PAXOS: PREMESSA ALL’ARTICOLO

Prima di addentrarmi  nell’articolo sull’isola di Paxos, sono necessarie alcune premesse per il lettore perché Paxi è un discorso a parte. 

Paxos l’ho scoperta nel luglio 2007 , grazie ad un articolo su Itinerari e luoghi

ITINERARI2

Le foto dell’articolo, nella loro semplicità (che è la semplicità di Paxos), mi avevano colpita moltissimo. Così come il fatto che fosse un’isola verdissima, dal mare maldiviano e piccolissima (8/10 km di lunghezza per max 2 km di larghezza e solo in certi punti). Dopo aver letto l’articolo, avevo praticamente scelto la meta per l’estate successiva: agosto 2008.

Bisogna dire che non sempre la scelta di un’isola avviene grazie ad articoli che ne parlano, sebbene sia stato così anche per Folegandros (per dirne una). E’ stato un caso.

Quest’anno, per esempio, la scelta è stata molto più oculata: dovendo partire con altri amici che avevano richieste particolari, dovevo cercare un’isola con determinate caratteristiche (completamente in linea col gusto mio e di mio marito, ovviamente). Ero giunta ad una rosa di 3 isole che corrispondevano ai “criteri” ed erano

ALONISSOS  –  ANDROS  –  THASSOS

Quella che ho scelto, la scoprirete al nostro ritorno. Comunque è stato bellissimo fare ricerche. Documentarmi, tra internet, riviste (la mia mania per la Grecia ha fato sì che conservi riviste che ne parlano da 7 anni a questa parte) e consigli di chi ci è già stato, è stato molto appassionante.

L’articolo su Paxos sarà diviso in 2 parti, se riesco a farle bastare. Un articolo solo diventerebbe immensamente lungo, magari noioso e ci metterei una vita a pubblicarlo. Dividendola in più parti, spero di farvela amare quanto la amiamo noi.

Proverò a dividerlo per anni di vacanza, a partire dalla prima, nel 2008, con tutto quello che abbiamo visto quell’estate e poi le altre 2 vacanze che vi abbiamo fatto, con le nuove scoperte e le cose riviste una seconda volta, per capire se sono cambiate ed eventualmente come.

Di Paxos avremo 2000 foto, quindi mi auguro di trovare per il blog quelle che più la rappresentano, senza intasare la galleria!

Il valore che ha per noi Paxos si intuisce dal fatto che ci vogliano più articoli per una delle isole più piccole della Grecia.

Senza contare che sicuramente ci torneremo!!

(ph. Elena Ivaldi)

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FOLEGANDROS

Folegandros la scelsi perché, sfogliando per mesi riviste sulle isole greche, incappai in questa foto:

pagina grecia(ph. S. Brambilla per SpecialeQuiTouring)

Quel muretto con la vista mozzafiato mi aveva stregata.  L’articolo ovviamente descriveva tutti i pregi dell’isola ma a me interessavano solo quel muretto, quel mare e quel cielo. Tutto in quello scatto.

E prenotai.

La prima parola che mi viene in mente pensando a Folegandros è CHIC.

E’ chiccosissima. Oltre ai suoi colori, tipici delle cicladi ed usati in maniera divina, ci sono strade, angoli, locali, negozi che sono piccole perle. Non so nemmeno da dove iniziare a parlarne.

Il traghetto arriva al porticciolo di Karavostasi, che sembra un porto dei playmobil. Anzi, più che un porto, è una piazzetta su cui, all’arrivo del traghetto, sostano i proprietari di case e hotel per farsi riconoscere dai turisti. Noi da lì abbiamo preso un normale taxi per arrivare al nostro hotel (Folegandros apartments) che era proprio a Chora, il capoluogo.

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Un complesso di appartamenti e stanze con piscina (mai usata), proprio l’ultima costruzione del paese, alla cui fine inizia la strada che porta alla splendida Panagia che domina l’isola.

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Alla Panagia si arriva solo a piedi, percorrendo un sentiero ordinato e pulito, in salita, che, una curva dopo l’atra, giunge alla piazzola antistante la chiesa . Ti giri e vedi tutta Folegandros da una prospettiva incredibile. Consiglio di salire all’inizio del tramonto e vederlo da lassù.

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figura

Unico.

Noi siamo arrivati  a Folegandros il 6 agosto nel pomeriggio, ignari di cosa stesse per iniziare. La Chora era vivace ma nulla lasciava presagire la festa che si sarebbe tenuta la sera, fino al mattino dopo. Per tutta la notte hanno festeggiato con canti e balli il Christos on August, una delle loro feste religiose. Nulla rende di più l’atmosfera greca di gioia e folklore (non oso pensare al ferragosto). Ci siamo addormentati col sirtaki in sottofondo e per tutta la notte ho sognato solo balli greci e ouzo a fiumi.

Il mattino dopo, verso le 11 (chiamiamolo ancora mattino) ci siamo svegliati e siamo usciti per fare colazione in piazza. Sembrava che si fossero alzati tutti a quell’ora. Quell’isola ci piaceva da pazzi!!! E tutti facevano colazione a mezzogiorno!! Un idillio. Chiedendo, ci hanno poi spiegato della festa e del giorno di riposo nel giorno seguente e il perché di quegli orari. La prima colazione l’abbiamo fatta alla taverna che ha poi segnato il nostro soggiorno: Nicolas Michailidis. Quella mattina né il proprietario, né il cameriere ci hanno degnati di un saluto, figuriamoci una cortesia! Abbiamo fatto un’ottima colazione e poi ce ne siamo andati, un po’ amareggiati dall’accoglienza. Il giorno dopo, nella stessa taverna (è impossibile sia non vederla che non fermarsi almeno una volta), ci siamo bevuti un bicchierino dopo cena. Il cameriere ci ha salutati. Il proprietario ha fatto un cenno. Il giorno successivo, passando al mattino, il cameriere si è sporto col braccio (!!) per salutarci e il proprietario ci ha salutati a voce alta!! Alla sera, eravamo seduti alla taverna e sembravamo clienti abituali. Greci. Loro amici.

Questa taverna e chi la gestisce sono da cartolina.

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A Nicolas o stai simpatico e si prodiga in magnificenze (e contagia i suoi camerieri), o gli stai antipatico e il saluto-non-saluto del primo giorno probabilmente te lo porti fino all’ultimo giorno di vacanza!!! A noi è andata bene e la simpatia era reciproca. Ci siamo stati tutte le sere, dopo cena. Hanno anche i giochi da tavola per passare le serate e non è inusuale trovarsi a chiacchierare con gli avventori del tavolo a fianco (spesso greci).

Chora, paese in cui si trova anche la taverna, è il capoluogo dell’isola ed è un gioiello con, al suo interno, un ulteriore gioiello: il Kastro.

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Il Kastro è praticamente la cittadella medievale. Il piccolo paese nel paese costruito per difendere gli abitanti dalle invasioni. E’ come un paese circondato dalle mura ,ma le mura, in questo caso, sono anche i muri delle case (abitate) del centro. Non bisogna perderselo.

Chora stessa è un vero bijoux. Stradine di ciottoli ordinati su cui affacciano case, taverne, negozi, in un districarsi di vie in cui pare di potersi perdere ma che ti riportano immancabilmente alla piazzetta principale.

Una delle più belle Chora viste fino ad oggi, in Grecia. Forse la più bella.

I posti per mangiare sono infiniti. Ogni taverna è particolare e molto curata. Rimangono taverne tipiche ma con qualcosa in più: un gusto per il bello, un dettaglio elegante che fa la differenza. C’è qualcosa che Folegandros ha in più delle altre isole e credo di poterlo definire, molto semplicemente, STILE.

A cena abbiamo provato queste taverne: PIATSA (in piazzetta, tavolini azzurri), POUNDA (prima della piazzetta. Ottimo anche a colazione e, per cena, nel nascosto, favoloso giardino sul retro, vedi foto),

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O KRITIKOS,  superata la piazzetta principale, girare a sinistra (carne alla griglia strepitosa) e  CHIC, in piazza. E poi la taverna sul mare TAVERNA AGKALI, sulla omonima spiaggia, da non perdere !!!

LE SPIAGGE (quelle in cui siamo stati. Ma ce ne sono parecchie altre.)

Katergo:  vi si arriva via mare con una barca che parte dal porticciolo di Karavostasi. Un breve tragitto porta a questa baia di acque cristalline ma senza zone d’ombra (portatevi riserve d’acqua). La spiaggia è di ciottoli piatti e non è mai affollata. L’acqua è trasparente e freddina. C’è un sentiero per arrivarci a piedi ma non è molto segnalato e sinceramente io ho intravisto il primo pezzo ma non capivo dove proseguisse. Con una buona cartina, non ci saranno problemi.

Angali :  

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Si arriva coi mezzi. Colgo l’occasione per un inciso: noi a Folegandros non abbiamo affittato lo scooter, su suggerimento dei proprietari dell’hotel, poiché il servizio bus è attivissimo

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e soprattutto perché quei bus sono adorabili.

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 Oltre ad essere, seppur solo 2, sempre puntualissimi. Fanno servizio da e per le spiagge maggiori, senza contare che è un’isola meravigliosa da percorre A PIEDI, quindi, se posso consigliare anche io, non affittate mezzi di trasporto!

Dicevo della spiaggia: il bus parte da Chora e la raggiunge in 15 minuti circa. La spiaggia è di sabbia. Alle sue spalle qualche casetta e alla sua destra (guardando il mare), una fantastica taverna (già citata). Una bella spiaggetta, non attrezzata e non troppo affollata. Una tappa da fare. Da questa spiaggia, poi, parte il sentiero (in foto, cappelle votive)

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per un’altra insenatura pazzesca, la spiaggia di

Agios Nikolaos:  

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 un po’ più defilata, qualche alberello a fare ombra, qualche nudista (essendo defilata) e una taverna che noi non abbiamo provato ma che promette meraviglie, gestita da 2 fratelli che mi pare parlino anche italiano. La spiaggia qui è di ciottoli piatti e l’acqua è favolosa. A dominare la spiaggia, questa chiesetta

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Livadaki  : meriterebbe un articolo intero. Cercherò di limitare parole ed entusiasmo. Sforzandomi.

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Si raggiunge in barca o a piedi. Non conoscendo il sentiero, ci siamo arrivati la prima volta in barca. Colpisce subito il colore dell’acqua che va dal verde al blu in poche decine di metri e le sfumature al centro  sono quasi fosforescenti. Sembra una piscina da tanto è piatto, pulito e azzurro il mare. La spiaggia non si è mai affollata durante il giorno ma noi abbiamo preferito salire sugli scogli che la circondano, anche per poter fare qualche tuffo in quel blu.

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Per il ritorno abbiamo scelto di avventurarci per il sentiero. Parte alle spalle della spiaggia, non è segnalato ma si trova facilmente. E vale la pena di farsela a piedi!! Il panorama salendo (è tutto in salita e, dalla spiaggia, raggiunge il centro abitato di Ano Meria) è favoloso. Campi terrazzati davanti e scogliere a picco dietro. Non esagero. Il percorso è brullo, noi avevamo scarpe da ginnastica ma abbiamo incrociato un paio di inglesi (il percorso è deserto generalmente) con infradito (che eviterei).

Il mare rimane alle spalle. Davanti, queste distese rossicce, fino a un piccolo agglomerato di casette bellissime in pietra, ora proprietà dell’agenzia Sottovento che le ha acquisite l’anno successivo alla nostra vacanza (del 2009). Sono incredibili. Per chi ama la solitudine e il panorama a perdita d’occhio, sono il top. Purtroppo ci vuole un mezzo di trasporto poiché sono veramente in mezzo al nulla, ma veramente uniche.

sottovento

Sempre lungo il sentiero si incontra una chiesa, in mezzo al “deserto”, un fascino pazzesco e un vento che tira piuttosto forte.

IMG_3085      church a livadaki  IMG_3080

Arrivati ad Ano Meria, ecco il paesino e la sua fermata del bus che riporta a Chora.

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Di fronte alla fermata c’è una taverna che non abbiamo avuto modo e tempo di provare ma che, a detta di tutti, è eccellente. Mi pare si chiami Irini (nome della proprietaria). Già da fuori ci aveva attratti tantissimo per la sua semplicità. Ma dentro pare sia una chicca greca, stile emporio con cucina. non voglio pensare a cosa mi sono persa….

Quando si riprende il bus per il rientro, la felicità per la giornata trascorsa è questa:

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A Livadaki siamo tornati anche quando il nostro traghetto per Milos è stato soppresso causa Meltemi e siamo dovuti (con somma gioia) rimanere una notte in più a Folegandros

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L’agenzia Sottovento che ho citato è di una coppia di italiani che vive per metà anno  a Folegandros  e per l’altra in Italia, mi pare a Torino. Prima di partire non la conoscevamo, quindi non ci siamo appoggiati a loro. Però li consiglio per qualsiasi informazione, a partire dalla sistemazione sull’isola, dove hanno diversi alloggi, tutti bellissimi. Noi siamo stati al loro caffè (caffè dei viaggiatori) un paio di volte e con loro abbiamo parlato della passeggiata di Livadaki (per questo so che le casette sono diventate di loro proprietà).

A Folegandros abbiamo visto solo cose belle, conosciuto gente cordiale e simpatica, mangiato divinamente. E’ un’isola speciale, piccolissima e ricca di bellezza.

Vederla una volta non basta.

Buon viaggio

(ph. Elena Ivaldi e Marco Manzini)

SANTORINI

Santorini merita tutta la fama e la gloria di cui gode. Rappresenta l’eccezione alla mia predilezione per le isole poco turistiche e quindi meno conosciute e meno affollate. E’ forse la più conosciuta isola greca e probabilmente è la più affascinante. Noi ci abbiamo fatto tappa per 4 giorni come passaggio tra altre 2 isole e in 4 giorni posso assicurare che vedi moltissimo. Avevamo prenotato un hotel (Cosmopolitan Suite)a Fira, centro nevralgico dell’isola. Una volta arrivati, ci avevano fatto l’upgrade ad un altro hotel della loro catena, dopo aver saputo che eravamo in viaggio di nozze. Sinceramente non sapevamo se spostarci perché a noi l’hotel piaceva molto, eccolo:

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Ma, dopo la gentile insistenza della receptionist a farci visitare l’altro hotel, ci siamo convinti a vederlo. La mia reticenza era dovuta al fatto che avessimo scelto Fira per essere comodi coi mezzi e anche per avere i servizi a portata di mano (taverne, etc), mentre il secondo hotel era a Imerovigli, piccolissimo centro sulla strada verso Oia. Ma in più, visto il disagio (???) dello spostamento, avremmo avuto la macchina gratuita per i 4 giorni (!!). Già così avremmo accettato. Dopo esser stati all’hotel, non abbiamo più avuto dubbi:

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(SAN ANTONIO SUITE, Imerovigli)

 

Una volta qui non ci saremmo più mossi. Il paradiso probabilmente ha queste sembianze. So bene che avremmo potuto vedere molto di più dell’isola, ma abbiamo scelto l’opzione total relax, decidendo di muoverci solo dopo le 17 ogni giorno tranne uno, in cui, al mattino, abbiamo fatto la gita alla caldera di Nea Kameni. 

La caldera. La gita prevede che si salpi da Fira con un bellissimo veliero in legno

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e con un breve tragitto si raggiunge l’isoletta vulcanica. Bisogna prevedere scarpe comode per la “passeggiata” sul vulcano ed eventualmente un cappello perché il sole lassù non perdona e zone d’ombra non ce ne sono.

 

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Di sicuro è molto scenografico e, dall’alto, la vista dell’isola di Santorini è bellissima. Dopo aver visitato il vulcano, il veliero riparte per la zona delle acque termali: si ferma a circa 100 mt di distanza e chi le vuole provare, si deve tuffare e nuotare fino alla zona di acqua calda. E’ piacevole e lo consiglio, per assaporare la gita. Il giro più lungo prevede anche una tappa all’isola dei pescatori con pranzo, ma noi abbiamo optato per il giro breve che tornava a Fira per il pranzo. A Fira abbiamo approfittato per fare la salita dal porto al centro sul dorso degli asinelli che fanno un’immensa tenerezza. Una volta sul loro dorso, ero già pentita di vederlo faticare. Marco ha scelto invece di salire a piedi.

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Santorini è l’unica isola di cui non ho visitato le spiagge. Ce ne sono di particolari, come la red beach, ma non sono pentita della scelta. Abbiamo vissuto molto l’isola pur non facendo il bagno nel suo mare. Colpa della piscina che ci aspettava in hotel….

pool

Ammoudì: il secondo giorno, verso sera, siamo andati ad Oia e scesi al porticciolo di Ammoudì che si raggiunge tramite una lunga e panoramica scalinata.

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La nostra fortuna è stata scendere intorno all’ora del tramonto perché il tramonto di Santorini visto da lì ha un sapore unico!! Il mare ogni minuto cambia colore come fosse comandato e passa dall’azzurro all’arancio attraverso un tripudio di sfumature rosa e fuxia. E’ puro spettacolo. Tant’è che, seppur ancora in copricosume, da una birra siamo passati alla cena, per goderci i colori e la serata fino alla fine. Al porto ci sono diverse taverne. Noi ne abbiamo provate 2, entrambe ottime. In entrambe abbiamo mangiato pesce freschissimo e a prezzi davvero modici, per essere a Santorini. La prima taverna provata, è l’ultima della baia, se non ricordo male, e si chiama Dimitri’s. Se prendi il pesce, te lo portano da vedere a tavola prima di cucinarlo e sono gentilissimi. Sembra che ad Ammoudì il tempo si sia fermato a quando ancora la massa di turisti non aveva scoperto quest’isola. Sono autentici, onesti e tranquilli.

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La seconda taverna, provata due giorni dopo, è la Taverna Katina, di cui non ho foto ma che consiglio senza riserve.

Oia:

 

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è il paese più pittoresco e romantico dell’isola. E’ la CARTOLINA che rappresenta le cicladi. Vicoli di ciottoli circondati ca case bianche con gattini appollaiati sulle sedie dei portici e chiesette con le cupole turchesi. E’ anche il paesino più chic e costoso dell’isola, sia per quanto riguarda i ristoranti (meno Taverna e più Ristorante), sia per i negozi, bellissimi. Nei vicoli, anche nascosti, ci sono negozi e gioiellerie di design, gallerie d’arte e oggettistica ricercata. Ogni angolo sarebbe da fotografare, se non fosse che, in quasi ogni angolo, c’è qualcuno che fotografa!

 

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Trovi meno gente solo addentrandoti nelle viuzze, ma il paese è piccolo e il bello è comunque davanti, con la vista del mare infinito e della caldera. Abbiamo cenato da Petros, la prima sera, più attratti dalla terrazza panoramica che dal menu. Infatti non è stata una cena speciale. Buona, ma non mi sento di consigliarlo con menzioni particolari. Prezzo nella media dei ristoranti del paese (escluso Ammoudì).

Una sera, andando in macchina ad Oia, abbiamo notato una taverna isolata che ci ispirava particolarmente e, la sera dopo, siamo andati a scoprirla. E’ stata la scoperta più divertente dell’isola e si chiama SANTORINI MOU, a Finikia.

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Una volta seduti, abbiamo notato che il proprietario allietava i clienti ai tavoli, suonando e cantando per e con loro. La cosa ci preoccupava perché la cena a noi piace libera da intrusioni, chiacchierando e assaporando. Eravamo quasi pentiti, quando poi abbiamo capito che l’esperienza e la sensibilità del fantastico proprietario (Michali), gli facevano intuire chi volesse essere intrattenuto e chi no. Erano perlopiù clienti stranieri ai quali, abbiamo notato viaggiando, piace molto questo tipo di folklore….Abbiamo cenato benissimo, con specialità greche e specialità della casa (una moussaka eccezionale) e senza essere disturbati, ma allietati dall’allegria generale. Finché, al momento del caffè, abbiamo forse comunicato telepaticamente con Michali che si è avvicinato al nostro tavolo (la taverna era ormai quasi deserta)e lo abbiamo fatto accomodare molto volentieri.

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Dopo qualche piacevole chiacchiera, ha suonato anche per noi  e poi per i suoi camerieri che avevano finito il turno, restando seduto con noi fino a fine serata. Una volta a casa, gli abbiamo spedito anche la nostra foto con lui, per aggiornare la fornitissima galleria di foto, di lui coi suoi clienti, appesa ai muri. Da provare!!

Fira:

 

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è il capoluogo ed è il paese  a cui approda chi arriva a Santorini con il traghetto. Sicuramente scenografico, ha una funicolare che accompagna al centro del paese chiunque non scelga di salirvi a piedi o con gli asinelli. Il centro è il più turistico dell’isola, gremito di ristoranti, bar, taverne e locali per la serata, negozi di ogni tipo e souvenirs ad ogni angolo. Piuttosto caotico ma noi lo abbiamo visto nei primi giorni di agosto, quindi era prevedibile. Ci sono diversi hotel, come quello che avevamo scelto noi, che, pur essendo in centro, sono sistemati in modo tale da non essere disturbati dal caos delle strade e che, anzi, godono di pace assoluta.

Santorini effettivamente è considerata più una meta da week end che da vacanza vera e propria. Ma il mio consiglio è, se possibile, di non stare meno di 3 o 4 notti, per poter godere in tranquillità di tutte le sue meraviglie, che non sono poche….

BUON VIAGGIO!!

(ph. Elena Ivaldi, Marco Manzini)

MILOS

L’arrivo a Milos è stato traumatico . Premetto che arrivavamo da Folegandros, una perla delle cicladi (di cui parlerò dettagliatamente in un apposito post) che mi aveva estremamente affascinata.

Il traghetto attracca al porto e dal traghetto  già si vede una immensa CALCA di gente agitata: forse mi sono addormentata, siamo a Napoli ed è ferragosto ?!? Aprono per scendere dal traghetto e tutta quella gente si ammassa per cercare le persone che stanno aspettando, o per salire, a loro volta, sul nostro traghetto, che prosegue per un’altra isola. Un caos che disorienta. Un caos ben lontano da quello, inesistente, dei porticcioli cui sono abituata.

(Scatta il mantra: “Respira. Le cose che hai letto di Milos promettono meraviglie”)

I responsabili dell’albergo che avevamo prenotato avrebbero dovuto essere lì a prenderci per portarci a destinazione. Dopo che tutta la calca è sparita, rimaniamo noi 2, le nostre valigie, un caldo afoso assurdo (??) e un porto vuoto. Desolante. Guardo il traghetto che viaggia verso un’altra isola e ….. vorrei esserci sopra!!

Dopo aver chiamato l’albergo e aver sentito le loro scuse per il ritardo, aspettiamo il padre del proprietario che, a quanto pare, sta venendo a recuperarci. Arriva un vecchietto con un motorino, poco più di una vespa. Non può essere lui, noi siamo in 2….e abbiamo le valigie…. Impensabile.

Infatti : è lui. Lo guardiamo come fosse un marziano e ANCHE LUI guarda NOI allo stesso modo (adesso a ripensarci rido un sacco). “Ehm abbiamo le valigie…e…siamo in tutto in 3”. Lui, serafico come solo i vecchietti greci  , dice “ok” e riparte. Giuro.

Dopo 5 minuti arriva con la macchina. E la macchina ha il baule.  Ci porta all’hotel (Thalassitra Hotel). Il porto è ad ADAMAS e anche il nostro albergo, ma in posizione defilata. Il posto promette bene ma non sono ancora dell’umore per apprezzarlo. La camera semplice ma grande e confortevole, con terrazzino, tavolino e sedie, il posto immerso nel silenzio se pur a 2 passi dal centro.

hotel
hotel

Affittare uno scooter a Milos sembra un’impresa titanica. Tutti ci dicono che dobbiamo affittarne 2 (DUE???) perché su uno solo non va bene con la cilindrata che possiamo guidare….Riportatemi a Folegandros!!!!

Arriviamo con il bus ad un “Rent a car” dove, finalmente, ci affittano uno scooter piccolo per due. Lo prendiamo e ci dirigiamo verso Plaka, il piccolo capoluogo. Le taverne sono gremite e per dirci che non ci sono posti per mangiare, qualcuno ci risponde anche male . Sono scioccata. ( A posteriori posso constatare e confermare che se parti con l’indisposizione, la ottieni in cambio. Se inizi a vedere nero, come me a partire dal porto, ci vorrà un po’ per tornare a vedere bianco. E soprattutto, per avere le idee chiare, devi essere riposato e liberare la testa). Dopo aver trovato un posticino tanto atteso, ceniamo e poi subito a nanna.

Il mattino dopo, iniziamo ad esplorare Milos con lo scooter, direzione Firiplaka. A metà strada il nostro sguardo cade su un’immagine che è pura poesia.

Albero
Albero

Premesso che le mie sensazioni negative erano le stesse di Marco, in quel momento ci siamo guardati e ci siamo detti “Non deve essere poi tanto male quest’isola”. La nostra Milos è iniziata qui.

Le spiagge:

Firiplaka è stata la prima in cui siamo stati. E’ attrezzata ma ci sono anche angolini di spiaggia libera con bellissimi scorci. Il mare è limpido, verdeazzurro, cristallino. C’è un bar sulla spiaggia con ragazzi gentilissimi dove ci hanno anche regalato un bellissimo posacenere  Mythos  .

Firiplaka
Firiplaka

Sarakiniko o il paesaggio lunare . Non è una vera e propria spiaggia, è più una baia. Ma più di tutto, è unica. Sembra di camminare sulla luna. Sono rocce di pietra pomice che creano un paesaggio incredibilmente pittoresco e si stagliano contro il cielo. La luce si riflette su queste rocce e crea un’atmosfera davvero incredibile. Fa molto caldo ma il venticello arriva anche lì, tanto che quel giorno il mare era leggermente agitato e si infrangevano le onde sulla roccia creando uno scenario da fotografia .

Pioggia
Pioggia

In effetti una piccola insenatura sabbiosa c’è ma è piccina, anche se la sabbia è bellissima e fine.

insenatura
insenatura

In quanto piccola, spesso affollata. Sarakiniko non è una meta per passarci la giornata a prendere il sole e fare bagni ma è una meta CHE NON VA ASSOLUTAMENTE PERSA.

Firopotamos dei sogni: di questo posto non avevo letto nulla. E ci siamo arrivati per caso, seguendo la freccia che lo indicava mentre gironzolavamo in scooter per i paesini dell’isola. E menomale. Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, quando le sdraio erano ormai chiuse  e il paesaggio deserto, se non per gli abitanti locali. La spiaggia è piccina e piuttosto ventosa ma quello che merita è proprio il pese e  la sua atmosfera. E’ tutto ridimensionato e immerso nel silenzio. Sembra un film. Casette sulla spiaggia con le rimesse a filo d’acqua, un tripudio di bianco e d’azzurro.

Firopotamos house
Firopotamos house

 

Mandrakia : in effetti non è una spiaggia ma la inserisco qui perché se sei a Firopotamos non puoi non proseguire per Mandrakia. Potrebbe essere in Australia. Sembra fuori dal mondo. E’ il paese in cui alloggerei se tornassi a Milos. Abbiamo incontrato solo un cagnolino che non si è mai mosso da dove era sdraiato.

Mandrakia
Mandrakia

La cosa simpatica è l’insenatura con le rimesse per le barche, tutte colorate.

rimesse a Mandrakia
rimesse a Mandrakia

Una sensazione di pace e di sicurezza assolute. Altra meta trovata per caso. Altra perla.

Papafragas: questa spiaggia mi incuriosiva ed è particolare ma non ci siamo fermati per più di mezz’oretta. E’ un’insenatura di rocce al cui centro una lingua di acqua sulfurea invita (gli altri) a fare un bagno. Noi abbiamo preferito proseguire per Pollonia quel giorno.

Papafragas
Papafragas

Pollonia: oltre ad essere un carinissimo paesino con taverne che affacciano sul mare, Pollonia è una nota località balneare attrezzata ed economicissima . Ma prima di arrivarci, si trovano delle zone di spiaggia libera pazzesche in cui non riesci a non fermarti. Una poi, a ridosso di un desalinizzatore ( peccato per il panorama), di un’acqua turchese e trasparente come poche. Chiudi l’occhio sinistro (!) e ti sdrai in spiaggia. A destra sabbia, rocce e verde. A sinistra, vabbè…

il desalinizzatore
A sinistra.

Agia Kyriaki : spiaggia grande, per chi lo vuole attrezzata, di sabbia fine, un bel mare e una buonissima taverna affacciata sulla spiaggia, tavolini azzurri e un bel venticello.

I paesini di Milos corrispondono più o meno alle spiagge anche perché parte dell’isola è veramente tutta natura. Comunque, sicuramente da non perdere è Klima!

Klima è un paesino di pescatori in cui siamo stati perché, arrivando con il traghetto, lo si nota in lontananza. Ecco la foto della vista dalla nave che era stata una folgorazione.

Klima visto dal traghetto
Klima visto dal traghetto

 

Da vicino è anche meglio. Sembra un presepe colorato e l’atmosfera è da fiaba. Si sente solo il mare che si staglia contro la banchina e qualche voce delle signore che lavorano in casa: bellissimo.

Vicino a Klima, si trova l’area archeologica (Trypitì) in cui fu trovata la nota Venere (di Milos, appunto), ora al Louvre. Non si vede più molto, c’è l’antico teatro e un’area arida ma si respira la storia.

trypitì
trypitì

Io mi sono emozionata, da appassionata di arte, sebbene, in realtà, i resti non siano di gran rilievo. Ma secondo me, se sei a Milos, ci devi andare.

Parlando di Trypiti, apro una parentesi buonissima   ! Qui ci sono 2 taverne che io definirei le migliori dell’isola, ma in 5 giorni non le abbiamo certo provate tutte, quindi non oso azzardare, però devo straconsigliarle!

Una è la famosa taverna ERGINA, citata in ogni guida, in ogni giornale in cui si parli del cibo dell’isola. Una sera, senza prenotare, siamo passati ma, essendo agosto, era ovviamente tutto pieno ( e non erano nemmeno stati tropo gentili nel comunicarlo…) e abbiamo prenotato per la sera dopo (la mia curiosità voleva vincere), cenando così, quella sera stessa, in un posto a 3 passi da Ergina, sulla stessa via: TA GLARONISIA .Pura gioia per il palato. Una taverna veramente tipica, greca, casalinga, gestita da proprietari gentilissimi come pure lo staff. Il cibo OTTIMO  e genuino: carne alla griglia pazzesca in porzioni abbondanti e il prezzo finale sbalorditivo!! La sera dopo, siamo poi stati da Ergina, appunto, e se devo essere sincera, merita i complimenti e dei viaggiatori ma, a parte la terrazza, non ha NULLA da invidiare al Glaronisia. Nulla. Anzi! E ovviamente, vista la fama, anche il prezzo sale. Se tornassi a Milos, tornere al Glaronisa piuttosto che da Ergina, ecco tutto.

Ultima nota riservata a Plaka. Noi ci siamo stati in Agosto ma non fino al ferragosto isolano. A Plaka, il 13 stavano preparando la festa: le anziane donne greche preparavano festoni, stazioni per il cibo e tanto altro in un ‘atmosfera che a noi già sapeva di festa e che rende il popolo greco un popolo speciale, gioioso, cordiale ed estremamente allegorico. La grossa festa a ferragosto, da non perdere, è a Zefyria, un paesino non lontano dalla spiaggia di Agia Kyriaki. Un altro posto da vedere, quasi nascosto, isolato, defilato e unico nel suo genere.

Milos è così: è particolare e varia. I paesini sono piuttosto distanti uno dall’altro e sono tutti molto diversi tra loro. Le strade per raggiungerli hanno scorci pazzeschi, scenari molto differenti, a volte rocciosi, a volte verdi, a volte a perdita d’occhio. E’ un’isola decisamente scenografica, a prova di obiettivo. Malgrado l’impressione negativa iniziale, durata poco, è un posto di cui ci siamo infatuati e in cui tornerei. Ed è pensando di dover descrivere proprio MILOS, che ho deciso di aprire questo blog.

BUON VIAGGIO

(Ph. Elena Ivaldi, Marco Manzini)

Hello world!

Buongiorno a tutti! Con questo blog (sempre che riesca a farlo funzionare… ) vorrei aiutare, nella scelta, chiunque stia pensando  di iniziare a visitare le isole greche o di scoprirne di nuove. E soprattutto, siccome i ricordi delle isole sono MOLTO BEN IMPRESSI nella mia mente ma non sono mai stati scritti, li scrivo qui, per non dimenticare .

Breve premessa (dove spero di riuscire ad essere breve)

Sono stata incuriosita dalla Grecia sin da piccola, quando mio nonno, partigiano, mi parlava delle meraviglie dell’isola di Rodi. E diciamocelo: se aveva trovato meravigliosa un’isola con la guerra, combattendoci, mangiando limoni marci,  doveva essere PROPRIO MAGICA!!

E così è stata la prima isola che ho visitato, nel lontano 1998, giovanissima, e magari in un post ne scriverò .

Poi c’è stato MEDITERRANEO, film cult di Gabriele Salvatores, che avrò visto 20 volte e le sensazioni sono sempre le stesse. Girato a Kastelorizo, che rimane un cerchietto su “isole da vedere assolutamente”.

Quindi si trattava (solo) di racconti, film, musiche , foto qua e là…..ma nel mio cuore sapevo !! Sapevo che l’avrei trovata irresistibile !!!

Finché, mooooolto più tardi (2008), ho iniziato a visitarla sul serio, scoprendo le isole con il mio AlloraFidanzatoOraMarito Marco.

Sul blog troverete la descrizione delle (per ora) poche ( sono un’infinità) isole greche che abbiamo visitato, con consigli, suggerimenti, foto….con i quali spero di esservi d’aiuto nella scelta!!

Trasmettere passione per la Grecia E’ UN VERO PIACERE!!

Elena