caffè in uno dei tanti baretti del porto finché è arrivata la “grossa barca rossa” che ci ha riportati, malinconici ma soddisfatti, a Rafina.

DOLCE EPILOGO

Spesso mancano i cartelli ed impazzisci. Quando ci sono, sono in cirillico. I km indicati sembrano almeno il triplo, quando li percorri.

MA:

Gli isolani sono gente pazzesca: sono fra le persone più ospitali, sorridenti e gioiose che abbia mai visto. Capiscono l’italiano parlato veloce di un bambino che non dice nemmeno la R. Si prodigano in consigli e gesti per farti capire cosa vogliono dirti al fine di farti STARE BENE sulla loro isola. Si ricordano di te dopo 2 volte che ti vedono e ti chiamano per nome, felici, se torni alla loro taverna. Hanno mantenuto intatti il sapore dell’antico e la genuinità di quegli scorci, nonostante il turismo (sebbene, per ora, prevalentemente greco e inglese).

Andros ti accoglie a braccia aperte. E, con quel suo nascondere a tratti, ti fa venire un’incredibile voglia di tornarci appena possibile, per RIPROVARCI!

Buon viaggio!!!

Appendice

Le taverne ad Andros sono tantissime e molte davvero belle e particolari. Mi sento di consigliarvene alcune di cui non ho parlato nell’articolo.

A Batsì

Stamatis: ne ho parlato ma la cito.

Kantouni: si trova sul lungomare, fuori dal centro, lungo la strada che esce e va verso Gavrio ma a 2 minuti a piedi dal centro. A gestione familiare, ci siamo tornati più volte. I gestori sono molto simpatici, i prezzi bassi e il cibo ottimo (moussakà pazzesca). Di fianco, nello stesso cortile, hanno il bar/creperie in cui passava le serate, al bancone, nostro figlio. E’ veramente la tipica taverna greca in cortile.

Deep blue: a 2 passi da Kantouni, per pranzo è perfetta per la luce che emana e per un pasto leggero praticamente in riva al mare. La proprietaria, gentilissima, è inglese, trasferita ad Andros per amore.

Non ho il nome ma è l’ultima taverna prima della curva, al porto, sta di fianco a Nameless e allego la foto: Gyros spaziale, prezzi bassissimi, Mythos gelata e bella atmosfera greca, genuina.

Agia Marina: già citata, la sottolineo.

Lagoudera: tra Deep Blue e Kantouni c’è questa piccola taverna con portico che serve pesce freschissimo cucinato in modo eccellente e la proprietaria, che parla bene inglese, è carinissima. Lo è anche la giovane cameriera che non parla inglese ma si sforza abilmente di parlare italiano.

Asterix cafè: è il bar attaccato al parco giochi. Il proprietario è un ragazzo simpatico e volenteroso. Il bar è il tipico ritrovo di paese (anche per le partite di calcio) che fa venir voglia di “una birra con gli amici”.

A Fellos beach:

To Steki tou

A Vitali beach:

Vitali taverna ( non credo abbia altro nome)

Sconsiglio :

Ammos a Batsì: noi abbiamo pranzato ad Ammos Barbecue e il cibo era buono ma sono stati molto lenti (taverna vuota) e abbiamo poi capito che si trattava della stessa, cafona e scorbutica proprietaria delle altre taverne Ammos che per fortuna non abbiamo provato.

NOTE:

Ad Andros ha disegnato e si è fatta costruire casa un famoso architetto ateniese, Katerina Tsigarida. Da semplice appassionata di architettura ed interni, mi ero salvata su pinterest molte foto di questa particolare casa. Chiaramente, appena ho deciso che la meta sarebbe stata Andros, ho sperato di vedere la casa dal vivo. Gli ultimi giorni, un po’ conoscendo il tipo di paesaggio e con qualche ricerca più approfondita, sono riuscita a capire in che zona si trovasse e l’abbiamo trovata. Ecco la casa.

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La cosa più impressionante è come, allontanandosi, questa casa, perfettamente integrata nel paesaggio, si confonda con la roccia e sparisca. A dimostrazione di quanto la Tsigarida sia stata attenta all’impatto ambientale in un’isola ancora intatta e magistralmente conservata.

(ph. Elena Ivaldi, Marco Manzini)

CREDITS

http://www.tuttipazziperlagrecia.it/andros_21.html   . E’ il blog di  2 ragazzi amanti della Grecia che sono stati ad Andros prima di noi e che mi ha dato alcune notizie in più prima di partire, visto che in rete c’è davvero pochissimo sull’isola.

http://www.rentacareuro.com/      L’ufficio di autonoleggio in cui abbiamo preso Jimmy. E’ a Gavrio e casualmente (l’ho scoperto là) lo gestisce la figlia della nostra padrona di casa.

http://www.androstours.com/andros-hotels/villa-anna-maria-batsi.html    Il sito in cui ho trovato l’alloggio. Abbiamo pagato € 60 al giorno per una casa bellissima, molto spaziosa e con patio e giardino in pieno centro ma al riparo da ogni rumore.

Andros si raggiunge volando su Atene e poi prendendo la nave al piccolo porto di Rafina a cui si arriva facilmente in 30 mn con un frequente bus dall’aeroporto.

PAXOS (Part I )

In questa prima parte di racconto, faremo un breve giro dell’isola, cosa che abbiamo realmente fatto, visti i pochi giorni a disposizione. Pur essendo così pochi, sono stati comunque ricchissimi e concentrati. E ci hanno fortemente spinti a ri-prenotare per l’anno successivo.  E continueremo a viaggiare in Grecia perché questa assurda crisi nera di un popolo così gioioso, accogliente e generoso, vedrà presto la fine. Così deve essere.

Paxos è il nostro “primo amore greco”. L’isola che ci porteremo sempre nel cuore e in cui non ci stuferemo mai di tornare (per ora, siamo solo a quota 3). La prima volta siamo pariti in nave da Bari. Volevo vedere anche la città ed è stata un’occasione. Il traghetto impiega circa 8 ore per arrivare a Corfù, da cui si prende poi una sorta di catamarano

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(Flying Dolphin e Flying Ilida sono i loro nomi) che in 50 minuti approda a Gaios, capoluogo di Paxi. L’atmosfera di serenità paxiota, la si respira già sul catamarano che trasmette musica greca. A sentir parlare i passeggeri, molti stavano andando a Paxos per l’ennesima volta e, all’arrivo, tantissimi erano attesi da amici o gente del posto che già conoscevano. Cosa che poi è successa anche a noi 2 anni dopo… Il porticciolo/baia in cui si arriva è in posizione defilata rispetto al paese. Alcuni taxi sono a disposizione per portare gli ospiti agli appartamenti (sull’isola c’era un solo hotel, molto piccolo e molto bello, a Gaios. Ora forse sono 3). Noi avevamo prenotato un appartamento su internet e, assolutamente a caso, lo avevo scelto nel borgo di Lakka: UNA FORTUNA. L’appartamento si chiama Lina Studio e fa parte del complesso Whitehouse apts.

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I proprietari sono gentilissimi e pronti per qualsiasi evenienza. Il mattino della nostra partenza l’anziano della famiglia si era alzato alle 6 solo per salutarci e vederci partire !!Lo studio è in posizione sopraelevata rispetto al paese e gode di una bellissima vista. So che recentemente è anche stato ristrutturato. A 2 passi ci sono 2 bellissime spiagge e il centro del paese con tutti i servizi. (Apro una breve parentesi per farvi capire quanto poco ci voglia per amare quest’isola. La sera del terzo giorno abbiamo avuto un incidente in motorino. Uno stupidissimo incidente con conseguenze non altrettanto stupide. Significa che il quarto giorno lo abbiamo passato in casa per ko tecnico mio e il quinto ed ULTIMO giorno siamo usciti, ma senza avventurarci troppo. Questo per dire che in 3 giorni, i primi 3, avevamo già visto un sacco di posti incredibili e avuto a che fare con persone speciali. La tappa successiva era Corfù, ma dopo 2 giorni dall’arrivo sull’isola, abbiamo ripreso il Flying dolphin per tornare proprio alla clinica di Paxos per togliere i punti di sutura causati dall’incidente. E quella giornata inaspettata a Paxos ce la ricorderemo per sempre!! Così come il nostro carissimo dottor Kostas -eccellente medico dell’isola- e le care persone che ci hanno soccorsi con cui siamo ancora in contatto). Lakka  

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è un paesino da telefilm americano. A me ricorda molto Cabote Cove, la fantomatica cittadina in cui vive Jessica Fletcher.

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E’ un paesino di pescatori,  gremito di ottime taverne (LA PRIMA CENA: quando NON conosci le quantità greche!!) e bellissimi e funzionali appartamenti e ville per turisti. Regna la pace, anche la sera, quando Lakka si anima nelle viuzze tra taverne, caffè e localini. Nulla a che vedere con la movida e, per questo, MAGICA.

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Fino a pochi anni fa c’era anche la gelateria migliore del mondo (!!!), proprietà di Matilde, italiana trapiantata a Paxos: solo 5/6 gusti, rigorosamente naturali, buoni buonissimi, la coda fuori e un sorriso perenne dentro. Ci hanno detto che si è solo spostata da Lakka, ma dovremo andare per scoprire DOVE. Era un must. Quell’anno abbiamo praticamente sempre cenato a Lakka, c’è l’imbarazzo della scelta e in ogni taverna vorresti tornare ancora! Per chi arriva alla sera dagli altri (DUE) paesini, c’è un comodo parcheggio alle porte del paese. In paese si circola solo a piedi o al massimo in bici. Le spiagge di Lakka sono bellissime: 2 sono in centro paese (Harami e Kanoni), di ciottoli piatti e sabbia sul fondale. Acqua limpida e tiepida. Attrezzate con economicissimi lettini imbottiti. Una, dotata anche di beach bar. Con sentierini un po’ più “impervi”, si raggiungono altre spiagge, alcune mozzafiato. Scoprirle arrivandoci a piedi è bellissimo. Ad un certo punto, guardando oltre i rami d’ulivo, scorgi uno squarcio azzurro che si confonde col cielo e sono le spiagge di Orkos e Lakkos.

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ORKOS  è spettacolare, il mare è trasparente e i ciottoli bianchi riflettono tutta a luce. Ci sono 2 sentieri per raggiungerla e arrivano ai 2 lati opposti della spiaggia. Uno in particolare lo si percorre tranquillamente in infradito, pur essendo sterrato. I sentieri partono dal piccolo promontorio a cui arrivi dal centro del paese. E’ la collina di Lakka in cui sono presenti anche bellissime villette e appartamenti in affitto. Da lì si diramano i sentieri per le spiagge.

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Non distante in linea d’aria, c’è anche Arkoudaki beach, ma non è una vera e propria spiaggia. E’ più una scogliera su cui ci si può sdraiare e tuffarsi: il mare è favoloso e il posto totalmente incontaminato. Da lì parte una scalinata privata che arriva ad una villa e la curiosità ha vinto sulla discrezione…… Sul versante opposto, la spiaggia di Plani,nascosta ai piedi di una scogliera.

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Partendo da Lakka verso Loggos, si incontra un’altra bellissima spiaggia : Monodendri

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Questa spiaggia è attrezzata con lettini, tavole da surf e bar/taverna dove si mangia benissimo! Ovviamente, essendo attrezzata è anche un po’ più “caotica” ma si sta benissimo e il parcheggio (sterrato) è molto spazioso. Inoltre poco spostato c’è anche il bar /taverna del villaggio vicino e si mangiano favolose polpette di zucchine!!!

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Il primo anno, passando, mi pare, col pedalò, abbiamo avvistato una spiaggia fantastica  che non siamo poi riusciti a raggiungere (ci si arriva via mare o a piedi con un sentiero lasciando motorino/auto al paese di Argyratika) ed è Glyfada: una splendida scoperta di Paxos 2009. Quasi tutte le spiagge di Paxos, perlomeno le più suggestive, si raggiungono percorrendo sentierini sterrati e a tratti impervi, ma l’arrivo appaga completamente. Sempre. Effettivamente non le si pensa come spiagge per bambini ma in ognuna di queste abbiamo sempre trovato famiglie (sempre che ci fosse QUALCUNO) anche con bimbi piccoli. Mai italiani, soprattutto inglesi (gli inglesi adorano Paxos: ci sono agenzie in Inghilterra specializzate proprio sull’isola ionica). Ci si adatta e i bimbi, più di noi, si adattano ovunque. Girare l’isola in motorino è l’ideale. Noi seguivamo tutte le frecce che ci incuriosivano e abbiamo scoperto paesini interni davvero suggestivi e di una tranquillità anomala. In ogni piccolo paese ci sono casette in affitto e tutte, ognuna a suo modo, ispirano una vacanza. Proseguendo su questo lato si incontra il paesino di

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LOGGOS : Un gioiellino ancor più piccolo di Lakka, con ottime taverne e una serie di locali coi tavoli direttamente sul molo in cui, volendo (io ho voluto), puoi sorseggiare un drink coi piedi in acqua. Il primo anno ci siamo fermati per una birra al ROXI. In seguito lo abbiamo vissuto di più. A Loggos regna il silenzio, soprattutto al pomeriggio. La quiete totale. Dal paese si raggiungono alcune spiaggette quasi sempre deserte (noi abbiamo fatto il bagno alla Marmari beach) e nessuna attrezzata, ma spesso gli ulivi alle loro spalle, regalano una piacevole ombra. Percorrendo poi la strada in direzione del capoluogo, si intravedono dall’alto diverse splendide baie (Kaki langada, Kioni Gouli, per dirne alcune). A ridosso di esse, spesso ci sono isolati appartamenti per vacanze. Per chi vuole una vacanza di totale relax e silenzio, sono l’ideale. La strada è molto panoramica e l’isola è verdissima quindi il contrasto verde/azzurro del mare, è da fotografia e riempie gli occhi. Poi la strada inizia a scendere e, passando dal porticciolo di cui ho scritto all’inizio, si entra in GAIOS:

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è il capoluogo dell’isola. E’ la cittadina più grande e meglio servita (agenzie, negozi, taxi, sea taxi, etc). Per me, anche troppo. Resta comunque in tema con la tranquillità dell’isola e il suo (allora) “basso profilo”. Al molo attraccano spesso bellissime barche, anche solo per una notte. E’ la più modaiola, sicuramente. Anche qui ottime taverne e locali. E baie segrete lungo la strada. Da Gaios parte anche la barca per Antipaxos, di cui parlerò in un altro post, visto che avevamo prenotato la GITA proprio per il giorno successivo all’incidente….e che quindi è saltata!! Per raggiungere le piccole baie che costellano questa parte dell’isola, si può passeggiare oppure riprendere il motorino in direzione sud

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e fermarsi quando se ne vede una che ispiri. Lasciando i mezzi sulla strada, è pieno di sentierini che scendono al mare

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La strada ora è breve per arrivare al punto estremo dell’isola (è lungo questo pezzo che si trova L’hotel di Paxos) e salendo oltre la baia di Mongonissi (dove si trova l’unica spiaggia di sabbia dell’isola), la strada si inerpica fino ad arrivare al punto panoramico da cui si vede anche Antipaxos

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Da qui non resta che tornare indietro, ma percorrendo l‘altra costa, dove non ci sono paesini (se non INTERNI) ma scogliere mozzafiato e baie che, viste dall’alto, fanno venire una voglia matta di tuffarsi! Tra queste, il top è la Galazio bay,

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che dall’alto si vede passando dal paesino di Velientatika e poi a piedi. Raggiungibile altrimenti solo via mare. Il sentiero prosegue un po’ (Paxi è piena di sentierini da scoprire), fino a scorgere nuovamente l’isolotto di Antipaxi

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Cercare le frecce sempre un po’ nascoste e sbiadite e farsi largo tra i rami che ostruiscono i sentieri, sapendo che la sorpresa sarà sempre una vista come queste, è come la caccia al tesoro per un bambino! Quest’isola è una caccia al tesoro senza fine, seppur nei suoi soli 30 Km quadrati!! La baia che si incontra poco dopo, è Avlaki. Si arriva praticamente lì in motorino, pochi passi e questa è la spiaggetta, deserta,

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che verso i tardo pomeriggio assume colori bellissimi che tendono al giallo. Quel pomeriggio, risalendo la costa, ed era il secondo giorno, abbiamo deviato per EREMITIS. La rivista che ci aveva “portati” a Paxos ne diceva meraviglie ed eravamo curiosi. Saranno state le 18 e appena abbiamo visto QUEL MURETTO, abbiamo ordinato una Mythos

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Chiacchierando con Matthew, il ragazzo che aveva allora in gestione il bar, ci siamo fatti tentare, prenotando la cena per la sera successiva. Quella terrazza dà sulle scogliere a picco e il tramonto visto da lì è impagabile. La sera dopo non ci siamo arrivati: era il giorno dell’incidente. Ma l’ultima sera l’abbiamo trascorsa lì (erano stati avvisati dalla clinica che non saremmo andati . Questo per far capire perché ci siamo sempre sentiti in famiglia) con una splendida accoglienza (2 anni dopo, i proprietari si ricordavano ancora di noi, senza essere stati noi a farci riconoscere!! ). Alla sera il ristorante si anima, è necessario prenotare, soprattutto ultimamente e soprattutto se si vuole uno dei pochi tavolini sul balconcino. Il cibo era ottimo, classico greco, molto tradizionale e con porzioni abbondanti. Due anni dopo la modalità è cambiata, ora è un po’ più gourmet . Inizialmente ci ha spiazzati ma poi abbiamo constatato che la qualità del cibo non è affatto cambiata. Forse un po’ i prezzi….ma vale comunque la pena  andarci!

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Nei pressi di Eremitis ma sulla strada, si trova un carinissimo e  originale Caffè, gesito da una signora italiana che ha scelto di trasferirsi in quest’isola magica. Il caffè è il O BOURNAOS e lei è Donatella

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Noi ci siamo fermai per una merenda e il locale è pieno di buonissime specialità!   Un tramonto come quello di Eremitis lo si vede anche dal muretto di un’altra scogliera, KASTANIDA CLIFFS.  E’ stato il nostro primo tramonto a Paxos. Ci si arriva girando a destra (partendo da Lakka) in una stradina: l’indicazione è per Kastanida, appunto. Ad un certo punto a destra c’è la taverna col terrazzo a cielo aperto per mangiare alla luce del tramonto, mentre a sinistra parte la stradina sterrata che arriva al muretto della scogliera, indicato come Sunset Path e da qui si va a piedi.

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Alla taverna noi abbiamo fatto solo un aperitivo in compagnia di amici greci, ma proprio loro ci hanno decantato le lodi della cucina di quel posto, quindi consiglierei di cenare lì!! Il paese in cui si trova sembra finto…qualche vecchietto seduto fuori dalle case che ti saluta al passaggio, un grappolino di case sotto gli ulivi e il silenzio assoluto. Ci sembrava di disturbare passando con il motorino. Ci si arriva anche a piedi, se volete rispettarne la quiete! Dallo stesso lato della strada parte anche il sentiero per la Chiesa di Ipapanti, datata 1601, che si trova a Grammateika

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Paxos nasconde, nei suoi minuscoli paesini interni, piccoli segreti, chiese, mulini, frantoi, il faro, bellissimi da scovare, all’ombra, per godere appieno dell’isola e non solo del suo splendido mare. Solo a scriverne mi viene nostalgia, ma soprattutto, una voglia pazzesca di tornarci al più presto, anche fuori stagione, quando, ci hanno detto, Paxos brilla di colore e fioriture. Essendo un’isola piccolissima, si può scegliere di percorrerla anche a piedi in giornata. Noi lo abbiamo fatto quando, da Corfù, siamo tornati qui solo per 1 giorno, per andare alla clinica. Non ci siamo fatti mancare la passeggiata, un bagno alla Gianna beach di Gaios e la visita ad una nuova chiesetta, nell’attesa che il Dolphin ci riportasse a Corfù:

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Paxos è un’isola impervia, è da scoprire, è da amare, ma non si può costringere qualcuno a farlo. Te ne accorgi all’arrivo. E poi ti manca tutto l’anno. Buon viaggio !!   (ph. Elena Ivaldi , Marco Manzini)

PAXOS: PREMESSA ALL’ARTICOLO

Prima di addentrarmi  nell’articolo sull’isola di Paxos, sono necessarie alcune premesse per il lettore perché Paxi è un discorso a parte. 

Paxos l’ho scoperta nel luglio 2007 , grazie ad un articolo su Itinerari e luoghi

ITINERARI2

Le foto dell’articolo, nella loro semplicità (che è la semplicità di Paxos), mi avevano colpita moltissimo. Così come il fatto che fosse un’isola verdissima, dal mare maldiviano e piccolissima (8/10 km di lunghezza per max 2 km di larghezza e solo in certi punti). Dopo aver letto l’articolo, avevo praticamente scelto la meta per l’estate successiva: agosto 2008.

Bisogna dire che non sempre la scelta di un’isola avviene grazie ad articoli che ne parlano, sebbene sia stato così anche per Folegandros (per dirne una). E’ stato un caso.

Quest’anno, per esempio, la scelta è stata molto più oculata: dovendo partire con altri amici che avevano richieste particolari, dovevo cercare un’isola con determinate caratteristiche (completamente in linea col gusto mio e di mio marito, ovviamente). Ero giunta ad una rosa di 3 isole che corrispondevano ai “criteri” ed erano

ALONISSOS  –  ANDROS  –  THASSOS

Quella che ho scelto, la scoprirete al nostro ritorno. Comunque è stato bellissimo fare ricerche. Documentarmi, tra internet, riviste (la mia mania per la Grecia ha fato sì che conservi riviste che ne parlano da 7 anni a questa parte) e consigli di chi ci è già stato, è stato molto appassionante.

L’articolo su Paxos sarà diviso in 2 parti, se riesco a farle bastare. Un articolo solo diventerebbe immensamente lungo, magari noioso e ci metterei una vita a pubblicarlo. Dividendola in più parti, spero di farvela amare quanto la amiamo noi.

Proverò a dividerlo per anni di vacanza, a partire dalla prima, nel 2008, con tutto quello che abbiamo visto quell’estate e poi le altre 2 vacanze che vi abbiamo fatto, con le nuove scoperte e le cose riviste una seconda volta, per capire se sono cambiate ed eventualmente come.

Di Paxos avremo 2000 foto, quindi mi auguro di trovare per il blog quelle che più la rappresentano, senza intasare la galleria!

Il valore che ha per noi Paxos si intuisce dal fatto che ci vogliano più articoli per una delle isole più piccole della Grecia.

Senza contare che sicuramente ci torneremo!!

(ph. Elena Ivaldi)

FOLEGANDROS

Folegandros la scelsi perché, sfogliando per mesi riviste sulle isole greche, incappai in questa foto:

pagina grecia(ph. S. Brambilla per SpecialeQuiTouring)

Quel muretto con la vista mozzafiato mi aveva stregata.  L’articolo ovviamente descriveva tutti i pregi dell’isola ma a me interessavano solo quel muretto, quel mare e quel cielo. Tutto in quello scatto.

E prenotai.

La prima parola che mi viene in mente pensando a Folegandros è CHIC.

E’ chiccosissima. Oltre ai suoi colori, tipici delle cicladi ed usati in maniera divina, ci sono strade, angoli, locali, negozi che sono piccole perle. Non so nemmeno da dove iniziare a parlarne.

Il traghetto arriva al porticciolo di Karavostasi, che sembra un porto dei playmobil. Anzi, più che un porto, è una piazzetta su cui, all’arrivo del traghetto, sostano i proprietari di case e hotel per farsi riconoscere dai turisti. Noi da lì abbiamo preso un normale taxi per arrivare al nostro hotel (Folegandros apartments) che era proprio a Chora, il capoluogo.

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Un complesso di appartamenti e stanze con piscina (mai usata), proprio l’ultima costruzione del paese, alla cui fine inizia la strada che porta alla splendida Panagia che domina l’isola.

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Alla Panagia si arriva solo a piedi, percorrendo un sentiero ordinato e pulito, in salita, che, una curva dopo l’atra, giunge alla piazzola antistante la chiesa . Ti giri e vedi tutta Folegandros da una prospettiva incredibile. Consiglio di salire all’inizio del tramonto e vederlo da lassù.

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figura

Unico.

Noi siamo arrivati  a Folegandros il 6 agosto nel pomeriggio, ignari di cosa stesse per iniziare. La Chora era vivace ma nulla lasciava presagire la festa che si sarebbe tenuta la sera, fino al mattino dopo. Per tutta la notte hanno festeggiato con canti e balli il Christos on August, una delle loro feste religiose. Nulla rende di più l’atmosfera greca di gioia e folklore (non oso pensare al ferragosto). Ci siamo addormentati col sirtaki in sottofondo e per tutta la notte ho sognato solo balli greci e ouzo a fiumi.

Il mattino dopo, verso le 11 (chiamiamolo ancora mattino) ci siamo svegliati e siamo usciti per fare colazione in piazza. Sembrava che si fossero alzati tutti a quell’ora. Quell’isola ci piaceva da pazzi!!! E tutti facevano colazione a mezzogiorno!! Un idillio. Chiedendo, ci hanno poi spiegato della festa e del giorno di riposo nel giorno seguente e il perché di quegli orari. La prima colazione l’abbiamo fatta alla taverna che ha poi segnato il nostro soggiorno: Nicolas Michailidis. Quella mattina né il proprietario, né il cameriere ci hanno degnati di un saluto, figuriamoci una cortesia! Abbiamo fatto un’ottima colazione e poi ce ne siamo andati, un po’ amareggiati dall’accoglienza. Il giorno dopo, nella stessa taverna (è impossibile sia non vederla che non fermarsi almeno una volta), ci siamo bevuti un bicchierino dopo cena. Il cameriere ci ha salutati. Il proprietario ha fatto un cenno. Il giorno successivo, passando al mattino, il cameriere si è sporto col braccio (!!) per salutarci e il proprietario ci ha salutati a voce alta!! Alla sera, eravamo seduti alla taverna e sembravamo clienti abituali. Greci. Loro amici.

Questa taverna e chi la gestisce sono da cartolina.

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A Nicolas o stai simpatico e si prodiga in magnificenze (e contagia i suoi camerieri), o gli stai antipatico e il saluto-non-saluto del primo giorno probabilmente te lo porti fino all’ultimo giorno di vacanza!!! A noi è andata bene e la simpatia era reciproca. Ci siamo stati tutte le sere, dopo cena. Hanno anche i giochi da tavola per passare le serate e non è inusuale trovarsi a chiacchierare con gli avventori del tavolo a fianco (spesso greci).

Chora, paese in cui si trova anche la taverna, è il capoluogo dell’isola ed è un gioiello con, al suo interno, un ulteriore gioiello: il Kastro.

kastro

Il Kastro è praticamente la cittadella medievale. Il piccolo paese nel paese costruito per difendere gli abitanti dalle invasioni. E’ come un paese circondato dalle mura ,ma le mura, in questo caso, sono anche i muri delle case (abitate) del centro. Non bisogna perderselo.

Chora stessa è un vero bijoux. Stradine di ciottoli ordinati su cui affacciano case, taverne, negozi, in un districarsi di vie in cui pare di potersi perdere ma che ti riportano immancabilmente alla piazzetta principale.

Una delle più belle Chora viste fino ad oggi, in Grecia. Forse la più bella.

I posti per mangiare sono infiniti. Ogni taverna è particolare e molto curata. Rimangono taverne tipiche ma con qualcosa in più: un gusto per il bello, un dettaglio elegante che fa la differenza. C’è qualcosa che Folegandros ha in più delle altre isole e credo di poterlo definire, molto semplicemente, STILE.

A cena abbiamo provato queste taverne: PIATSA (in piazzetta, tavolini azzurri), POUNDA (prima della piazzetta. Ottimo anche a colazione e, per cena, nel nascosto, favoloso giardino sul retro, vedi foto),

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O KRITIKOS,  superata la piazzetta principale, girare a sinistra (carne alla griglia strepitosa) e  CHIC, in piazza. E poi la taverna sul mare TAVERNA AGKALI, sulla omonima spiaggia, da non perdere !!!

LE SPIAGGE (quelle in cui siamo stati. Ma ce ne sono parecchie altre.)

Katergo:  vi si arriva via mare con una barca che parte dal porticciolo di Karavostasi. Un breve tragitto porta a questa baia di acque cristalline ma senza zone d’ombra (portatevi riserve d’acqua). La spiaggia è di ciottoli piatti e non è mai affollata. L’acqua è trasparente e freddina. C’è un sentiero per arrivarci a piedi ma non è molto segnalato e sinceramente io ho intravisto il primo pezzo ma non capivo dove proseguisse. Con una buona cartina, non ci saranno problemi.

Angali :  

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Si arriva coi mezzi. Colgo l’occasione per un inciso: noi a Folegandros non abbiamo affittato lo scooter, su suggerimento dei proprietari dell’hotel, poiché il servizio bus è attivissimo

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e soprattutto perché quei bus sono adorabili.

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 Oltre ad essere, seppur solo 2, sempre puntualissimi. Fanno servizio da e per le spiagge maggiori, senza contare che è un’isola meravigliosa da percorre A PIEDI, quindi, se posso consigliare anche io, non affittate mezzi di trasporto!

Dicevo della spiaggia: il bus parte da Chora e la raggiunge in 15 minuti circa. La spiaggia è di sabbia. Alle sue spalle qualche casetta e alla sua destra (guardando il mare), una fantastica taverna (già citata). Una bella spiaggetta, non attrezzata e non troppo affollata. Una tappa da fare. Da questa spiaggia, poi, parte il sentiero (in foto, cappelle votive)

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per un’altra insenatura pazzesca, la spiaggia di

Agios Nikolaos:  

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 un po’ più defilata, qualche alberello a fare ombra, qualche nudista (essendo defilata) e una taverna che noi non abbiamo provato ma che promette meraviglie, gestita da 2 fratelli che mi pare parlino anche italiano. La spiaggia qui è di ciottoli piatti e l’acqua è favolosa. A dominare la spiaggia, questa chiesetta

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Livadaki  : meriterebbe un articolo intero. Cercherò di limitare parole ed entusiasmo. Sforzandomi.

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Si raggiunge in barca o a piedi. Non conoscendo il sentiero, ci siamo arrivati la prima volta in barca. Colpisce subito il colore dell’acqua che va dal verde al blu in poche decine di metri e le sfumature al centro  sono quasi fosforescenti. Sembra una piscina da tanto è piatto, pulito e azzurro il mare. La spiaggia non si è mai affollata durante il giorno ma noi abbiamo preferito salire sugli scogli che la circondano, anche per poter fare qualche tuffo in quel blu.

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Per il ritorno abbiamo scelto di avventurarci per il sentiero. Parte alle spalle della spiaggia, non è segnalato ma si trova facilmente. E vale la pena di farsela a piedi!! Il panorama salendo (è tutto in salita e, dalla spiaggia, raggiunge il centro abitato di Ano Meria) è favoloso. Campi terrazzati davanti e scogliere a picco dietro. Non esagero. Il percorso è brullo, noi avevamo scarpe da ginnastica ma abbiamo incrociato un paio di inglesi (il percorso è deserto generalmente) con infradito (che eviterei).

Il mare rimane alle spalle. Davanti, queste distese rossicce, fino a un piccolo agglomerato di casette bellissime in pietra, ora proprietà dell’agenzia Sottovento che le ha acquisite l’anno successivo alla nostra vacanza (del 2009). Sono incredibili. Per chi ama la solitudine e il panorama a perdita d’occhio, sono il top. Purtroppo ci vuole un mezzo di trasporto poiché sono veramente in mezzo al nulla, ma veramente uniche.

sottovento

Sempre lungo il sentiero si incontra una chiesa, in mezzo al “deserto”, un fascino pazzesco e un vento che tira piuttosto forte.

IMG_3085      church a livadaki  IMG_3080

Arrivati ad Ano Meria, ecco il paesino e la sua fermata del bus che riporta a Chora.

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Di fronte alla fermata c’è una taverna che non abbiamo avuto modo e tempo di provare ma che, a detta di tutti, è eccellente. Mi pare si chiami Irini (nome della proprietaria). Già da fuori ci aveva attratti tantissimo per la sua semplicità. Ma dentro pare sia una chicca greca, stile emporio con cucina. non voglio pensare a cosa mi sono persa….

Quando si riprende il bus per il rientro, la felicità per la giornata trascorsa è questa:

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A Livadaki siamo tornati anche quando il nostro traghetto per Milos è stato soppresso causa Meltemi e siamo dovuti (con somma gioia) rimanere una notte in più a Folegandros

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L’agenzia Sottovento che ho citato è di una coppia di italiani che vive per metà anno  a Folegandros  e per l’altra in Italia, mi pare a Torino. Prima di partire non la conoscevamo, quindi non ci siamo appoggiati a loro. Però li consiglio per qualsiasi informazione, a partire dalla sistemazione sull’isola, dove hanno diversi alloggi, tutti bellissimi. Noi siamo stati al loro caffè (caffè dei viaggiatori) un paio di volte e con loro abbiamo parlato della passeggiata di Livadaki (per questo so che le casette sono diventate di loro proprietà).

A Folegandros abbiamo visto solo cose belle, conosciuto gente cordiale e simpatica, mangiato divinamente. E’ un’isola speciale, piccolissima e ricca di bellezza.

Vederla una volta non basta.

Buon viaggio

(ph. Elena Ivaldi e Marco Manzini)