ANDROS

Questo articolo lo scrivo a distanza di due settimane dal nostro ritorno dall’isola. Il corpo è qui, la mente ancora là. Sento i grilli, il vento, le voci.

Andros è DISARMANTE.

Questo aggettivo me lo sono segnato un giorno, cercando la strada per un posto che volevo assolutamente visitare, e descrive perfettamente il carattere dell’isola. Secondo me. Andros ti spinge con tutta la sua forza a volerla scoprire e poi si nasconde . Sembra scostante, scontrosa, riservata e poi si rivela accogliente, gioiosa e incredibilmente bella.

Bisogna solo INSISTERE.

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Il traghetto ci ha accompagnati ad Andros durante il tramonto. E il tramonto visto dal mare, circondati da isole, è incredibile. Siamo partiti da Rafina, uno dei porti di Atene: è piccino, partono navi per poche isole ma è carinissimo. Per chi ha tempo di aspettare, ci sono taverne davvero belle in cui pranzare/cenare nell’attesa del traghetto. Un porto tranquillo dall’atmosfera molto rilassata:

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Il viaggio verso l’isola ti immerge già nell’atmosfera da sogno a cui stai per approdare. Abbiamo attraccato al porticciolo di Gavrio (unico porto dell’isola) intorno alle 21.

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Gavrio è il porticciolo che ti aspetti. O meglio, è quello che io mi immaginavo e che speravo di trovare al mio arrivo. Lucine, tranquillità, taverne gremite e venticello. Un taxi ci ha portato a destinazione. Fa sorridere che, sulle isole, non siano indicate le vie, ma basta dire il NOME della casa in cui devi andare  e la conoscono tutti. La nostra era la bellissima Villa Anna Maria a Batsì.

Anna Maria, la proprietaria ci ha accolti a braccia aperte, come se già ci conoscessimo, ci ha aperto il nostro comodissimo appartamento e ci ha fatto intuire che sarebbe stato un soggiorno indimenticabile. La sera sessa abbiamo fatto due passi in paese, dovendo prendere il latte fresco per Leonardo. Le taverne brulicavano di gente allegra, si sentiva parlare SOLO greco e Batsì era tutta illuminata. E noi tre, felici.

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Parlerò di Andros ripercorrendo un po’ la vacanza, mostrandovela, spero, in tutto il suo splendore.

Andros è grande, è la seconda isola più grande delle cicladi, sono circa 40 km di isola in lunghezza, ma con soli 9000 abitanti. La parte sud è verde, lussurreggiante, “viva”,  mentre a nord si apre un panorama brullo, acerbo, roccioso ed estremamente affascinante. Io l’ho scelta principalmente perché sul web ho trovato pochissimo (quindi ero incuriosita), perché è un’isola frequentata soprattutto da greci (e inglesi, assidui ed educatissimi frequentatori delle isolette greche) e per il fascino di certe foto scovate qua e là. Esplorarla è stata una vera scoperta. Date le dimensioni dell’isola, è necessario affittare quantomeno uno scooter, anche se, vista la condizione di certe strade, credo che il mezzo migliore sia la macchina. Noi l’avevamo prenotata dal terzo giorno (consiglio di prenotarla da casa e con largo anticipo, almeno entro maggio. Ci sono pochi noleggiatori e non hanno molte macchine), quindi i primi 2 giorni l’abbiamo vissuta passeggiando o prendendo i RARI bus che la attraversano (cifre irrisorie per i biglietti).

Villa Anna Maria

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è a Batsì, a 200 metri dalla spiaggia centrale del paese e quindi anche a 2 passi da tutte le taverne. Inoltre, prendendo la strada che va verso Gavrio, a piedi in 2 minuti si raggiunge il supermercato fuori dal paese, che non brilla per simpatia delle commesse (cosa davvero strana in Grecia), ma dove si trova di tutto. Fa parte di una catena che ha una succursale anche ad Agios Petros, dove sono molto più gentili e, secondo me, anche più forniti. Proprio di fronte alla spiaggiona omonima.

Il primo giorno, abbiamo fatto colazione in centro (unica colazione fatta al bar, poiché a casa avevamo un portico meraviglioso tutto per noi e ogni giorno 1 oretta di colazione col sottofondo dei grilli, non ce la toglieva nessuno!!), al caffè Veranda

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con vista sulla spiaggia centrale

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Questa spiaggia è bella, è di sabbia e piccoli sassolini, è parzialmente attrezzata ma anche la parte libera può usufruire della doccia e dello spogliatoio, cosa comune in Grecia (meno in Italia: la Liguria, per fare un esempio, è ad anni luce da queste CORTESIE PER GLI OSPITI). E’ la pricipale di Batsì, mai affollata e decisamente vuota al mattino. L’acqua è bellissima, non è molto riparata dal vento ma in questa parte dell’isola, tutte le spiagge sono comunque consigliate quando il vento arriva da nord. I nostri primi 2 giorni sono stati ventosi, ma nulla rispetto a certi venti di cui ho letto: questo era un gradevolissimo venticello che aveva l’unica pecca di rendere l’acqua freddina, ma non ci ha mai fatto sentire il caldo. La mattina abbiamo visitato Batsì. Sul lungomare si aprono taverne, negozietti, localini e  poi diversi sentierini in pietra e scalinate,

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portano nei suoi bellissimi vicoli, dove si affacciano le case, molte in affitto, e altri piccoli bar. La mattinata di Batsì è immersa nel silenzio e lo resta fino al primo pomeriggio inoltrato. Gli unici rumori sono quelli dei furgoni delle consegne ai locali. Per il resto, un leggero vociare che non disturba i pescatori al molo

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e invita a sedersi su una delle molte panchine in riva al mare, semplicemente a godersi la pace e osservare il panorama. Volendo farci un bagnetto, abbiamo passeggiato, costeggiando il mare, verso l’uscita del paese a nord e ci siamo fermati alla spiaggetta di KOLONA.

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E’ una spiaggia attrezzata (2 lettini ed ombrellone € 6) con baretto e dehor (anche per pic nic), con un mare cristallino e abbastanza freddo ma piacevole. Oltretutto la passeggiata per raggiungerla è davvero bella e ha una bella visuale sulla baietta di Batsì.

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Per pranzo, passeggiando, ci siamo fatti attrarre da una taverna sul lungomare (le più belle e caratteristiche sono proprio su questo tratto di strada, prima di arrivare al centro del paese), DEEP BLUE, dove abbiamo brindato con la nostra compagna di viaggio

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e piatti a base di verdura, insalata greca inclusa.

Dopo il pisolino, abbiamo preso il bus per Gavrio, per visitare il porto della sera prima

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Gavrio è piccina, sul lungomare c’è abbondanza di bar, taverne e negozietti carini, anche nei vicoli. Da Gavrio passi per forza per raggiungere certe spiagge, poiché è l’unica strada possibile. È anche il paese in cui ci sono gli auto noleggi (uno è anche a Batsì). Si sviluppa tutto sul lungomare, mentre l’interno sembra quasi abbandonato, mantenendo un suo fascino. E’ tranquillo ma io non alloggerei qui. La stessa sera abbiamo cenato in una taverna che definirei, senza timore di esagerare, una delle migliori dell’isola: STAMATIS a Batsì, che presto recensirò su tripadvisor, dove, peraltro, ha già un punteggio molto alto. E’ forse la taverna più antica di Batsì e all’interno molte foto raccontano la sua storia. Noi abbiamo voluto cenare nei tavoli del vicolo ma ha anche una bellissima terrazza sul mare.

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Abbiamo inaugurato benissimo la nostra vacanza ( e poi ci siamo tornati) perché la cena era ottima, i proprietari e tutti i velocissimi camerieri sono super gentili ed è davvero TAVERNA:

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Il secondo giorno, ancora senza macchina, ci siamo visitati ancora un po’ Batsì, ma soprattutto rilassati nella sua atmosfera. Il paese è dominato da una bella, grande Chiesa bianca, dedicata a san Filippo. Un paio di frecce indicano la strada per arrivarci e la passeggiata è molto bella, tra il bianco delle scale e il verde delle piante

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e dal suo piazzale, la vista di Batsì è molto suggestiva

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A quell’ora la chiesa era chiusa ma, sbirciando da una porta laterale, Leonardo è entrato e un prete è uscito dalla sacrestia, ci ha regalato un Santino e mi ha fatto visitare una parte della Chiesa: magnifica, con dipinti blu acceso e oro, coloratissima. Non ho osato anche chiedere di fare foto. Già mi sembrava di aver incitato il bimbo a curiosare, quindi mi sono accontentata di riempirmi gli occhi, ringraziare e uscire. La Chiesa apre verso il tardo pomeriggio ma, nonostante me lo fossi ripromesso, non siamo più ritornati in orario di apertura.

Percorrendo il lungomare verso sud, una passeggiata costiera porta ad altre belle e perlopiù deserte calette, come la baia di Stivari, piccola spiaggetta di ciottoli. Sulla strada, in corrispondenza della spiaggia, c’è una taverna bellissima ( O Viomicanos), che per mancanza di tempo (anche se sembra impossibile in una vacanza di 2 settimane, ma vi assicuro che è così) non siamo riusciti a provare. Ma l’abbiamo “segnata” per il prossimo giro ad Andros. Pare inoltre che sia a conduzione familiare, come quasi tutte le taverne dell’isola, e che si mangi benissimo.

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Aneroussa beach, che si trova appena sotto all’omonimo hotel (bellissimo, dai colori pastello, appena ristrutturato e di proprietà di due architetti che hanno creato un gioiellino), ma la spiaggia è accessibile anche a chi non sia cliente ed è parzialmente attrezzata. A piedi, dal centro del paese, ci vuole una buona mezz’oretta ma la passeggiata è davvero piacevole e il mare ha dei colori pazzeschi.

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E poi c’è Agya Marina, in cui siamo stati il giorno successivo.

La spiaggia è di sabbia e ciottoli fini, mare spettacolare (come sempre), qualche alberello a creare ombra….

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…ma di veramente SPECIALE ha la taverna che vi si affaccia!!

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Si chiama col nome della spiaggia, ci lavora un’intera famiglia (la nonna anziana sta seduta al primo tavolino a salutare i clienti!) e cucinano divinamente!!!! Visto che ci siamo trovati lì all’ora di pranzo, ne abbiamo approfittato, anche sotto consiglio di un ragazzo del posto. Pubblico qualche foto dei piatti (dalle tipiche porzioni esagerate) anche se non rendono sicuramente l’idea della BONTA’, della delicatezza e della genuinità di quel cibo.

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Ci siamo alzati da tavola annebbiati dal vinello della casa e sazi come non mai, sognando un riposino al fresco, che era l’unica cosa che saremmo stati in grado di fare in quel momento! Consiglio una mattinata in spiaggia e il pranzo sul porticato allietato dalla brezza.

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Ad Agya Marina siamo arrivati in macchina. La mattina eravamo andati a Gavrio a ritirarla, o meglio, come dice Leonardo, siamo andati dal signore che ci ha PRESTATO la macchina nera. Tal macchina nera è il “cricchetto” con cui abbiamo visitato l’isola, un 4×4 con la potenza di una mountine bike che a malapena arrivava ai 54km/h e non credo Marco sia mai riuscito a mettere la quarta, se non per sfizio. Ho rimpianto la mia vespa che ha 37 anni, arriva a 80km/h e consuma la metà di quel SuzukiJimmydeimieistivaliperessergentile. Il signore ha voluto 45 euro al giorno per PRESTARCI la macchina nera !! Consiglio: prenotatela con molto anticipo e prendete la più economica perché, nonostante le strade siano spesso dissestate, una Matiz qualunque LE FA! E costa almeno 10 euro in meno al giorno.

Ma senza quella, va detto, non avremmo potuto esplorare l’isola e goderci panorami e scorci mozzafiato

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La sera, un buon caffè greco al caffè Skala a Batsì.

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Tappa successiva:  Andros Town, o Chora, il capoluogo.

Il paese (pur essendo il capoluogo, è piccolissimo e si conoscono tutti) è bellissimo. Fuori dal centro regna un po’ il caos, c’è traffico, le strade sono strette, pur essendo a senso alterno e tutti parcheggiano a caso (tra l’altro in Grecia io non ho mai visto UN VIGILE!). Quindi arrivare e parcheggiare (in un parcheggio vero) è stato un po’ “impegnativo”, ma alla fine abbiamo piazzato Jimmy proprio in corrispondenza della scalinata che scende in centro.

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Chora è stilosa, le case sono eleganti e decorate e tutte in colori pastello. La prima parte di strada che la attraversa è già pedonale, quindi tranquilla, con un viavai più di abitanti e lavoratori, che di turisti. Taverne, negozi (qui si trova tutto quello che non hanno gli altri paesini, come l’ottico o negozi specializzati). Questa via centrale lastricata porta alla piazzetta principale (plateia Kairi),

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in cui si trovano anche il museo archeologico e quello di arte moderna e ai cui lati si vedono le 2 spiagge del capoluogo: Nimborio

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e Paraporti.

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Un arco in piazzetta dà inizio alla parte più bella e silenziosa. Quella delle case veneziane: niente più negozi ma solo porte decorate, balconcini, gatti sui davanzali ….

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…fino alla famosa spianata del Marinaio Ignoto (plateia riva).

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Un ponte antico

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collega questa spianata al vecchio castello veneziano, oltre il quale si trova IL FARO, la cui immagine è stata determinante nella scelta della vacanza, quando la rosa di isole papabili era ridotta a 3. Ma il sospirato faro NON si vede dalla spianata. Come molto altro, ad Andros, è NASCOSTO!! Noi non abbiamo attraversato il ponticello, non so se si possa farlo, perché altrimenti il faro da là si vedrebbe. Invece no, troppo semplice. Lo abbiamo visto riprendendo la macchina e prendendo la direzione per la spiaggia di Nimborio, fermandoci dove parte una stradina che porta alla Chiesetta sul mare.

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Da lì il faro è apparso nel suo splendore.

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Magari non colpisce tutti, ma quella roccia che sale dal mare e il bianco del faro io li trovo molto suggestivi. Nel suo genere è unico. E vederlo finalmente dal vivo, dopo aver spulciato riviste e web, è stata una vera soddisfazione. Succede, a volte, di fissarsi su un’immagine vista su un libro e poi godersi l’attesa e la “suspense” appena prima di vederlo dal vivo. Un’altra occasione simile che ricordo bene è il Caravaggio esposto a Malta , a Valletta. Studiato per mesi a  scuola, avevo una tale aspettativa che in quella Chiesa ero in fibrillazione ad ogni passo che mi avvicinava al quadro.

Abbiamo pranzato con ottimo Gyros, souvlaki e birra in una piccola tavernetta con tavoli solo sulla via e vuota dentro (Firopoteio mi pare), sulla via pedonale, spendendo, in 3, ben 12 euro!! Dopodiché siamo ripartiti con lo scopo di arrivare ad ACHLA beach, poveri noi….

Achla è una di quelle spiagge da cartolina che prima di partire guardi e dici:”Qui proprio non posso NON andare”.

Da Chora, dopo 1 ora di tornanti in salita e cartina alla mano, fino ad arrivare praticamente in MONTAGNA (dove quasi abbiamo chiuso i finestrini, per quanto si era abbassata la temperatura),

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si intravede sulla destra, su un SASSO, scritta a mano, l’indicazione per la spiaggia. Poi la strada che parte da lì, converte la concezione di sterrato in “stradadipiacevolepercorrenza”. Ci abbiamo provato, eccome, con la caparbietà dei veri esploratori, ma Leonardo sobbalzava e aveva la nausea. Io temevo che Jimmy ci lasciasse, o perlomeno temevo di lasciare pezzi di Jimmy sulla strada per Achla e abbiamo fatto inversione. E’ indicato lo sterrato, è vero, ma non i crateri. Senza contare che ci saremmo dovuti fare 9 KM così e 9 km ad Andros corrispondono a 20 km su strade normali. La cosa pazzesca è che , prima del sasso-freccia, un cartello di legno sempre scritto a mano, indica “ONAR“. Onar io lo conoscevo e ne avevo letto parecchio: è un resort ambientalista spettacolare, praticamente affacciato su Achla beach. L’autista ti viene a prendere al porto e adesso capisco perché sconsiglino, sul loro sito, di affittare una macchina. Magari se fossimo stati soli, avremmo provato ad arrivarci, ma il timore per la macchina lo avevo. Comunque ora so che, prendendo una barchetta (che parte ogni ora) da Chora, in pochi minuti si raggiunge la meravigliosa spiaggia. Consigliata.

La nota positiva è che per arrivare lassù, abbiamo attraversato dei paesini davvero pittoreschi. In uno di questi, Apikia/Sariza, scorre una sorgente ottima ed imbottigliano l’acqua (Sariza, appunto) che trovate sulle tavole dell’isola ed è effettivamente l’unica acqua buona di Andros. Attraversandola si passa anche dalla fabbrica dove imbottigliano. Fuori dal paese c’è un’intrigante taverna isolata  in cui avrei volentieri mangiato, se fosse stata ora di pranzo.

Tornando indietro, siamo passati da Stenies, il paese degli armatori, per approdare alla spiaggia di Gialia. Questa spiaggia, pur avendo un mare meraviglioso, alle sue spalle ha un muro che davvero toglie poesia.

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Passeggiando oltre gli scogli, si vedeva la spiaggia in cui effettivamente volevamo andare e, riprendendo la macchina, abbiamo raggiunto il punto di accesso. Fortuna vuole che ci fossero 2 persone che salivano in quel momento: la spiaggia non è indicata. Bisogna varcare questo cancelletto

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e poi salire e ridiscendere circa 200 scalini sotto le piante (all’ombra), per arrivare alla Pisso Gialia beach.

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E ne vale la pena. Noi ci siamo arrivati che già era pomeriggio inoltrato, comunque ce la siamo goduta. E’ per metà attrezzata con ombrelloni e lettini (e beach bar con musica -nota negativa perché la musica era pure brutta-) e per metà libera e bellissima. Acqua limpida, sabbia morbida e rocce alle spalle. Noi ci siamo defilati e la musica si sentiva pochissimo. In spiaggia, nella parte libera, eravamo in 7. Siamo arrivati poi talmente tardi a casa che non abbiamo cenato e Leonardo, che si era addormentato lungo la strada ( che non è propriamente breve), non si è svegliato fino al mattino dopo !

Mattino in cui abbiamo deciso di vedere la spiaggia (famosa per essere la più lunga dell’isola) di Agios Petros. E’ attrezzata, praticamente tutta, anche se sembra che i gestori siano diversi poiché cambiano ombrelloni, bar, etc. La spiaggia è bella, costa come tutte le altre (€ 6 per 2 lettini e 1 ombrellone), ma per i clienti di un complesso di appartamenti (di cui non ricordo il nome) e della taverna Giannoulis, è GRATIS.

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La taverna è quella in cui noi pensavamo di mangiare, essendo, a quanto pare, la più vecchia dell’isola. L’avevamo vista passando in macchina ma senza farci caso, visto che ci sono taverne bellissime in ogni angolo! Invece era proprio lei.

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Quindi dopo un paio di bagnetti ci siamo mangiati una FOURTALIA (piatto tipico di Andros) memorabile

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(conto in 3: mi pare € 29 con vino rosé della casa, buonissimo). La taverna dà sulla strada ma, anche se è la strada principale, non è mai troppo trafficata e soprattutto non disturba il pranzo! Quindi la consiglio, solo che, anche questa volta, dopo pranzo stavamo abbandonando l’idea di vedere un’altra spiaggia in favore della fresca casetta. Senonché, dalla strada, abbiamo notato una caletta deserta e con un mare favoloso e ci siamo fermati

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Si trova tra la spiaggia di Chrissi Ammos e quella di Kypri, in corrispondenza dell’Hotel Perrakis, situato in alto sulla sinistra, andando verso Batsì. Siccome eravamo noi ed una famigliola inglese all’altro lato, era come essere soli e sembrava una spiaggia privata. La giornata l’abbiamo conclusa lì, dove il mare era anche più tiepido del solito. Ovviamente è una caletta libera, per nulla attrezzata, che gode di piccole zone d’ombra dovute alle rocce alle sue spalle.

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Altro giorno, altra spiaggia e scegliamo di provare Vitali.

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Va detto che la maggior parte delle spiagge si raggiunge attraversando l’isola da un lato all’altro. Il bello di queste spiagge è anche ARRIVARCI. Ovvero, tutta la strada che si percorre in mezzo.

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I paesaggi sono spesso da togliere il fiato, scorci a perdita d’occhio, strade che sembrano quelle disegnate sui fumetti, paesaggi da Grand Canyon e poi verde a perdita d’occhio. Quindi mai scoraggiarsi se i 12 km indicati sembrano 35, perché è vero che sono tortuosi, ma sono da cartolina.

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Ci siamo stati una domenica, ma non fa differenza: sulla nostra strada, avremo incrociato sì e no 3 macchine, e non tutte andavano nella nostra direzione…. Arrivare è semplice, passando da Gavrio, si segue per Gides inizialmente e poi, al bivio, giri per Ag. Kostantinos/Vitalio. Lungo la strada, appena prima dello sterrato, un cartello avvisa che si è sulla strada giusta

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Lo sterrato è praticabilissimo, anche da uno scooter e si arriva direttamente alla spiaggia con la macchina, passando davanti alla taverna in cui noi abbiamo poi pranzato. Vitali è attrezzata per metà spiaggia (allo stesso prezzo di tutte le altre) e si può usufruire delle toilettes della taverna

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che offre anche il servizio “bar” all’ombrellone, senza aumento di prezzo!!

La spiaggia è bellissima:

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l’acqua è trasparente  e anche quando i lettini si riempiono (sebbene quel giorno non si fossero riempiti), rimane spazio per tutti. E molto. Capita di essere a riva o in acqua soli, essendo molto ampia. La parte a destra (guardando il mare) è libera. La gente in spiaggia, particolarmente educata, rispettosa e non urlante. Paradisiaco.

Per cena siamo stati a Gavrio in un posto da dimenticare. Volevamo un gyros ma abbiamo sbagliato clamorosamente taverna. Ce ne siamo accorti non appena ci siamo seduti ma ormai era tardi. Per 2 gyros abbiamo aspettato 40 minuti: secondo me li avevano dimenticati ma nulla ce ne ha dato conferma, tanto meno le scuse dei proprietari/ camerieri. Nota positiva: 2 gyros e 4 mythos € 12.

Il lunedì siamo partiti alla volta di Korthi. Sulla strada iniziale per Chora, ad un certo punto, un bivio sulla destra indica (ebbene, sì), la strada. Quello che speravamo di vedere era il vecchio paesello rialzato, con le case costruite sui resti delle torri, ma non ci siamo riusciti. O meglio, lo abbiamo visto dal basso poiché salendo in macchina ti trovi ad attraversare 3 paesi (Korthi, Aidonia e Moussionas) senza capire quale sia uno e quale l’altro. Ormai avevamo capito la tattica dell’isola (per veri Sherlock Holmes) ma questa volta abbiamo desistito preferendo scendere verso la baia di Ormos che è stata invece una piacevole sorpresa.

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Siamo arrivati in mattinata (contando che le nostre sono sempre TARDE mattinate…) con una luce rarefatta, bellissima. Il paesello a me ricorda molto Radiator Springs alle origini, ovvero il paese protagonista del film CARS. Ormos ha un lungomare che pullula di taverne che vi si affacciano e molte hanno il dehor proprio sulla spiaggia,

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mentre all’interno, la via che la percorre è pedonale e piastrellata in lastroni chiari molto ordinati. Vi si affacciano minuscoli negozietti, un paio di antiche farmacie, qualche bar e 2 o 3 supermercatini incastrati in spazi minuscoli ma fornitissimi. Il personale dei negozi e dei bar è gentilissimo e soprattutto molto rilassato, aggettivo che è peculiarità di tutta la baia. All’inizio del paese c’è la famosa spiaggia dei surfisti, non particolarmente bella, ma pulita e non ricordo se attrezzata o meno. Il vento qui è sempre a loro favore. Noi abbiamo pranzato con frutta e focaccia al parco giochi, all’ombra, mentre Leonardo giocava, ma alcune taverne sono davvero bellissime ed è un peccato non provarle. Ci siamo poi però seduti all’ultimo bar prima della piazza a fine paese per un caffè ed era un bar con tutta l’atmosfera californiana da surfisti in pausa (caffè Centro)!

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Ragazzi gentilissimi, un Nescafè frappe buonobuono, musica soft in sottofondo e il pensiero proiettato alla spiaggia che ci aspettava: Grias to pidima. Dal lungomare, una freccia

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indica proprio la spiaggia e in 10 minuti di sterrato la si raggiunge comodamente. Un sentiero, parzialmente costeggiato da una staccionata di legno, conduce alla famosissima spiaggia denominata “salto della vecchia”, da un’antica leggenda isolana. All’ultima curva si intravede la roccia nel mare che la caratterizza ed effettivamente colpisce.

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La spiaggia credo non sia mai deserta ma il viavai dei turisti non la rende mai nemmeno affollata. Noi siamo riusciti a starci un’oretta o forse più e in parecchio spazio. Il mare è bello e la sabbia fine, anche sul fondale. Dopodiché abbiamo cercato di raggiungere Kochylou. Questo posto l’ho scoperto ad Andros town su una cartolina. Sembrava un posto d’altri tempi ed un commerciante mi aveva indicato come raggiungerlo. Ma siamo ad Andros e per quanto ti indichino, dio solo sa se troverai la strada….Di sicuro il modo più semplice per trovare questi posti immersi nel nulla è facendo trekking. I sentieri sono segnalatissimi e le strade per auto non sempre si avvicinano ai siti archeologici, alle Chiese nascoste….mentre a piedi è sicuro. E il trekking ad Andros, nonostante sia sotto il sole SEMPRE, deve essere un’esperienza bellissima. Questo mi spinge a tornare ad Andros: provare a ritrovare i posti che volevo vedere. Purtroppo a volte era anche tardi e non si riusciva a far tutto e un po’ ti passa la voglia di continuare a girare solo nella speranza di capitarci.

Comunque, arrivati alla fine della strada (con tanto di cartello di arrivo a Kochylou), il posto della cartolina non si vedeva da nessuna parte e nemmeno il sentiero. Né le rovine né la Chiesa bianca  e blu che ci sta sopra e che deve essere bellissima (Mi viene il dubbio di non saper leggere le cartine ma non lo ammetterò mai). Da qui, cercando di seguire le indicazioni IN GRECO di un novantenne di Kochylou, per arrivare ad una chiesa isolata su un altissimo promontorio, ci siamo ritrovati sulla strada per il Monastero Moni Panachrantou. Era il 27 luglio e in quel giorno cade proprio la festa isolana dedicata a quel Monastero. Che gioia. Era un mio sogno andarci per la festa ma sembrava lontanissimo, mentre, sbagliando strada, ci siamo ritrovati sulla sua via. Non SUL POSTO. Sulla via…………

Unico cartello che lo indica è a terra, caduto e rotto da tempi antichi, ma si vede e lo segui. Dopodiché, il nulla. Il nulla in mezzo ai bivi. E il serbatoio che piagnucolava. Ad un certo punto (punto di scoraggiamento), una macchina con 3 ragazzi greci, cerca lo stesso monastero. Escludendo la strada alle nostre spalle e quella da cui provenivano loro, decidiamo di prendere la terza, che scendeva! Sulla cartina sembra che salga, attenzione! E scendendo, ad un certo punto, il monastero APPARE IN TUTTA LA SUA GRANDEZZA e lascia a bocca aperta.

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E’ maestoso, è come si vede nelle foto ed emoziona. Credo che apra solo in occasione della festa quindi lo abbiamo visitato, c’era abbastanza gente (solo greci) e dentro è bellissimo.

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Era in atto una funzione e siamo entrati proprio durante la benedizione. All’uscita, offrivano un pane speziato e benedetto, tipico del posto.

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Ogni fatica di quel giorno era stata ripagata. Il ritorno ad Ormos, perlopiù in folle, ci ha fatti arrivare al benzinaio in tempo!! La vista da lassù era pazzesca.

veduta da panachrantou

Arrivare a Fellos beach, invece, è una passeggiata. Kato Fellos paese è indicato (nb. qui le frecce sono sempre scritte solo in greco: benedico i 3 anni di russo al liceo di cui ricordo solo come si legga il cirillico) e si arriva facilmente alla sua spiaggia. Arrivando si vedono dimore bellissime ed eleganti, segno della ricchezza del posto. La spiaggia è libera

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e la poca ombra è data da diverse tamerici sulla sabbia che fungono da ombrelloni. Chi prima arriva…… Noi avevamo una tamerice nostra ma quel giorno era stranamente caldo e poco ventilato quindi dopo qualche bagno, ci siamo rifugiati in una taverna di cui avevo letto e che dista 300 mt dalla spiaggia: To Steki Tou Andrea II.

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 Non posso lodare più di tanto la cucina solo perché abbiamo mangiato unicamente insalata greca, ma l’hamburger del bimbo era buonissimo e il ragazzo che ci ha serviti davvero gentile. Il posto è stato ricavato all’ombra di un frutteto e hanno anche un parco giochi per bimbi con mini fattoria. Prezzi nella media delle taverne.

Chrissi Ammos mi ha veramente stupita.

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Da un articolo letto a casa, avevo categoricamente escluso quella spiaggia. Era descritta come il ritrovo giovane e festante, bar sulla spiaggia, musica alta tutto il giorno, etc…a noi le spiagge piacciono perlopiù incontaminate. ma quel mattino, attratti dal colore della sabbia, abbiamo provato anche la Golden Beach. E’ vicinissima a Batsì e dopo la spiaggia Kypri, la si trova sulla sinistra, andando verso Gavrio. Al nostro arrivo (oltre le 10.30…) era quasi deserta.

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Poi si riempie, ogni giorno. Ci siamo messi all’estrema destra, al confine con la parte libera della spiaggia, dove la musica si sentiva ad un volume tutto sommato piacevole  (e la nota positiva è la musica di buon gusto. D’altronde se proprio ti dà fastidio la musica in spiaggia, lì non ci vai). La spiaggia di sabbia come farina, è dorata (appunto), l’acqua è limpida e rimane bassa per un lunghissimo tratto.

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Ci sono docce, bagni e spogliatoi. Il bar sulla spiaggia offre servizio camerieri senza sovrapprezzo e i prezzi sono onestissimi. Il costo per i lettini è lo stesso che altrove e per i bambini è una manna. Di conseguenza, anche per i genitori, che si rilassano guardando (senza preoccuparsi) i bimbi che giocano sul bagnasciuga. Sono passata dal non volerla visitare, alla modalità relax assoluto. E dopo esserci detti :”ma sì stiamo un paio d’ore e poi andiamo”, ci abbiamo passato l’intera giornata!

Il giorno dopo, per contrasto, siamo stati alla Zorkos beach. Ho letto di qualcuno che ha scritto quanto Zorkos sia simile ad Achla ma senza dover fare il Camel Trophy. Effettivamente, se Achla è più bella e più spettacolare di questa, deve veramente essere SPECIALE. Già Zorkos lo è. Intanto è a nord, dove il paesaggio è  generalmente roccioso ma qui si attraversano anche zone verdissime e molto affascinanti

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All’altezza di Makrotantalo, c’è una taverna immersa nel totale nulla, si chiama Kossis

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ed è consigliatissima dagli abitanti dell’isola. Di sera deve essere uno spettacolo. Questa spiaggia è stranamente indicata ma anche perché a ridosso hanno costruito un resort bellissimo

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e l’ultimo pezzo di strada, proprio grazie al resort, è anche stato migliorato. Devo dire che un po’ di timore che fosse come la strada per Achla, lo avevo. Invece andate tranquilli e godetevi tutto il percorso! Al punto estremo in altezza della strada, prima di scendere, LA SI VEDE.

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E’ proprio grande come sembra e c’è spazio per tutti. La parte di sinistra è attrezzata (al solito prezzo), la doccia è dietro alla taverna

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che affaccia sulla spiaggia e un mini van è il baretto posticcio che “sforna” ottimi freddocappuccino (qualche italiano potrebbe inorridire solo al nome, ma sono buonissimi e, soprattutto, una bevanda del genere, servita in spiaggia, in Italia, non costerebbe certo € 2,50….).

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Il mare qui è spettacolare. La spiaggia non si è mai riempita durante la giornata e noi ci siamo rimasti parecchio, pranzando con della frutta sotto l’ombrellone e passando la maggior parte del tempo in quell’acqua cristallina, godendoci ogni secondo, consapevoli che due giorni dopo ce ne saremmo andati da quella magnifica-quanto-difficile-isola.

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L’ultimo giorno, contro ogni aspettativa, siamo tornati a Chrissi Ammos. Ebbene sì. Nella spiaggia con musica. Ma l’idea del relax che quei lettini e quella sabbia ci avevano messo, era l’ideale per non pensare alle valigie del giorno dopo. Solo dopo una breve sosta alla spiaggia di Agios Kyprianos per 2 foto poiché è completamente esposta al sole e se non si ha un ombrellone, si rischia lo spiedo. Ma è molto poetica…

Agios Kyprianos (1) Agios Kyprianos (2) Agios Kyprianos (5) Agios Kyprianos (6) Agios Kyprianos (7) Agios Kyprianos (8)

Ci siamo rosolati per bene e poi siamo saliti da Kypri per visitare il Monastero di Zoodochou Pighis, il più grande dell’isola. All’inizio della strada, un cartello indicava le 17 come orario di chiusura; erano già le 18,30. Ma  siamo saliti lo stesso. La vista della baia di Kypri dall’alto è fantastica

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e il mare a quell’ora era argenteo. Ci siamo fermati ad un certo punto ad ascoltare il silenzio, con quella vista, immaginando invece il rumore di sottofondo che poteva esserci in spiaggia in quel momento, con i wind surf che sfrecciavano e gli ultimi ritardatari ancora sui lettini…E’ stata la migliore conclusione a questa vacanza. Un sogno.

Il monastero era chiuso ma il cancello era aperto.

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Sono scesa da sola (Leonardo dormiva in macchina) per fare un paio di foto. La custode, avendomi notata da dentro, mi ha aperto e mi ha chiesto (in greco) se volessi entrare. Accoglienza fuori misura da cui l’Italia avrebbe solo da imparare. Quindi mi sono visitata il monastero in forma privée. Non descrivo il privilegio. La signora ha preso le chiavi e mi ha portata alla cappelletta in cui si trovano  l’effige della Santa Vergine e la parete delle grazie ricevute.

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Poi mi ha fatto capire di prendere una bottiglietta vuota e riempirmela con l’acqua benedetta che sgorga dal rubinetto nel monastero e che proviene da una sorgente lì sul monte e così ho fatto.

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E poi mi ha regalato un’immaginetta e ho preso un paio di souvenirs per mamma e nonna, anche come ringraziamento per l’immensa cortesia. Un momento davvero speciale.

O, più semplicemente, un’ulteriore CONFERMA di quanto quest’ isola CUSTODISCA.

Dopo una lauta cena da Stamatis, siamo andati a letto dando l’arrivederci a Batsì. L’ultimo giorno ce lo siamo goduto comunque, avendo la nave nel tardo pomeriggio. Quindi colazione da Asterix, pranzo con un gyros favoloso a Batsì, annaffiato da Mythos e poi in macchina fino a Gavrio, dove l’abbiamo restituita. Un paio di caffè in uno dei tanti baretti del porto finché è arrivata la “grossa barca rossa” che ci ha riportati, malinconici ma soddisfatti, a Rafina.

DOLCE EPILOGO

Spesso mancano i cartelli ed impazzisci. Quando ci sono, sono in cirillico. I km indicati sembrano almeno il triplo, quando li percorri.

MA:

Gli isolani sono gente pazzesca: sono fra le persone più ospitali, sorridenti e gioiose che abbia mai visto. Capiscono l’italiano parlato veloce di un bambino che non dice nemmeno la R. Si prodigano in consigli e gesti per farti capire cosa vogliono dirti al fine di farti STARE BENE sulla loro isola. Si ricordano di te dopo 2 volte che ti vedono e ti chiamano per nome, felici, se torni alla loro taverna. Hanno mantenuto intatti il sapore dell’antico e la genuinità di quegli scorci, nonostante il turismo (sebbene, per ora, prevalentemente greco e inglese).

Andros ti accoglie a braccia aperte. E, con quel suo nascondere a tratti, ti fa venire un’incredibile voglia di tornarci appena possibile, per RIPROVARCI!

Buon viaggio!!!

Appendice

Le taverne ad Andros sono tantissime e molte davvero belle e particolari. Mi sento di consigliarvene alcune di cui non ho parlato nell’articolo.

A Batsì

Stamatis: ne ho parlato ma la cito.

Kantouni: si trova sul lungomare, fuori dal centro, lungo la strada che esce e va verso Gavrio ma a 2 minuti a piedi dal centro. A gestione familiare, ci siamo tornati più volte. I gestori sono molto simpatici, i prezzi bassi e il cibo ottimo (moussakà pazzesca). Di fianco, nello stesso cortile, hanno il bar/creperie in cui passava le serate, al bancone, nostro figlio. E’ veramente la tipica taverna greca in cortile.

Deep blue: a 2 passi da Kantouni, per pranzo è perfetta per la luce che emana e per un pasto leggero praticamente in riva al mare. La proprietaria, gentilissima, è inglese, trasferita ad Andros per amore.

Non ho il nome ma è l’ultima taverna prima della curva, al porto, sta di fianco a Nameless e allego la foto: Gyros spaziale, prezzi bassissimi, Mythos gelata e bella atmosfera greca, genuina.

Agia Marina: già citata, la sottolineo.

Lagoudera: tra Deep Blue e Kantouni c’è questa piccola taverna con portico che serve pesce freschissimo cucinato in modo eccellente e la proprietaria, che parla bene inglese, è carinissima. Lo è anche la giovane cameriera che non parla inglese ma si sforza abilmente di parlare italiano.

Asterix cafè: è il bar attaccato al parco giochi. Il proprietario è un ragazzo simpatico e volenteroso. Il bar è il tipico ritrovo di paese (anche per le partite di calcio) che fa venir voglia di “una birra con gli amici”.

A Fellos beach:

To Steki tou

A Vitali beach:

Vitali taverna ( non credo abbia altro nome)

Sconsiglio :

Ammos a Batsì: noi abbiamo pranzato ad Ammos Barbecue e il cibo era buono ma sono stati molto lenti (taverna vuota) e abbiamo poi capito che si trattava della stessa, cafona e scorbutica proprietaria delle altre taverne Ammos che per fortuna non abbiamo provato.

NOTE:

Ad Andros ha disegnato e si è fatta costruire casa un famoso architetto ateniese, Katerina Tsigarida. Da semplice appassionata di architettura ed interni, mi ero salvata su pinterest molte foto di questa particolare casa. Chiaramente, appena ho deciso che la meta sarebbe stata Andros, ho sperato di vedere la casa dal vivo. Gli ultimi giorni, un po’ conoscendo il tipo di paesaggio e con qualche ricerca più approfondita, sono riuscita a capire in che zona si trovasse e l’abbiamo trovata. Ecco la casa.

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La cosa più impressionante è come, allontanandosi, questa casa, perfettamente integrata nel paesaggio, si confonda con la roccia e sparisca. A dimostrazione di quanto la Tsigarida sia stata attenta all’impatto ambientale in un’isola ancora intatta e magistralmente conservata.

(ph. Elena Ivaldi, Marco Manzini)

CREDITS

http://www.tuttipazziperlagrecia.it/andros_21.html   . E’ il blog di  2 ragazzi amanti della Grecia che sono stati ad Andros prima di noi e che mi ha dato alcune notizie in più prima di partire, visto che in rete c’è davvero pochissimo sull’isola.

http://www.rentacareuro.com/      L’ufficio di autonoleggio in cui abbiamo preso Jimmy. E’ a Gavrio e casualmente (l’ho scoperto là) lo gestisce la figlia della nostra padrona di casa.

http://www.androstours.com/andros-hotels/villa-anna-maria-batsi.html    Il sito in cui ho trovato l’alloggio. Abbiamo pagato € 60 al giorno per una casa bellissima, molto spaziosa e con patio e giardino in pieno centro ma al riparo da ogni rumore.

Andros si raggiunge volando su Atene e poi prendendo la nave al piccolo porto di Rafina a cui si arriva facilmente in 30 mn con un frequente bus dall’aeroporto.

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