TINOS

Tinos.

Ode ad Eolo.

E alla fede.

Nutro profonda ammirazione e comprensione per la fede altrui. A Tinos la si respira ad ogni passo, ad ogni sguardo. Tutto il giorno, tutti i giorni.

La scelta  quest’anno è caduta su Tinos perché volevamo vedere un’isola vicina ad Andros e, leggendo di Tinos, pensavo mi sarebbe piaciuta. Ma non credevo così tanto. L’isola è chiamata “la Lourdes greca” e c’è un motivo: nel 1822, ad una monaca di Tinos, apparve in sogno la Vergine che le indicò un’icona sepolta in un punto preciso. Cominciarono a scavare per cercarla e la trovarono proprio là, dispersa e sepolta da più di 800 anni. L’icona, riportata alla luce, iniziò subito a fare miracoli e, da allora, migliaia di fedeli da tutta la Grecia (e non solo), arrivano a Tinos ogni anno per la festa patronale ma anche durante tutto l’arco dell’anno, per chiedere grazie o ringraziare per preghiere esaudite. La Chiesa in cui fu trovata l’icona è ora un grande Santuario, meta, appunto, di pellegrinaggio. L’icona si trova in una cappella ed è quasi completamente coperta dai regali che le portano i fedeli (prettamente oro).

Il Santuario si trova in cima ad una salita che parte dalla piazza di Tinos town.

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Dalla piazza parte una passatoia per i fedeli in preghiera: ogni giorno si vede qualcuno che percorre la passatoia in ginocchio, sale i gradini della Chiesa e, sempre in ginocchio, si reca alla cappella dell’icona. E’ commovente.

Il nostro appartamento si trovava proprio a ridosso della salita, quindi ogni giorno incontravamo queste persone. Uno dei nostri balconi aveva la vista sul Santuario e le campane, che suonano sempre a festa, hanno accompagnato tutto il nostro soggiorno.

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Il 23 luglio, addirittura, essendo la data in cui la monaca ebbe in sogno la Vergine, per tutta la notte ci sono state preghiere che risuonavano e, alle 7 del mattino, oltre alle campane, anche una banda festosa è scesa dalla Chiesa al paese per dare inizio alla GIORNATA DI FESTA DELL’ISOLA che è culminata con i fuochi d’artificio sul mare, la sera.

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L’arrivo a Tinos, da Mykonos, è stato rigenerante. Un piccolo porticciolo, il padrone di casa che ci aspettava contento e poi la vista del nostro appartamento, in pieno centro ma in posizione ottimale, silenziosa e con vista, da una parte il santuario, dall’altra il mare blu cobalto.

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Il Tiniotissa studios è perfetto se si vuole soggiornare a Tinos town. La prima sera abbiamo cenato in una taverna molto carina, koutouki tis Elenis, in una viuzza perpendicolare alla “salita”. Abbiamo mangiato dentro per il troppo vento e, sia fuori che dentro, è caratteristica. Ottimo cibo e personale gentile.

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Abbiamo affittato una macchina al porto, da Avance sitou e abbiamo iniziato subito a perlustrare l’isola, che è un piccolo gioiello. Questa volta, alla spiaggia, abbiamo preferito le visite ai tanti paesini sparsi sull’isola. Innanzitutto per il vento: a Tinos è sempre presente e, certi giorni, davvero forte. Quindi stare in spiaggia può risultare sgradevole, mentre i paesi si trovano quasi tutti al centro e sono un po’ più riparati. E poi sono TANTI  e ognuno diverso dall’altro. Eccoli:

VOLAX

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E’ il paese produttore di cesti di vimini che si ritrovano in tutta l’isola ma non solo. Li creano all’interno di case-laboratori con le porte aperte e si può sostare e ammirare.

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Prima di visitare il paese, la fame ci ha condotti ad una taverna favolosa: O ROKOS. Un balcone sulla vallata di pietre tonde (come i trolls…).

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Bianca e azzurra, riparata da sole e vento, immersa nel silenzio. Quando siamo arrivati era vuota (erano circa le 14.30) e poi si è riempita. Abbiamo mangiato divinamente e speso pochissimo.

Il paesino è tutto bianco, sembra finto e profuma di origano. E’ molto piccino ma ci sono due taverne anche qui. Al fondo, un anfiteatro ancora in uso e un panorama molto particolare. Merita assolutamente una visita. Soprattutto per il surreale silenzio che regna tra i vicoli.

 

PYRGOS

In questo paesino ha sede la scuola di scultura del marmo. Di marmo sono anche lastricate le stradine, ed il bagliore che emanano con il sole è bellissimo. Molti giovani risiedono qui durante il periodo scolastico, cosa che non si direbbe poiché il paesino, oltre ad essere piuttosto isolato e lontano dalla chora, è piccino e non sembra abbia molto da offrire alla gioventù, sebbene a noi sia piaciuto molto.

In un paio di botteghe (che sembrano case) si possono acquistare manufatti in marmo molto belli.

Ci sono un paio di taverne, una bella chiesa e, appena fuori dal paese, un locale bellissimo in cui abbiamo fatto un piacevole aperitivo. Era aperto da 2 settimane e i proprietari, di Rodi, ci hanno detto che pensano di tenere aperto anche in inverno, proprio in previsione dell’affluenza giovanile. Il locale di certo si presta ed è di un gusto impeccabile.

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Da Pyrgos, con un brevissimo tragitto, si raggiunge la baia di PANORMOS.

Una tranquilla baia di pescatori che, a sinistra, ha una bella spiaggetta con qualche albero a fare ombra e a destra, il paese con bar e taverne . E’ particolare, mi ha ricordato molto Firopotamos a Milos. Da Pyrgos vale la pena percorrere quei 3 km che li separano, anche solo per un nescafè frappé e una passeggiata col rumore dell’acqua che si infrange sul molo.

AGAPI

Significa AMORE in greco e il paesino è effettivamente delizioso!! E’ stata una grande scoperta perché ci siamo andati un po’ per caso, non avendone sentito parlare prima. Ispirati un po’ dal nome, ci siamo andati una mattina, in tarda mattinata. Fino ad un certo punto, si percorre la stessa strada che porta da Tinos a Volax ma, per Agapi, si prosegue dritti al bivio di Skalados. La strada sale, ci sono sempre le indicazioni in cirillico e, ad un certo punto, ad una sorta di parcheggio, pare la strada finisca. Si lascia lì la macchina per inoltrarsi a piedi nel minuscolo paesino.

C’è una scuola, a inizio paese, e un bar con i soliti avventori greci che bevono il loro caffè e aspettano di salutare chi passa. Si cammina molto piacevolmente in questo dedalo di stradine bianche ordinatissime e molto fiorite, fino a che, sotto una piccola galleria, si scorge l’entrata di una taverna.

IMG_2579  20160724_210154 AGAPI TAVERNA

Il nostro bimbo, che aveva fame, ci si è infilato entusiasta, nonostante noi volessimo aspettare a pranzare. Ma, proprio così, abbiamo scoperto una delle nostre taverne preferite di questa estate!! H KAMARA TOU AGAPIOU. Gestita egregiamente da una famiglia con mamma e 2 figlie, tutto quel che cucinano arriva dal loro orto, addirittura il vino è di loro produzione. Sulla terrazza, all’ombra, Leonardo ha pranzato e noi ci siamo gustati un ottimo aperitivo in totale relax e ci siamo tornati la sera dopo per provare gli altri piatti che tanto ci ispiravano!!

Non parlano inglese ma sono gentilissime e ci si capisce. Ci sarei tornata altre dieci volte!!

STENI

Steni si trova poco prima di Volax, in un gruzzolo di paesi tutti vicini tra loro. Paesino fantasma, seppur piuttosto grande, in cui siamo però riusciti a trovare un anziano signore che ci ha avvicinati per raccontarci, in un misto di greco, inglese e francese, qualche particolarità del posto: per esempio, come il paese sia religiosamente diviso in 2, da una parte cristiano cattolico e dall’altra ortodosso. Pacificamente divisi, sia chiaro. Con le loro due Chiese.

Poco più avanti si trova MESI, molto simile per disposizione ed architettura. Altro silenziosissimo paesello in cui abbiamo preso un piacevole aperitivo in un bar /taverna lungo una stradina del centro. Sembra che in questi paesi non viva nessuno ma in realtà sono fra i più popolosi dopo Tinos town. Quello che comunque si respira, e credo appartenga proprio agli abitanti di quest’isola, è  serenità . Una pace rara, una vita in cui sembra che nessuno lavori, nessuno sia in alcun modo stressato o abbia bisogno di vacanza. E, di conseguenza, per chi in vacanza ci è, risulta estremamente piacevole e riappacificante.

Ci sono alcuni paesi che, per mancanza di tempo, non abbiamo visto, ma che ci hanno detto meritino. Noi ci siamo passati in macchina e li si vede dalla strada. Sono un po’ tutti simili da fuori, ma visitandoli, ognuno ha le proprie particolarità, quindi sicuramente anche ISTERNIA e KARDIANI, che noi ci siamo persi. Incluse le loro baie (che abbiamo visto poi dalla nave!)

SPIAGGE

Ce ne sono tantissime. Noi ne abbiamo viste veramente poche, in parte a causa del forte vento, in parte perché ci sono veramente tante cose da vedere a Tinos! Generalmente, abbiamo visitato le spiagge che si trovavano in prossimità dei paesi visitati, senza cercarne di nuove.


PANORMOS

Ne ho parlato citando la baia. La spiaggia è adiacente al paese, è pulita e alcuni alberi regalano un po’ di ombra. Il vento era abbastanza fastidioso ma l’acqua pulitissima. Ci sono alcune comode panchine ma la spiaggia non è in alcun modo attrezzata (docce o bagni).

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AGIOS ROMANOS

Ci siamo stati al ritorno da Panormos perché, nonostante il vento, la voglia di fare un bel bagno non manca, soprattutto sapendo che il mare è sempre bellissimo. La si trova facilmente perché lungo la strada principale che porta a chora, è indicata, a destra, la stradina che arriva alla spiaggia. E’ di sabbia fine e qualche albero procura ombra. La spiaggia era pressoché deserta e silenziosa. Non è isolata, ci sono casette alle sue spalle ma è molto tranquilla. Acqua freddina ma limpidissima.

La strada lungo il mare prosegue fino a KIONIA, località balneare piuttosto nota (ci sono molti appartamenti in affitto), con una spiaggia lunga, carina e attrezzata anche per giochi acquatici. Alle sue spalle numerose taverne e bar.

PACHIA AMMOS 

Una delusione. La strada per arrivare è piuttosto tortuosa e non è indicato che, per arrivare alla spiaggia, bisogna entrare nella zona del beach club (che inizialmente credevamo privato). Da lì, guardando la spiaggia dall’alto, non ci ha minimamente ispirati e abbiamo proseguito per

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AGIOS IOANNIS PORTO 

Si trova a ridosso di un gruppo di appartamenti a schiera in affitto, tutti colorati, molto belli da vedere e sicuramente suggestivi come posizione. Dopo le case si susseguono tre o quattro taverne in cui si può pranzare o prendere cibo da asporto. Una di queste fa servizio in spiaggia con le cameriere. La spiaggia è di sabbia fine (e se c’è vento è un disastro…), è attrezzata (6 euro per 2 lettini e ombrellone) e il mare è molto bello. Trovo che la zona sia carina anche per soggiornarci.

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KOLYMBITHRA 

E’ la rinomata spiaggia dei surfisti a nord dell’isola. Dall’alto, la vista è mozzafiato. La spiaggia è altrettanto bella ma il vento era veramente troppo forte per rimanere e, caso vuole, gli ombrelloni erano tutti occupati (non ci sono lettini ma ombrelloni liberi e un bel bar della spiaggia).

Così abbiamo scoperto, poche decine di metri più avanti, tornando alla strada,

APOTHIKES

Decisamente RIPARATA DAL VENTO, seppure a nord. Attrezzata (6 euro soliti), con bar della spiaggia e giovani, gentilissimi camerieri, bagni e docce. Il mare limpido, l’acqua freddina e ristoratrice!! Volevamo fermarci un’oretta ma ci saremo rimasti almeno 3 ore!

SANTA MARGARITA 

Ci si arriva con una bella strada, quasi completamente asfaltata, partendo dalla zona di Steni e Mesi. Noi ci siamo stati dopo aver visto i paesini. Purtroppo anche quel giorno il vento era abbastanza forte e la spiaggia non è riparata. La sabbia è fine e bellissima ma, ovviamente, vola ovunque. Giusto il tempo di un bel tuffo perché l’acqua merita ma la sabbia in faccia era davvero insostenibile. Peccato. Non è attrezzata e c’è poca ombra. Ricordate le riserve di acqua! Credo sia sempre semi deserta come l’abbiamo trovata noi: una meraviglia.

AGIOS FOKAS 

Vicinissima a Tinos town, è una lunga spiaggia di sabbia fine e tamerici sullo sfondo. Noi ci siamo solo passati, ma abbiamo visto che è piuttosto frequentata ed è attrezzata. Abbastanza riparata dal vento, essendo a sud. Molti boutique hotel si trovano a ridosso di questa spiaggia.

Ce ne sono tante altre, più o meno belle. Il problema è sempre e solo il vento che, quando tira forte, rende impossibile restare in spiaggia. Di sicuro il mare, anche grazie al vento, è sempre limpidissimo.

DA NON PERDERE

Il Monastero  Agias Pelagias di Kechrovouni. Ci viveva la suora che ebbe in sogno la Vergine. E’ tuttora residenza delle monache, che lo gestiscono e lo tengono benissimo. E’ molto bello, ha una splendida vista sul mare e merita una visita. E’ molto frequentato da comitive organizzate. Non so quanti conoscano la storia del posto, ma ha mantenuto una sua sacralità nonostante l’invasione turistica.

La signora all’ingresso non transige sulle regole di abbigliamento. Un po’ tanto restrittive, ma vi raccomando di non cercare di entrare con calzoncini corti e canottiere perché non ci riuscirete!! L’interno è come un paesino in miniatura: bianco candido, balconi pieni di floride piante e fiori colorati, stradine ordinate. Il 23 luglio, i fedeli partono a piedi da qui verso le 19 per arrivare fino a Tinos in pellegrinaggio al Santuario.

Ci si arriva comodamente: il primo tratto di strada è quello che porta a Steni ma c’è una deviazione a destra per Arnados. E’ comunque ben indicato. La sua vista da lontano è molto affascinante.

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Chiesa dell’Evanghelismos Theotoku, ovvero il Santuario simbolo di Tinos.

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E’ imponente, svetta in cima alla salita e lo si vede benissimo arrivando con la nave. E’ la loro LUCE. E’ la santità che regna sull’isola.

Luogo di preghiera e devozione, non si riesce a non emozionarsi al suo interno. E’ ovviamente curato e mantenuto come una reliquia. E’ molto grande  e ricco nella sua semplicità. L’icona ritrovata quasi non si vede, tanti sono i regali che la ricoprono, portati in dono dai fedeli. La festa di questa Chiesa è ovviamente il 15 Agosto e pare sia bellissima.

Le mille chiese : pare siano più di 700 le chiese sparse sull’isola. Ce ne sono ovunque, alcune abbarbicate in punti dove non credi sia possibile arrivare e sono tutte molto belle. In gran parte sono piccine e chiuse, ma è bello vederle sbucare qua e là, mentre si attraversa l’sola.

Le colombaie sono una caratteristica di Tinos. Ce ne sono un po’ in tutte le isole cicladi ma qui sono veramente tantissime . Sono anche molto belle e sono quasi ormai un elemento prettamente decorativo, più che riparo per i piccioni.

 

La cosa che meno mi ha colpita, a Tinos, sono le spiagge, seppur belle. Ma questo perché quest’isola ha tantissimo altro da vedere e scoprire. Di sicuro ha qualcosa di magico che aleggia nell’aria e di sicuro non è un’isola facile. Non saprei A CHI consigliarla, ma sono felice di averla scoperta e apprezzata. Se cercate un’isola dal ritmo lento, educata, vivace ma non invadente e ricca di sentimento, Tinos è quella giusta.

Buon viaggio!

(ph. Elena Ivaldi, Marco Manzini)