PAXOS (Part I )

In questa prima parte di racconto, faremo un breve giro dell’isola, cosa che abbiamo realmente fatto, visti i pochi giorni a disposizione. Pur essendo così pochi, sono stati comunque ricchissimi e concentrati. E ci hanno fortemente spinti a ri-prenotare per l’anno successivo.  E continueremo a viaggiare in Grecia perché questa assurda crisi nera di un popolo così gioioso, accogliente e generoso, vedrà presto la fine. Così deve essere.

Paxos è il nostro “primo amore greco”. L’isola che ci porteremo sempre nel cuore e in cui non ci stuferemo mai di tornare (per ora, siamo solo a quota 3). La prima volta siamo pariti in nave da Bari. Volevo vedere anche la città ed è stata un’occasione. Il traghetto impiega circa 8 ore per arrivare a Corfù, da cui si prende poi una sorta di catamarano

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(Flying Dolphin e Flying Ilida sono i loro nomi) che in 50 minuti approda a Gaios, capoluogo di Paxi. L’atmosfera di serenità paxiota, la si respira già sul catamarano che trasmette musica greca. A sentir parlare i passeggeri, molti stavano andando a Paxos per l’ennesima volta e, all’arrivo, tantissimi erano attesi da amici o gente del posto che già conoscevano. Cosa che poi è successa anche a noi 2 anni dopo… Il porticciolo/baia in cui si arriva è in posizione defilata rispetto al paese. Alcuni taxi sono a disposizione per portare gli ospiti agli appartamenti (sull’isola c’era un solo hotel, molto piccolo e molto bello, a Gaios. Ora forse sono 3). Noi avevamo prenotato un appartamento su internet e, assolutamente a caso, lo avevo scelto nel borgo di Lakka: UNA FORTUNA. L’appartamento si chiama Lina Studio e fa parte del complesso Whitehouse apts.

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I proprietari sono gentilissimi e pronti per qualsiasi evenienza. Il mattino della nostra partenza l’anziano della famiglia si era alzato alle 6 solo per salutarci e vederci partire !!Lo studio è in posizione sopraelevata rispetto al paese e gode di una bellissima vista. So che recentemente è anche stato ristrutturato. A 2 passi ci sono 2 bellissime spiagge e il centro del paese con tutti i servizi. (Apro una breve parentesi per farvi capire quanto poco ci voglia per amare quest’isola. La sera del terzo giorno abbiamo avuto un incidente in motorino. Uno stupidissimo incidente con conseguenze non altrettanto stupide. Significa che il quarto giorno lo abbiamo passato in casa per ko tecnico mio e il quinto ed ULTIMO giorno siamo usciti, ma senza avventurarci troppo. Questo per dire che in 3 giorni, i primi 3, avevamo già visto un sacco di posti incredibili e avuto a che fare con persone speciali. La tappa successiva era Corfù, ma dopo 2 giorni dall’arrivo sull’isola, abbiamo ripreso il Flying dolphin per tornare proprio alla clinica di Paxos per togliere i punti di sutura causati dall’incidente. E quella giornata inaspettata a Paxos ce la ricorderemo per sempre!! Così come il nostro carissimo dottor Kostas -eccellente medico dell’isola- e le care persone che ci hanno soccorsi con cui siamo ancora in contatto). Lakka  

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è un paesino da telefilm americano. A me ricorda molto Cabote Cove, la fantomatica cittadina in cui vive Jessica Fletcher.

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E’ un paesino di pescatori,  gremito di ottime taverne (LA PRIMA CENA: quando NON conosci le quantità greche!!) e bellissimi e funzionali appartamenti e ville per turisti. Regna la pace, anche la sera, quando Lakka si anima nelle viuzze tra taverne, caffè e localini. Nulla a che vedere con la movida e, per questo, MAGICA.

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Fino a pochi anni fa c’era anche la gelateria migliore del mondo (!!!), proprietà di Matilde, italiana trapiantata a Paxos: solo 5/6 gusti, rigorosamente naturali, buoni buonissimi, la coda fuori e un sorriso perenne dentro. Ci hanno detto che si è solo spostata da Lakka, ma dovremo andare per scoprire DOVE. Era un must. Quell’anno abbiamo praticamente sempre cenato a Lakka, c’è l’imbarazzo della scelta e in ogni taverna vorresti tornare ancora! Per chi arriva alla sera dagli altri (DUE) paesini, c’è un comodo parcheggio alle porte del paese. In paese si circola solo a piedi o al massimo in bici. Le spiagge di Lakka sono bellissime: 2 sono in centro paese (Harami e Kanoni), di ciottoli piatti e sabbia sul fondale. Acqua limpida e tiepida. Attrezzate con economicissimi lettini imbottiti. Una, dotata anche di beach bar. Con sentierini un po’ più “impervi”, si raggiungono altre spiagge, alcune mozzafiato. Scoprirle arrivandoci a piedi è bellissimo. Ad un certo punto, guardando oltre i rami d’ulivo, scorgi uno squarcio azzurro che si confonde col cielo e sono le spiagge di Orkos e Lakkos.

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ORKOS  è spettacolare, il mare è trasparente e i ciottoli bianchi riflettono tutta a luce. Ci sono 2 sentieri per raggiungerla e arrivano ai 2 lati opposti della spiaggia. Uno in particolare lo si percorre tranquillamente in infradito, pur essendo sterrato. I sentieri partono dal piccolo promontorio a cui arrivi dal centro del paese. E’ la collina di Lakka in cui sono presenti anche bellissime villette e appartamenti in affitto. Da lì si diramano i sentieri per le spiagge.

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Non distante in linea d’aria, c’è anche Arkoudaki beach, ma non è una vera e propria spiaggia. E’ più una scogliera su cui ci si può sdraiare e tuffarsi: il mare è favoloso e il posto totalmente incontaminato. Da lì parte una scalinata privata che arriva ad una villa e la curiosità ha vinto sulla discrezione…… Sul versante opposto, la spiaggia di Plani,nascosta ai piedi di una scogliera.

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Partendo da Lakka verso Loggos, si incontra un’altra bellissima spiaggia : Monodendri

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Questa spiaggia è attrezzata con lettini, tavole da surf e bar/taverna dove si mangia benissimo! Ovviamente, essendo attrezzata è anche un po’ più “caotica” ma si sta benissimo e il parcheggio (sterrato) è molto spazioso. Inoltre poco spostato c’è anche il bar /taverna del villaggio vicino e si mangiano favolose polpette di zucchine!!!

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Il primo anno, passando, mi pare, col pedalò, abbiamo avvistato una spiaggia fantastica  che non siamo poi riusciti a raggiungere (ci si arriva via mare o a piedi con un sentiero lasciando motorino/auto al paese di Argyratika) ed è Glyfada: una splendida scoperta di Paxos 2009. Quasi tutte le spiagge di Paxos, perlomeno le più suggestive, si raggiungono percorrendo sentierini sterrati e a tratti impervi, ma l’arrivo appaga completamente. Sempre. Effettivamente non le si pensa come spiagge per bambini ma in ognuna di queste abbiamo sempre trovato famiglie (sempre che ci fosse QUALCUNO) anche con bimbi piccoli. Mai italiani, soprattutto inglesi (gli inglesi adorano Paxos: ci sono agenzie in Inghilterra specializzate proprio sull’isola ionica). Ci si adatta e i bimbi, più di noi, si adattano ovunque. Girare l’isola in motorino è l’ideale. Noi seguivamo tutte le frecce che ci incuriosivano e abbiamo scoperto paesini interni davvero suggestivi e di una tranquillità anomala. In ogni piccolo paese ci sono casette in affitto e tutte, ognuna a suo modo, ispirano una vacanza. Proseguendo su questo lato si incontra il paesino di

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LOGGOS : Un gioiellino ancor più piccolo di Lakka, con ottime taverne e una serie di locali coi tavoli direttamente sul molo in cui, volendo (io ho voluto), puoi sorseggiare un drink coi piedi in acqua. Il primo anno ci siamo fermati per una birra al ROXI. In seguito lo abbiamo vissuto di più. A Loggos regna il silenzio, soprattutto al pomeriggio. La quiete totale. Dal paese si raggiungono alcune spiaggette quasi sempre deserte (noi abbiamo fatto il bagno alla Marmari beach) e nessuna attrezzata, ma spesso gli ulivi alle loro spalle, regalano una piacevole ombra. Percorrendo poi la strada in direzione del capoluogo, si intravedono dall’alto diverse splendide baie (Kaki langada, Kioni Gouli, per dirne alcune). A ridosso di esse, spesso ci sono isolati appartamenti per vacanze. Per chi vuole una vacanza di totale relax e silenzio, sono l’ideale. La strada è molto panoramica e l’isola è verdissima quindi il contrasto verde/azzurro del mare, è da fotografia e riempie gli occhi. Poi la strada inizia a scendere e, passando dal porticciolo di cui ho scritto all’inizio, si entra in GAIOS:

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è il capoluogo dell’isola. E’ la cittadina più grande e meglio servita (agenzie, negozi, taxi, sea taxi, etc). Per me, anche troppo. Resta comunque in tema con la tranquillità dell’isola e il suo (allora) “basso profilo”. Al molo attraccano spesso bellissime barche, anche solo per una notte. E’ la più modaiola, sicuramente. Anche qui ottime taverne e locali. E baie segrete lungo la strada. Da Gaios parte anche la barca per Antipaxos, di cui parlerò in un altro post, visto che avevamo prenotato la GITA proprio per il giorno successivo all’incidente….e che quindi è saltata!! Per raggiungere le piccole baie che costellano questa parte dell’isola, si può passeggiare oppure riprendere il motorino in direzione sud

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e fermarsi quando se ne vede una che ispiri. Lasciando i mezzi sulla strada, è pieno di sentierini che scendono al mare

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La strada ora è breve per arrivare al punto estremo dell’isola (è lungo questo pezzo che si trova L’hotel di Paxos) e salendo oltre la baia di Mongonissi (dove si trova l’unica spiaggia di sabbia dell’isola), la strada si inerpica fino ad arrivare al punto panoramico da cui si vede anche Antipaxos

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Da qui non resta che tornare indietro, ma percorrendo l‘altra costa, dove non ci sono paesini (se non INTERNI) ma scogliere mozzafiato e baie che, viste dall’alto, fanno venire una voglia matta di tuffarsi! Tra queste, il top è la Galazio bay,

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che dall’alto si vede passando dal paesino di Velientatika e poi a piedi. Raggiungibile altrimenti solo via mare. Il sentiero prosegue un po’ (Paxi è piena di sentierini da scoprire), fino a scorgere nuovamente l’isolotto di Antipaxi

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Cercare le frecce sempre un po’ nascoste e sbiadite e farsi largo tra i rami che ostruiscono i sentieri, sapendo che la sorpresa sarà sempre una vista come queste, è come la caccia al tesoro per un bambino! Quest’isola è una caccia al tesoro senza fine, seppur nei suoi soli 30 Km quadrati!! La baia che si incontra poco dopo, è Avlaki. Si arriva praticamente lì in motorino, pochi passi e questa è la spiaggetta, deserta,

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che verso i tardo pomeriggio assume colori bellissimi che tendono al giallo. Quel pomeriggio, risalendo la costa, ed era il secondo giorno, abbiamo deviato per EREMITIS. La rivista che ci aveva “portati” a Paxos ne diceva meraviglie ed eravamo curiosi. Saranno state le 18 e appena abbiamo visto QUEL MURETTO, abbiamo ordinato una Mythos

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Chiacchierando con Matthew, il ragazzo che aveva allora in gestione il bar, ci siamo fatti tentare, prenotando la cena per la sera successiva. Quella terrazza dà sulle scogliere a picco e il tramonto visto da lì è impagabile. La sera dopo non ci siamo arrivati: era il giorno dell’incidente. Ma l’ultima sera l’abbiamo trascorsa lì (erano stati avvisati dalla clinica che non saremmo andati . Questo per far capire perché ci siamo sempre sentiti in famiglia) con una splendida accoglienza (2 anni dopo, i proprietari si ricordavano ancora di noi, senza essere stati noi a farci riconoscere!! ). Alla sera il ristorante si anima, è necessario prenotare, soprattutto ultimamente e soprattutto se si vuole uno dei pochi tavolini sul balconcino. Il cibo era ottimo, classico greco, molto tradizionale e con porzioni abbondanti. Due anni dopo la modalità è cambiata, ora è un po’ più gourmet . Inizialmente ci ha spiazzati ma poi abbiamo constatato che la qualità del cibo non è affatto cambiata. Forse un po’ i prezzi….ma vale comunque la pena  andarci!

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Nei pressi di Eremitis ma sulla strada, si trova un carinissimo e  originale Caffè, gesito da una signora italiana che ha scelto di trasferirsi in quest’isola magica. Il caffè è il O BOURNAOS e lei è Donatella

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Noi ci siamo fermai per una merenda e il locale è pieno di buonissime specialità!   Un tramonto come quello di Eremitis lo si vede anche dal muretto di un’altra scogliera, KASTANIDA CLIFFS.  E’ stato il nostro primo tramonto a Paxos. Ci si arriva girando a destra (partendo da Lakka) in una stradina: l’indicazione è per Kastanida, appunto. Ad un certo punto a destra c’è la taverna col terrazzo a cielo aperto per mangiare alla luce del tramonto, mentre a sinistra parte la stradina sterrata che arriva al muretto della scogliera, indicato come Sunset Path e da qui si va a piedi.

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Alla taverna noi abbiamo fatto solo un aperitivo in compagnia di amici greci, ma proprio loro ci hanno decantato le lodi della cucina di quel posto, quindi consiglierei di cenare lì!! Il paese in cui si trova sembra finto…qualche vecchietto seduto fuori dalle case che ti saluta al passaggio, un grappolino di case sotto gli ulivi e il silenzio assoluto. Ci sembrava di disturbare passando con il motorino. Ci si arriva anche a piedi, se volete rispettarne la quiete! Dallo stesso lato della strada parte anche il sentiero per la Chiesa di Ipapanti, datata 1601, che si trova a Grammateika

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Paxos nasconde, nei suoi minuscoli paesini interni, piccoli segreti, chiese, mulini, frantoi, il faro, bellissimi da scovare, all’ombra, per godere appieno dell’isola e non solo del suo splendido mare. Solo a scriverne mi viene nostalgia, ma soprattutto, una voglia pazzesca di tornarci al più presto, anche fuori stagione, quando, ci hanno detto, Paxos brilla di colore e fioriture. Essendo un’isola piccolissima, si può scegliere di percorrerla anche a piedi in giornata. Noi lo abbiamo fatto quando, da Corfù, siamo tornati qui solo per 1 giorno, per andare alla clinica. Non ci siamo fatti mancare la passeggiata, un bagno alla Gianna beach di Gaios e la visita ad una nuova chiesetta, nell’attesa che il Dolphin ci riportasse a Corfù:

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Paxos è un’isola impervia, è da scoprire, è da amare, ma non si può costringere qualcuno a farlo. Te ne accorgi all’arrivo. E poi ti manca tutto l’anno. Buon viaggio !!   (ph. Elena Ivaldi , Marco Manzini)

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6 pensieri riguardo “PAXOS (Part I )

  1. Ciao, sono Matilde la gelataia di Lakka! Ma come io ci sono sempre, mi sono spostata di qualche metro! Sono nella prima piazzetta di Lakka! Grazie di cuore per le belle parole

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  2. Buongiorno. Ti ringrazio per l’articolo visto che è una delle poche fonti su quest’isola presente in rete !
    Mi permetto di chiederti alcune info visto che non trovo fonti in giro. Sai se sull’isola è presente un Campeggio ? E l’articolo che hai letto di Itinerari lo hai letto in rete ? Mi piacerebbe leggerlo per unirlo al tuo bel resoconto.
    Vorrei andarci con famiglia al seguito in tenda quest’anno !!!!
    Grazie ancora e a presto
    Andrea

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    1. Ciao Andrea, è un piacere risponderti e invogliarti a visitare Paxos !! Il racconto era sul mensile cartaceo di Itinerari, se vuoi posso scannerizzare l’articolo e mandartelo perché l’ho conservato. I miei ricordi risalgono al 2010, ovvero l’ultima vacanza a Paxos, e non ricordo campeggi. Riguardando anche l’articolo, mi dà conferma. So però che ultimamente Paxos ha avuto un incremento di turismo e si è sviluppata parecchio quindi potrebbero aver adibito qualche zona a campeggio. Ti posso consigliare di scrivere alla mail di ROUTSIS HOLIDAYS. Sono gentilissimi e di sicuro ti sapranno aggiornare !!

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      1. Grazie mille x la risposta ! Ora mi informerò. Per l’articolo dovrei essere riuscito a scovarlo in alternativa accetto la tua proposta e ti scriverò. A presto e grazie ancora

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